Smart working privato dopo il 31 marzo 2022: regole e contenuti dell’accordo individuale

Rosy D’Elia - Leggi e prassi

Smart working privato dopo il 31 marzo 2022: si torna alle regole ordinarie, da applicare tenendo conto del protocollo sottoscritto dal Ministero del Lavoro con le Parti Sociali lo scorso dicembre. Le indicazioni sull'accordo individuale e sui contenuti da inserire: dalla durata alla privacy.

Smart working privato dopo il 31 marzo 2022: regole e contenuti dell'accordo individuale

Smart working privato dopo il 31 marzo 2022: secondo la tabella di marcia attualmente in vigore, dal 1° aprile si torna alle regole ordinarie che dovranno essere applicate tenendo conto anche del protocollo sottoscritto dal Ministero del Lavoro con le Parti sociali lo scorso 7 dicembre 2021.

Il testo riporta particolari indicazioni anche sull’accordo individuale e sui contenuti da inserire: dalla durata alla privacy, passando per il diritto alla disconnessione e agli strumenti da lavoro da utilizzare.

La necessità di mettere nero su bianco l’intesa con i lavoratori e le lavoratrici è stata messa in pausa dalla pandemia: fino alla fine dello stato di emergenza, infatti, è possibile applicare le modalità previste dall’articolo 90 del Decreto Rilancio che hanno definito un canale semplificato di accesso al lavoro agile.

Smart working privato dopo il 31 marzo 2022, si torna alle regole ordinarie e all’accordo individuale

La pandemia ha cambiato radicalmente l’utilizzo e la diffusione dello smart working: il numero di lavoratrici e lavoratori che hanno svolto le attività in modalità agile è compreso tra i 5 e gli 8 milioni, si tratta di un numero più che raddoppiato rispetto al periodo precedente all’emergenza Covid.

Sono questi i dati che emergono dalla relazione conclusiva del Gruppo di studio istituito con il Decreto del Ministero del Lavoro n. 87 del 13 aprile 2021 “per analizzare gli effetti dello svolgimento dell’attività di lavoro in modalità di agile, in vista della prospettazione di soluzione alle criticità riscontrate nell’ambito delle dinamiche lavorative, sia riguardo al settore privato che della pubblica amministrazione”.

Come si legge nella notizia pubblicata il 7 febbraio 2022 sul portale istituzionale, l’impegno su questo fronte ha portato a un Protocollo congiunto con l’obiettivo di individuare “punti di convergenza sulle questioni più spinose e non regolate in modo efficace dalla legge”.

L’ampio utilizzo dello smart working nel settore privato è uno dei segni che la pandemia lascerà anche quando sarà definitivamente finita. Da questa consapevolezza nasce l’esigenza di avere direzioni condivise e linee guida da seguire.

Fino al 31 marzo 2022, infatti, continuano ad applicarsi le regole previste dall’articolo 90 del Decreto Rilancio: le comunicazioni di smart working nel settore privato vengono effettuate tramite la procedura semplificata, senza la necessità di allegare alcun accordo individuale con il lavoratore o la lavoratrice, e utilizzando gli strumenti messi a disposizione dal datore di lavoro.

Ma quali saranno le regole da seguire dal 1° aprile in poi?

“Il Protocollo fissa il quadro di riferimento, condiviso tra le Parti sociali, per la definizione dello svolgimento del lavoro in modalità agile esprimendo pertanto linee di indirizzo per la contrattazione collettiva nazionale, aziendale e/o territoriale nel rispetto della disciplina legale di cui alla legge 22 maggio 2017, n. 81 e degli accordi collettivi in essere, tutto ciò affidando alla contrattazione collettiva quanto necessario all’attuazione nei diversi e specifici contesti produttivi”.

Si legge nel testo del protocollo approvato che, inoltre, sottolinea la necessità di un accordo individuale per l’adesione del lavoratore o della lavoratrice allo smart working.

Smart working privato dopo il 31 marzo 2022: regole e contenuti dell’accordo individuale

Il lavoro agile è una modalità di svolgimento delle attività diversa dal telelavoro ed è basata sui seguenti fattori:

  • assenza di vincoli orari o spaziali;
  • un’organizzazione per fasi, cicli e obiettivi, stabilita tramite accordo tra dipendente e datore di lavoro.

L’obiettivo, in via ordinaria, è quello di una migliore conciliazione dei tempi di vita e lavoro favorendo al tempo stesso la produttività dei dipendenti.

Fuori dalle dinamiche emergenziali, l’avvio del lavoro agile richiede la stipulazione per iscritto dell’accordo individuale, in base alle disposizioni previste dagli artt. 19 e 21 della Legge n. 81/2017 e dai contratti collettivi.

Con il Protocollo sottoscritto dal Ministero del Lavoro e delle Parti Sociali, tra gli altri aspetti vengono illustrate anche le linee guida da seguire per la definizione dell’accordo individuale alla base dello smart working.

Sono diversi gli aspetti da regolare:

  • durata dell’accordo, che può essere a termine o a tempo indeterminato;
  • alternanza tra i periodi di lavoro all’interno e all’esterno dei locali aziendali;
  • luoghi eventualmente esclusi per lo svolgimento della prestazione lavorativa esterna ai locali aziendali;
  • esecuzione della prestazione lavorativa svolta al di fuori dei locali aziendali, anche con riguardo alle forme di esercizio del potere direttivo del datore di lavoro e alle condotte che possono far scattare sanzioni disciplinari nel rispetto della disciplina prevista nei contratti collettivi;
  • strumenti di lavoro;
  • tempi di riposo del lavoratore e misure tecniche e/o organizzative necessarie ad assicurare la disconnessione;
  • forme e le modalità di controllo della prestazione lavorativa all’esterno dei locali aziendali, nel rispetto di quanto previsto sia dallo Statuto dei Lavoratori che dalla normativa sulla privacy;
  • attività formativa eventualmente necessaria per lo svolgimento della prestazione di lavoro in modalità agile;
  • forme e modalità di esercizio dei diritti sindacali.

Nel protocollo si legge:

“In presenza di un giustificato motivo, ciascuno dei contraenti può recedere prima della scadenza del termine nel caso di accordo a tempo determinato, o senza preavviso nel caso di accordo a tempo indeterminato”.

Il protocollo approfondisce, poi, punto per punto le istruzioni da seguire per la definizione contenuti dell’accordo individuale per lo smart working nel privato che rappresenta, quindi, uno scheletro di tutti gli aspetti chiave da considerare per svolgimento delle attività lavorative in modalità agile.

Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali - Relazione del Gruppo di studio Lavoro agile e del Protocollo Nazionale sul Lavoro in modalità Agile
Scarica il testo integrale della relazione del Gruppo di studio Lavoro agile e del Protocollo Nazionale sul Lavoro in modalità Agile

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