Scontrino elettronico, e-fattura e altre novità: il fisco tra rivoluzione e divario digitale

Rosy D’Elia - Fisco

Scontrino elettronico, e-fattura e altre novità: il fisco si sposta sempre più verso il codice binario, ma la rivoluzione deve fare i conti con il divario digitale, dal punto di vista delle infrastrutture e delle competenze.

Scontrino elettronico, e-fattura e altre novità: il fisco tra rivoluzione e divario digitale

Scontrino elettronico, e-fattura e altre novità: il fisco corre sempre più veloce verso il codice binario, ma la rivoluzione deve fare i conti con il divario digitale. E i contribuenti con lei.

La barriera che separa chi ha accesso a internet e chi non naviga, per scelta, per mancanza di competenze o per carenza di infrastrutture, è rilevante per tutti: l’11 giugno 2019 la Commissione Europea ha pubblicato le relazioni DESI, Indice di digitalizzazione dell’economia e della società, con cui monitora la competitività digitale degli Stati membri dal 2015 e mette in relazione i dati che caratterizzato i diversi stati UE.

Dal confronto con gli anni precedenti, l’Italia sta progredendo ma resta ancora nella schiera dei paesi europei meno connessi. Nel complesso l’Italia si colloca al 24º posto fra i 28 Stati membri dell’UE, con il 19% dei cittadini che dichiara di non aver mai navigato in rete.

Di contro, in alcuni casi, i dati che riguardano i servizi pubblici digitali portano la penisola nelle prime posizioni. È la fotografia di un paese che viaggia a due velocità.

Ma nel fisco, come in tutti gli altri ambiti, quella più alta non può ignorare quella più bassa: i servizi e gli obblighi online non possono dimenticare chi non sa o non può connettersi ad internet.

Scontrino elettronico, e-fattura e altre novità: il fisco tra rivoluzione e divario digitale

Da questo punto di vista, il 2019 è un anno impegnativo, l’anno della rivoluzione digitale del fisco. Si è aperto con il debutto della fattura elettronica, un terremoto che ancora fa sentire le sue scosse di assestamento nel sistema.

A sei mesi di distanza, per operatori, addetti ai lavori e consumatori è alle porte un’altra innovazione: lo scontrino elettronico.

Tra il 2019 e il 2020, i nuovi registratori telematici prenderanno il posto dei registratori di cassa. La scadenza per adeguarsi al nuovo obbligo introdotto con il decreto legislativo numero 127 del 2015, infatti, ha due scadenze:

  • per i soggetti con un volume d’affari superiore a 400.000 euro è fissata al 1° luglio 2019;
  • per tutti gli altri è fissata al 1° gennaio 2020.

Per valutare l’impatto che avrà l’introduzione della memorizzazione e trasmissione elettronica dei corrispettivi, la redazione di Informazione Fiscale ha condotto un sondaggio tra i lettori, che risultano divisi:

  • il 49% dei partecipanti è convinto che la novità appesantirà e complicherà le operazioni;
  • mentre per il 39% migliorerà e semplificherà le operazioni per il cliente e l’operatore.

La platea è spaccata in due, ma la bilancia pende verso una visione negativa: la digitalizzazione è sinonimo di semplificazione, ma quasi mai è questa la percezione che hanno i cittadini.

Scontrino elettronico, e-fattura e altre novità fanno i conti col divario digitale: i dati DESI dell’UE

Sono tanti, infatti, i lettori che guardano allo scontrino elettronico come a un peso, e Luca D.F. pone l’accento proprio su una questione determinante perché l’innovazione sia percepita come un problema o come un’opportunità: il divario digitale.

“Non sarà facile per tutti. L’adempimento può ritenersi idoneo ma bisogna dare più giorni per la trasmissione; non trasmissione giornaliera. Internet sta diventando un’ossessione.
In molte zone (specialmente zone montane) capita spesso che il collegamento internet salta all’improvviso e crea problemi già per la normale corrispondenza ed adempimenti. Ora anche i Comuni prevedono l’autoliquidazione della TARI e pagamento con F24, ma dove vogliamo arrivare?
[...]
Quante sono le persone che sanno usare internet per gli adempimenti? Quanti piccole attività commerciali che superano i 400 mila euro sono in grado di trasmettere i dati dal primo luglio? Dalle mercerie ai ferramenta ecc. quanti potranno attrezzarsi per la trasmissione? Ammesso che lo sappiano fare. Ormai sono troppo gli adempimenti richiesti ai contribuenti con l’uso del computer e molti dovranno affidarsi a terze persone per il disbrigo degli adempimenti che crescono mese dopo mese. Tutto questo in un periodo interessato dalle dichiarazioni dei redditi ed con annessi adempimenti. Sarebbe opportuno un rinvio e le motivazioni ci sono tutte”.

Una posizione drastica, ma sicuramente condivisibile di cui ha tenuto conto anche il legislatore, che nell’articolo 2, comme 6-ter, del decreto legislativo numero 127 del 2015 ha previsto un esonero per zone geografiche in funzione del divario digitale. Si legge:

“Le operazioni di cui all’art. 22 del d.p.r. 633/1972, effettuate nelle zone individuate con decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze di concerto con il Ministro dello Sviluppo Economico, possono documentarsi, in deroga al c. 1 dell’art. 2 del d.lgs. 127/2015, rilasciando la ricevuta fiscale o lo scontrino fiscale”.

Ancora non c’è un testo ufficiale che stabilisce le regole dell’esonero, ma il comma 6-ter conferma che le innovazioni devono fare i conti con il divario digitale. E non possono evitarlo.

Secondo i dati diffusi dalla Commissione Europea per il DESI 2019, con un indice di connettività pari al 57,6, l’Italia si colloca al 19° posto. Rispetto all’anno scorso ha fatto grandi progressi ed è risalita di ben sette posizioni. Ma c’è ancora tanto lavoro da fare.

Se, poi, il discorso dalle infrastrutture si sposta sulle persone e sulle loro competenze, altrettanto cruciali, la situazione peggiora: i cittadini che non hanno mai preso il largo nel mare del web nel 2018 sono ancora il 19%.

E spostando ancora una volta il punto di vista, emerge un altro dato interessante: la situazione dell’Italia, per quanto riguarda i servizi pubblici digitali, ha dei picchi di eccellenza. È il caso degli open data per cui la penisola è quarta in Europa o della sanità online, in ottava posizione.

I dati dimostrano che agiscono due spinte contrarie: da un lato è in atto una rivoluzione che punta in avanti, verso il progresso e la semplificazione, dall’altra la barriera del divario digitale oppone resistenza. Necessariamente frena, complica e diluisce gli effetti positivi.

Sulla e-fattura così come sull’obbligo dello scontrino elettronico, l’Italia è tra i paesi che giocano d’anticipo, ma per portare a casa il risultato non può tralasciare il contesto in cui si disputa la partita.

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