Sciopero dei commercialisti dal 18 al 23 settembre contro la riforma della giustizia tributaria

Francesco Rodorigo - Commercialisti ed esperti contabili

I commercialisti hanno proclamato lo sciopero dal 18 al 23 settembre 2022 contro la riforma della giustizia tributaria. Durante questo periodo si asterranno dalle attività di rappresentanza presso le Commissioni tributarie.

Sciopero dei commercialisti dal 18 al 23 settembre contro la riforma della giustizia tributaria

Sciopero dei commercialisti contro la riforma della giustizia tributaria.

Tramite il comunicato stampa del 5 settembre 2022 le Associazioni nazionali dei commercialisti specificano che il periodo di astensione coprirà la settimana lavorativa che va dalle ore 24 del 18 settembre al 23 settembre 2022.

L’astensione collettiva nazionale è stata decisa lo scorso 3 settembre e consiste nella sospensione delle attività di rappresentanza presso le Commissioni tributarie.

La protesta si accompagna a quella dei magistrati tributari, prevista per le stesse date, i quali si asterranno dalle attività giudiziarie.

Il motivo dello sciopero risiede nella mancata revisione della riforma della giustizia tributaria, la quale non assicura la garanzia di imparzialità dell’organo giudicante e del soggetto incaricato a risolvere le controversie in via preliminare.

Sciopero dei commercialisti dal 18 al 23 settembre contro la riforma della giustizia tributaria

Le Associazioni nazionali dei commercialisti, ADC, AIDC, ANC, FIDDOC, UNAGRACO, SIC, UNGDCEC e UNICO, hanno proclamato lo sciopero dalle ore 24 del 18 alla stessa ora del 23 settembre, in concomitanza con l’iniziativa promossa dall’Associazione Nazionale Magistrati Tributari, contro la riforma della giustizia tributaria.

L’astensione collettiva nazionale è stata proclamata con lettera alla Commissione di Garanzia e agli Enti interessati lo scorso 3 settembre e la notizia è stata diffusa tramite il comunicato stampa congiunto del 5 settembre 2022.

Durante il periodo di sciopero, dalle ore 24:00 del 18 settembre alle ore 24:00 del 23 settembre, i magistrati si asterranno dalle attività giudiziarie e i commercialisti interromperanno quelle di rappresentanza presso le Commissioni tributarie.

In ogni caso saranno comunque garantite le prestazioni indispensabili, come stabilito dall’art. 5 del codice di autoregolamentazione.

Si ricorda infatti che anche in caso di sciopero i commercialisti sono tenuti a garantire:

  • orario minimo di apertura non inferiore alle 2 ore giornaliere;
  • predisposizione e consegna delle buste paga;
  • predisposizione e consegna al cliente del modello F24;
  • predisposizione e consegna al cliente delle dichiarazioni fiscali e tributarie;
  • assistenza, predisposizione e consegna di documentazione nei procedimenti;
  • rispetto dei termini perentori dei procedimenti.

Nella lettera, inoltre, le Associazioni sottolineano la loro disponibilità al confronto con il Legislatore e con il futuro Governo, con l’obiettivo di individuare un terreno d’intesa comune.

Sciopero dei commercialisti, la riforma della giustizia tributaria non assicura la garanzia di imparzialità

La proclamazione dello sciopero dal 18 al 23 settembre 2022 è dovuta alla mancata revisione della riforma della giustizia tributaria, nonostante le numerose richieste presentate e rimaste inascoltate.

In particolare, così come è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale, la riforma non assicura la garanzia di imparzialità dell’organo giudicante e del soggetto incaricato a risolvere le controversie in via preliminare.

Questo principalmente per due motivi:

  • la dipendenza dal Ministero dell’Economia e delle Finanzae dei magistrati tributari;
  • la mediazione tributaria assegnata all’Agenzia delle Entrate anziché ad un soggetto terzo.

La riforma ha previsto, infatti, l’allocazione organica delle Corti di Giustizia Tributaria all’interno del MEF, le cui articolazioni sono anche parti necessarie del processo tributario.

In questo modo viene meno il passaggio alla giurisdizione della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che invece garantisce indipendenza e terzietà degli Uffici.

Inoltre, il fatto che la mediazione tributaria sia rimasta assegnata all’Ente impositore, l’Agenzia delle Entrate, e non ad un soggetto terzo, impedisce che il procedimento di mediazione sia portato avanti in maniera equilibrata e che si concluda con esito positivo.

Le Associazioni tramite lo sciopero intendono ribadire la necessità di una revisione da effettuare il prima possibile, già in sede della sua prima applicazione (16 settembre 2022).

Associazione Nazionale Commercialisti - Comunicato stampa 5 settembre 2022
Riforma del processo tributario - Proclamato dal 18 al 23 settembre lo sciopero dei commercialisti

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