La rottamazione quinquies si prepara alla prima scadenza: il 31 luglio 2026 si paga la rata iniziale o l'importo unico. Slalom sulle regole relative a decadenza e tolleranza, con il rischio di errori di valutazione
La rottamazione quinquies si prepara alla prima scadenza.
Il 31 luglio 2026 i contribuenti che hanno ottenuto l’accoglimento della domanda di accesso alla definizione agevolata sono attesi alla cassa per avviare il piano dei pagamenti.
L’appuntamento che anticipa il periodo delle ferie estive si gioca però su un doppio binario di regole: chi ha scelto di pagare in un’unica soluzione potrà contare su un margine di tolleranza sui pagamenti, aspetto che non è invece previsto per chi ha optato per il versamento della rottamazione a rate.
A fare chiarezza sono le FAQ aggiornate dall’Agenzia delle Entrate Riscossione il 23 giugno 2026, in concomitanza con la messa a disposizione online della comunicazione delle somme dovute.
Rottamazione quinquies, tolleranza con doppio binario per la scadenza del 31 luglio 2026
Dopo la pubblicazione del conto dovuto e della ripartizione delle rate, chi ha aderito alla rottamazione quinquies è tenuto ad annotare in calendario la scadenza del 31 luglio 2026.
Si tratta del termine che interesserà sia chi ha scelto di pagare in un’unica soluzione, che chi ha optato per la rateizzazione fino a 54 rate bimestrali, modulata dall’AdER tenuto conto del valore minimo pari a 100 euro per ciascuna quota dovuta.
L’appuntamento del 31 luglio si caratterizza però per un binario doppio sul fronte delle regole di tolleranza in caso di tardivo versamento, effetto delle novità introdotte con la conversione in legge del Decreto Fiscale n. 38/2026, e sulle quali l’Agenzia della Riscossione ha recentemente fornito indicazioni specifiche.
Come emerso in fase di lettura dell’emendamento approvato in Commissione Finanze del Senato, confluito comma 2-bis, articolo 10 della legge di conversione del decreto, la tolleranza di cinque giorni rispetto alle scadenze ordinarie non si applicherà a tutti i piani di versamento, ma sarà a portata ultra-ristretta.
Guardando nello specifico alla scadenza del 31 luglio 2026, la possibilità di pagare entro i successivi cinque giorni - e quindi entro il termine ultimo del 5 agosto - interesserà solo chi ha optato per il versamento in un’unica soluzione.
In caso di rottamazione rateizzata, non sono ammesse deroghe: il mancato versamento della quota dovuta entro il 31 luglio assumerà rilievo ai fini della decadenza.
Decadenza dalla rottamazione quinquies per chi non paga due rate
Il mancato versamento della rata della rottamazione quinquies in scadenza il 31 luglio 2026, in caso di rateazione, non comporterà la decadenza immediata dalla definizione agevolata.
Lo stop al piano agevolato di rientro scatta infatti in caso di mancato o insufficiente pagamento di due rate, anche non consecutive.
Questo comporta quindi che saltare la prima scadenza non comporta rischi immediati, ma andrà a ridurre le chance a disposizione per i pagamenti futuri e renderà fondamentale rispettare il secondo appuntamento con le rate, in calendario il 30 settembre 2026.
Dal punto di vista pratico, quindi, le regole della rottamazione quinquies consentono al contribuente di “giocarsi un jolly”, rimanendo in arretrato con una sola rata senza perdere il beneficio. Attenzione però: la rata saltata rimarrà comunque un debito da saldare, e non rispetterne una seconda farà scattare la decadenza definitiva.
L’insidia dell’effetto domino in caso di rottamazione quinquies in tre rate
Il meccanismo che tollera il mancato pagamento di una rata nasconde però un’insidia tecnica legata ai criteri di imputazione dei pagamenti da parte dell’Agenzia delle Entrate Riscossione.
L’AdER, come detto, imputa i versamenti seguendo un ordine cronologico. Questo significa che se si salta una scadenza, il pagamento successivo non andrà a coprire la rata corrente, ma verrà utilizzato dal sistema per sanare il “buco” precedente.
Il caso di un piano in 3 rate, se la prima è pagata regolarmente, ma la seconda viene saltata, la terza rata (ultima del piano), sarà considerato a copertura della quota non versata in precedenza.
Cosa succede all’atto pratico? Il sistema sopra illustrato comporterà un effetto paradossale: la seconda rata risulterà pagata, mentre la terza (l’ultima) risulterà non pagata.
Trattandosi dell’ultimo appuntamento del piano, non ci saranno ulteriori versamenti successivi in grado di colmare il vuoto.
Di conseguenza, il piano si chiuderà con l’ultima rata scoperta, determinando l’inevitabile decadenza dalla rottamazione quinquies e il ripristino del debito di sanzioni e interessi sul debito residuo.
Ultima rata della rottamazione quinquies, torna la tolleranza di cinque giorni
Conoscere a pieno le regole relative alla decadenza è fondamentale per evitare errori di valutazione. Da fissare quindi bene in mente che la tolleranza di cinque giorni non riguarderà tutti i contribuenti.
Come detto, si applicherà solo al pagamento dell’unica rata dovuta entro il 31 luglio 2026, ma anche all’ultima quota dovuta da parte di chi ha optato per la rateizzazione delle somme dovute.
La chiusura del piano previsto potrà quindi contare su cinque giorni aggiuntivi, evitando così il rischio di decadere ormai a partita chiusa per chi rinvierà il pagamento di pochi giorni.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Rottamazione quinquies 2026, prima scadenza con doppio binario: tolleranza per pochi