Quando la flat tax può essere progressiva

La flat tax può essere progressiva? La risposta è affermativa, e a garantire il rispetto dei principi fissati dalla Costituzione in materia di imposte è il sistema di deduzioni differenziato in ragione del reddito del dichiarante.

Quando la flat tax può essere progressiva

La flat tax può essere un’imposta progressiva e, in quanto tale, non violare uno dei principi cardine in materia di tassazione previsto dalla Costituzione.

Nel pieno della discussione sulle proposte di riforma del Fisco, protagonista indiscusso della campagna elettorale per le elezioni politiche del 25 settembre 2022, la flat tax è tornata ad essere al centro del dibattito pubblico.

Se è unanime la considerazione che è necessario ridurre la pressione fiscale in Italia, chi si oppone all’ipotesi di una flat tax evidenzia che la sua introduzione sarebbe in palese contrasto con il principio di progressività previsto dall’articolo 53 della Costituzione.

Ma è davvero così?

Quando la flat tax può essere progressiva

Per prima cosa è bene ricordare che l’articolo 53 della Costituzione fissa i principi fondamentali alla base del sistema tributario italiano, prevedendo che:

“Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva.

Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.”

Alla capacità contributiva si affianca la progressività, criterio in base al quale le imposte dovute da ciascun contribuente sono “graduate” in relazione al proprio reddito: l’importo aumenta se sale l’imponibile, mentre si riduce all’abbassarsi delle entrate.

L’IRPEF, strutturata in quattro aliquote applicate ad altrettanti scaglioni di reddito, è l’imposta progressiva per eccellenza. Tradizionalmente invece la flat tax, imposta fissa applicata a tutti i contribuenti nella stessa misura, è un’imposta proporzionale.

Anche la flat tax può però essere progressiva: a quali condizioni?

È il sistema di deduzioni fiscali che caratterizza alcune delle proposte in campo per l’introduzione di una “tassa piatta” ad aliquota unica a consentire di mantenere la gradualità del prelievo, affiancato alla previsione di una no tax area per i redditi entro una certa soglia.

Sono questi due degli elementi al centro anche delle recenti proposte di legge presentate per l’introduzione della flat tax, l’ultima delle quali è stata depositata dalla Lega in Senato nel corso del 2020.

Alla previsione di un’aliquota unica per tutti, la proposta affiancava un sistema di deduzioni fiscali graduate in base al reddito e alle caratteristiche del nucleo familiare.

Ad esempio, in caso di famiglia monocomponente è prevista la deducibilità integrale per i redditi fino a 14.000 euro, ridotta fino ad annullarsi a 30.000 euro di reddito familiare.

Al reddito netto si applicherebbe poi l’aliquota della flat tax, con la conseguenza che l’imposta dovuta non sarebbe uguale per tutti i contribuenti ma “personalizzata” in ragione delle somme complessivamente percepite e delle caratteristiche del proprio nucleo familiare

Grazie alle deduzioni fiscali parlare di flat tax progressiva non è quindi un ossimoro, e anche l’imposta ad aliquota unica potrebbe quindi garantire il rispetto dei principi dettati dalla Costituzione.

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