Dalle verifiche sulle fatture per i pagamenti della PA al rilascio del DURC, nessun ostacolo per chi ha aderito alla rottamazione quinquies: la pace fiscale dura almeno fino al 31 luglio 2026
La domanda di adesione alla rottamazione quinquies garantisce una sorta di pace fiscale su diversi fronti almeno fino al 31 luglio, data di scadenza della prima o unica rata dovuta.
Vengono meno alcuni degli ostacoli previsti dalla normativa per chi ha cartelle non pagate. Il meccanismo di tutela tocca, ad esempio, il rilascio del DURC ma anche il nuovo blocco delle fatture per professionisti e professioniste con debiti pari ad almeno 5.000 euro.
Anche per questo la platea di contribuenti che hanno aderito alla nuova definizione agevolata delle cartelle potrebbe rivelarsi molto più ristretta degli 1,8 milioni di cittadini e cittadine che hanno presentato l’istanza.
Rottamazione quinquies: dalle fatture al DURC, pace fiscale almeno fino al 31 luglio
Chiedere all’Agenzia delle Entrate Riscossione di sanare i propri debiti con la rottamazione quinquies si traduce nella volontà di pagare quanto dovuto e mettersi in regola.
Per questo motivo, i vantaggi legati alle diverse definizioni agevolate partono subito e si basano, in un certo senso, sulla fiducia.
La domanda di adesione fa scattare una pace fiscale con effetti immediati in relazione ai carichi inseriti nell’istanza:
- vengono sospesi gli obblighi di pagamento delle rateizzazioni ordinarie in corso;
- subiscono una battuta d’arresto fermi amministrativi ed ipoteche, pur restando validi quelli già iscritti alla data di presentazione, senza effetti retroattivi;
- l’Agenzia delle Entrate Riscossione non avvia nuovi pignoramenti e si sospendono le procedure esecutive già avviate (salvo che non si sia tenuto il primo incanto con esito positivo);
- si distendono i rapporti con la Pubblica Amministrazione sul fronte dei pagamenti e dei rimborsi fiscali.
La rottamazione quinquies distende i rapporti con la PA fino al 31 luglio
Più nel dettaglio, viene meno il meccanismo previsto dall’articolo 28-ter del DPR n. 602/1973 che disciplina la compensazione tra rimborsi e debiti per chi ha cartelle da pagare e vanta un credito superiore a 500 euro nei confronti del Fisco.
A partire dalla domanda di adesione è possibile ottenere anche il DURC, Documento Unico di Regolarità Contributiva: nel periodo coperto da questa sorta di pace fiscale non c’è nessun ostacolo al rilascio, ma se poi il contribuente non rispetta gli impegni presi si procede con la revoca.
Particolarmente rilevante, poi, in questo momento è la protezione della rottamazione quinquies che riguarda l’articolo 48-bis del DPR n. 602 del 1973. Dal 15 giugno le verifiche che la Pubblica Amministrazione deve effettuare prima di procedere con i pagamenti si sono fatte più intense.
La norma prevede un blocco dell’erogazione delle somme in caso di debiti pari ad almeno 5.000 euro in presenza di fatture per un valore almeno pari alla stessa cifra o stipendi, salari e altre indennità relative al rapporto di lavoro pari almeno a 2.500 euro.
A questa regola da metà giugno si è aggiunta una nuova stretta per i professionisti e le professioniste. Anche i compensi di importo più basso fanno scattare l’alert in presenza di cartelle pari ad almeno 5.000 euro e l’Amministrazione è chiamata a bloccare il pagamento e a corrispondere la cifra direttamente alla Riscossione per erogare solo la parte restante alla persona che deve ricevere il compenso.
In relazione a tutte queste regole, la domanda di rottamazione quinquies rappresenta uno scudo di protezione: nessun blocco è previsto per chi ha chiesto di aderire alla definizione agevolata delle cartelle, sempre a patto che non ci siano altri carichi da sanare esclusi dalla domanda.
Rottamazione quinquies e “pace fiscale”: la prova dei fatti dopo il 31 luglio
La pace fiscale basata sull’impegno a mettersi in regola arriva, però, alla prova dei fatti con la prima scadenza del 31 luglio 2026.
In occasione di questo termine, che può slittare di 5 giorni solo per chi paga in un’unica soluzione, è necessario passare dalle parole ai fatti, dimostrando la reale volontà di pagare le cartelle tramite la rottamazione quinquies continuando a beneficiare di tutti i vantaggi evidenziati.
Come insegna l’esperienza delle precedenti definizioni agevolate, accade che la domanda di adesione sia utilizzata in maniera strumentale per poter allungare i tempi delle procedure o per risultare in regola.
“Probabilmente una quota cospicua delle adesioni alla rottamazione (quater) è finalizzata a ritardare la riscossione coattiva”, ha evidenziato la Corte dei Conti nel rendiconto generale sull’anno 2024, sottolineando una perdita di incasso rispetto alle aspettative pari a 11,2 miliardi di euro tra il 2023 e il 2024.
Dal momento che la nuova edizione non ha previsto meccanismi innovativi da questo punto di vista, non è inverosimile pensare che anche per la nuova definizione agevolata si replichi lo stesso schema.
Di conseguenza, la portata reale della rottamazione quinquies con stime di incasso pari a 9 miliardi di euro si potrà conoscere solo dopo il 31 luglio 2026.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Dalle fatture al DURC, pace fiscale fino al 31 luglio con l’adesione alla rottamazione quinquies