DURC: cos’è, chi può richiederlo e come fare

Vanda Soranna - Leggi e prassi

DURC: cos'è, chi può richiederlo e come fare? Dal 2016 è in vigore in versione online e può essere richiesto sul sito INPS o INAIL. Serve per certificare il rispetto degli obblighi contributivi e assicurativi e consente di accedere a diverse agevolazioni e benefici. Di seguito le informazioni utili per le aziende.

DURC: cos'è, chi può richiederlo e come fare

DURC: cos’è, chi può richiederlo e qual è la procedura operativa per ottenerlo?

Introdotto in versione online dal decreto ministeriale 30 gennaio 2015 in attuazione dell’articolo 4 del decreto legge 34/2014, ed in vigore già da luglio 2016, il documento unico di regolarità contributiva è oggi richiesto per accedere a gare d’appalto, servizi pubblici e sovvenzioni di varia natura.

Si tratta di un documento che certifica il rispetto da parte di tutte le aziende, anche quelle che applicano il contratto dell’edilizia, degli obblighi contributivi e assicurativi nei confronti dei lavoratori dipendenti e dunque il pagamento regolare dei contributi a INPS, INAIL e Casse Edili.

Il DURC assicura la completezza e correttezza dei requisiti richiesti per la partecipazione alle gare d’appalto e la possibilità di ottenere un contratto di lavori, servizi e forniture ma non solo.

È indispensabile nel settore privato per ottenere licenze edili e avviare cantieri o accedere a sovvenzioni, sgravi e agevolazioni varie previste dalla normativa nazionale e comunitaria.

DURC: chi può richiederlo e come fare

Il DURC online può essere richiesto dall’interessato o da un suo delegato.

Accedendo al sito INPS o INAIL con SPID, CIE o CNS e selezionando nella sezione dedicata l’opzione “richiesta regolarità” viene generato in tempo reale un certificato in versione digitale e stampabile che viene trasmesso alla casella di posta certificata del richiedente.

L’attestazione di regolarità contributiva è valida per i successivi 120 giorni dalla data della richiesta e certifica la regolarità dell’azienda nel pagamento degli adempimenti Uniemens, dei contributi INPS, delle denunce INAIL e degli altri oneri dovuti.

Se dai sistemi informatici emerge una irregolarità nel pagamento dei contributi, l’azienda riceve entro 15 giorni una comunicazione, con l’invito a saldare i debiti e la descrizione dettagliata delle cause di irregolarità.

Nel caso non si provveda entro 30 giorni alla regolarizzazione, viene rilasciato esito negativo alla verifica e indicate le somme dovute.

Dal 2009 il DURC è obbligatorio per tutte le aziende; sono esclusi dall’obbligo gli artigiani che lavorano in proprio e senza dipendenti.

DURC: a cosa serve

Il DURC consente di partecipare a gare pubbliche di appalto e subappalto e dà diritto al pagamento del SAL (stato di avanzamento lavori) e alla liquidazione finale. Serve nel settore privato ad ottenere licenze edili, avviare un cantiere o richiedere una sovvenzione.

Alcune norme recenti hanno reso il DURC obbligatorio in casi specifici.

La legge 178/2020 (art.1 commi 20-22), durante la pandemia, ha regolato l’esonero parziale dal pagamento dei contributi previdenziali per i lavoratori autonomi e i professionisti iscritti agli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza, richiedendo la certificazione di regolarità contributiva come requisito d’accesso alla misura.

Inoltre, l’art. 27 del Decreto-legge 104/2020 (cd. Decreto agosto del 2020) e poi la legge 178/2020 hanno richiesto il DURC alle aziende per usufruire delle agevolazioni contributive per il lavoro dipendente nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Ottenere il bonus decontribuzione Sud è dunque, oggi e per tutto il 2022, possibile solo con un DURC regolare.

Da novembre 2021 inoltre, la certificazione è richiesta per cantieri pubblici o privati d’importo superiore a 70.000 euro (art. 8, comma 10 bis, legge 120/2020, conversione del DL semplificazioni 76/2020) e per ottenere contributi a fondo perduto e il credito d’imposta nel settore del turismo (art. 1 DL 152 /2021).

Negli ultimi mesi, infine, il Decreto-legge 73/2022, in vigore da giugno 2022, ha introdotto novità sui flussi di ingresso per lavoro in Italia: semplificando il rilascio del nulla osta al lavoro, la norma ha introdotto la procedura di asseverazione per la verifica dei requisiti dei datori di lavoro attraverso il DURC, che può essere eseguita da consulenti del lavoro e organizzazioni datoriali.

Quando può essere richiesto il DURC

Il DURC può essere richiesto da imprese, lavoratori autonomi, dai soggetti delegati, dagli enti aggiudicatori e le stazioni appaltanti, dalle stesse PA, dalle banche e gli intermediari delegati nei seguenti casi:

  • partecipazione ad appalti o subappalti di lavori, servizi e forniture;
  • gestione di servizi e attività in convenzione o concessioni da Pubbliche Amministrazioni;
  • svolgimento di lavori privati in edilizia soggetti al rilascio del permesso di costruire o della DIA;
  • iscrizione all’albo dei fornitori e rilascio di attestazione SOA, enti di diritto privato che attestano la conformità dei requisiti previsti dalla legge nei soggetti coinvolti nelle gare d’appalto;
  • accesso a benefici contributivi e normativi vari e sovvenzioni previste dalla disciplina comunitaria.

DURC e DURF: le differenze

Attenzione a non confondere il DURC con il DURF, documento che dal 2020, con il D.Lgs. 124/2019, è diventato obbligatorio in alcuni casi come certificato di regolarità fiscale per assicurare il regolare versamento in materia di tributi, imposte e tasse nel settore degli appalti.

Il DURF serve a dimostrare l’assenza di debiti tributari per imposte, sanzioni o interessi scaduti e non estinti dal subappaltatore alla data di pagamento del corrispettivo e non riguarda dunque la regolarità nel versamento di contributi previdenziali dei lavoratori delle imprese.

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