Rottamazione: riapertura al 31 luglio 2026, dentro gli accertamenti. I correttivi in corsa

Sei gli emendamenti a tema rottamazione che restano in corsa in Commissione Finanze del Senato nell'ambito della conversione del decreto Carburanti ter. Dall'estensione della quinquies agli accertamenti, fino alla rapertura al 31 luglio 2026, le novità in discussione

Rottamazione: riapertura al 31 luglio 2026, dentro gli accertamenti. I correttivi in corsa

Correttivi sulla rottamazione quinquies, ma anche sull’edizione quater ormai vicina alla chiusura: in Commissione Finanze del Senato restano in corsa sei emendamenti per estendere il perimetro della definizione agevolata delle cartelle.

Già annunciato il 27 maggio, nell’ambito del convegno organizzato dal Dipartimento Economia della Lega, il pacchetto di modifiche presentato in sede di conversione del DL n. 63/2026 punta ad estendere la rottamazione quinquies anche agli accertamenti, contestualmente alla riapertura della precedente definizione agevolata.

In campo anche la proposta di tutelare chi sta pagamento rottamazioni e rateizzazioni, bloccando i pignoramenti dei conti correnti da parte dell’Agenzia delle Entrate Riscossione.

Rottamazione quinquies, dentro gli accertamenti esecutivi AdE e gli avvisi INPS: gli emendamenti in discussione

“Positivo che i subemendamenti presentati dalla Lega al DL Accise siano stati dichiarati ammissibili. Ora la parola passa al Parlamento e alla prova del voto.” Queste le dichiarazioni diffuse il 3 giugno dal Deputato Alberto Gusmeroli, “padre” della proposta originaria di rateizzazione lunga delle cartelle esattoriali, tradotta poi nella rottamazione quinquies della Legge di Bilancio 2026.

Sono nello specifico sei i correttivi che hanno superato il primo vaglio della Commissione Finanze del Senato, attese al voto ormai a stretto giro.

L’approdo del testo in Aula è in programma la prossima settimana, a partire da mercoledì 10 giugno, ed è quindi evidente che il tempo a disposizione stringe.

Sul tema della rottamazione delle cartelle l’attesa su possibili modifiche volte ad estenderne la portata è tanta, anche alla luce del perimetro strettissimo dei carichi inclusi nell’edizione quinquies.

L’emendamento n. 1.1000/96 chiede quindi di aprire le porte della definizione agevolata introdotta dall’ultima Manovra anche ai debiti derivanti da avvisi di accertamento esecutivi dell’Agenzia delle Entrate e agli avvisi di addebito INPS, purché consegnati all’AdER entro il 31 dicembre 2025.

Una proposta ambiziosa, anche considerando le difficoltà tecniche legate all’ormai spirato termine per fare domanda.

Sempre per quel che riguarda il perimetro della rottamazione quinquies, l’emendamento 1.1000/100 punta a consentire il passaggio dalla rateizzazione ordinaria alla definizione agevolata.

L’intento è di permettere a chi sta pagando regolarmente le rate di un piano di dilazione ordinario (le rateizzazioni fino a 72 o 120 rate dell’AdER) di “saltare sul treno” della rottamazione.

La possibilità viene estesa anche ai carichi degli enti territoriali e agli avvisi di addebito INPS, secondo gli stessi termini previsti per i comuni aderenti alla definizione agevolata.

La riapetura della rottamazione quater tenta la doppia via

Una doppia “ciambella di salvataggio” per quel che riguarda invece i decaduti dalla rottamazione quater.

L’emendamento 1.1000/97 punta a consentire a chi ha perso i benefici della definizione agevolata entro il 31 dicembre 2025 per non aver pagato le rate (o averle pagate in ritardo/in modo insufficiente) di fare nuova domanda entro il 31 luglio 2026.

Una riapertura omnibus, con un nuovo calendario di rate formulato dall’AdER entro il 30 settembre 2026 e con un costo stimato di 42 milioni di euro per il 2026.

In aggiunta, l’emendamento 1.1000/101 ripropone la sanatoria per le rate della rottamazione quater saltate a fine 2025 e inizio 2026.

Una mini-proroga ex post che consentirebbe di considerare tempestivi i pagamenti delle rate di novembre e febbraio effettuati entro il 31 luglio 2026.

Scudo dai pignoramenti del conto corrente per chi paga rottamazione e rateizzazioni

Nella lista delle richieste della Lega anche la norma a tutela del patrimonio dei contribuenti che scelgono di mettersi in regola con il Fisco.

L’emendamento n. 1.1000/99 propone l’impignorabilità assoluta delle somme depositate sui conti correnti bancari e postali per tutti i soggetti che sono in regola con i pagamenti di qualsiasi sanatoria o rateizzazione (rottamazione quater, quinquies e rateizzazioni ordinarie ex art. 19 DPR 602/73).

Fino a quando il piano di rate è attivo e il contribuente paga regolarmente, il Fisco non può attivare procedure esecutive o cautelari, inclusi i temuti pignoramenti lampo presso terzi. Lo scudo decade immediatamente se il contribuente salta una rata e decade dal beneficio.

Maxi rateizzazione fino a 120 rate per i decaduti

In chiusura, l’emendamento n. 1.1000/98 si rivolge ai decaduti dalle vecchie rottamazioni o dalle rateizzazioni ordinarie alla data del 30 novembre 2025, in relazione ai ruoli consegnati dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2024.

La proposta punta a permettere di sanare la propria posizione pagando il debito residuo in un’unica soluzione entro il 31 luglio 2026, oppure dilazionando il tutto in un massimo di 120 rate mensili.

Una rateizzazione in 10 anni, che pur non tagliando sanzioni e interessi, mira ad agevolare il piano di rientro da parte dei contribuenti.

Una boccata d’ossigeno? Poche le speranze di approvazione del pacchetto rottamazione

Il pacchetto di emendamenti sopra analizzato punta a un vero e proprio salvataggio di massa per i contribuenti rimasti incastrati dalle scadenze legate alle rottamazioni degli ultimi anni, così come dai piani ordinari di rateazione.

La strategia è duplice: da un lato, garantire stabilità alle casse dello Stato permettendo a chi era decaduto di ricominciare a pagare (anche attraverso piani lunghissimi fino a 10 anni), dall’altro, introdurre una tutela psicologica ed economica, come lo scudo anti-pignoramento sui conti correnti per chi è in regola.

Il dibattito resta aperto, ma allo stato attuale è quantomai complicato che l’intero set di proposte trovi conferma.

Più volte, negli ultimi mesi, i lavori parlamentari si sono conclusi con un nulla di fatto, anche alla luce delle resistenze del MEF sull’estensione delle maglie della rottamazione quinquies e sul ripescaggio dei decaduti.

Resta poi la divergenza di vedute all’interno dei partiti di maggioranza, ulteriore fattore che potrebbe ostacolare la buona riuscita del piano di maggiore flessibilità. L’unico punto fermo attualmente è che l’attesa è d’obbligo: la conversione del DL n. 63/2026 è prevista entro il 29 giugno.