Rinnovo contratti pubblici, Aran e sindacati firmano l’accordo su comparti e aree

Stefano Paterna - Pubblica Amministrazione

Rinnovo contratti pubblici, il 15 aprile l'Aran e le organizzazioni di categoria hanno sottoscritto l'ipotesi di CCNL quadro per la definizione dei comparti e delle aree per il triennio 2019-21. La strada per i rinnovi contrattuali veri e propri è ancora lunga: sul tavolo rimane ancora la proposta di aumento di 107 euro medi mensili.

Rinnovo contratti pubblici, Aran e sindacati firmano l'accordo su comparti e aree

Rinnovo contratti pubblici, un altro passo verso l’obiettivo è stato compiuto il 15 aprile 2021.

È stata sottoscritta l’intesa da parte di Aran e sindacati sull’ipotesi del Contratto collettivo nazionale quadro per la definizione dei comparti e delle aree per il periodo contrattuale 2019-2021.

Sulla scia del Patto per l’innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale siglato il 10 marzo da Governo e organizzazioni sindacali, l’intesa con l’Aran sul CCNL costituisce di fatto l’atto di apertura della nuova stagione negoziale per i rinnovi dei contratti della pubblica amministrazione.

In questo senso si è infatti indirizzato il commento del Ministro per la Pubblica Amministrazione Renato Brunetta:

“Bene l’accordo tra Aran e sindacati su comparti e aree. Un altro tassello per spianare la strada ai rinnovi contrattuali del pubblico impiego, strumento essenziale per l’innovazione e la qualificazione del lavoro pubblico”.

Non bisogna infatti dimenticare che il responsabile della Funzione pubblica da quando siede a Palazzo Vidoni punta alla chiusura rapida delle trattative per i rinnovi, con un’ipotesi di aumento di 107 euro medi mensili a regime per il triennio 2019-2021.

Ma di seguito vediamo nel dettaglio gli elementi salienti dell’ipotesi di accordo.

Rinnovo contratti pubblici 2021, intesa Aran-sindacati. Definita la cornice della contrattazione collettiva

L’accordo del 15 aprile 2021 sul rinnovo del contratto tra Aran e sindacati costituisce in pratica la cornice entro la quale si svolgerà la contrattazione collettiva. Tanto è vero che, come riporta una nota dell’Aran, esso “permette, non appena ricevuti gli atti di indirizzo, di avviare le trattative contrattuali 2019-2021”.

Peraltro, si tratta di un’intesa nel segno della continuità, dato che rispetto all’assetto dei comparti ne viene confermata l’articolazione e la composizione in:

  • Funzioni centrali dove rientrano ad esempio ministeri ed agenzie nazionali;
  • Istruzione e ricerca per scuole, università, Cnr, Istat, ecc;
  • Funzioni locali che riguarda regioni, comuni, ecc.;
  • Sanità, Asl, Rsa, ecc.

Invece, per quanto riguarda le Aree dirigenziali la composizione degli stessi quattro comparti di cui sopra viene rinviata a una successiva sessione di trattativa che dovrà concludersi entri i prossimi tre mesi.

Rinnovo contratti pubblici - ipotesi CCNL quadro 15 aprile 2021
POTESI DI CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE QUADRO PER LA DEFINIZIONE DEI COMPARTI E DELLE AREE DI CONTRATTAZIONE COLLETTIVA NAZIONALE (2019-2021)

Ipotesi di rinnovo a 107 euro e sindacati

La definizione di questa ipotesi di accordo preliminare ovviamente consente l’apertura della fase calda delle trattative per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego per il 2019-21.

Tuttavia, non si può comunque dire che la sottoscrizione sia a portata di mano.

Questo perché sul tavolo permane la stessa offerta di aumento di 107 euro mensili medi avanzata dal predecessore di Brunetta, Fabiana Dadone, a suo tempo rifiutata dai sindacati.

I primi commenti di parte sindacale sembrano moderatamente positivi, ma sembrano tutti indirizzati a considerare la firma del 15 aprile come necessaria all’apertura di una trattativa vera e propria sulla sostanza del rinnovo.

In questo senso si registra il commento della Uil Scuola, che ha definito l’accordo quadro “un piccolo passo in avanti”.

Così anche l’Usb Pubblico Impiego che, nonostante le perplessità sulla funzionalità degli accorpamenti avvenuti per quel che riguarda “Funzioni centrali” e “Istruzione e ricerca”, ha aderito:

“per la necessità di non arrivare ancora una volta al rinnovo di contratti già scaduti e di dare risposte concrete ai lavoratori pubblici, soprattutto in considerazione del difficile momento che il Paese sta ancora vivendo”.

Insomma, per arrivare a una quadra sui rinnovi ci sarà ancora molta strada da fare.

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