Rimborso 730 a ottobre, nuovo calendario fiscale: si concede o si prende tempo?

Rosy D’Elia - Modello 730

Rimborso 730 da ottobre, il nuovo calendario fiscale è pensato per prendere tempo o per concederne di più ai contribuenti? Un emendamento al Decreto Fiscale approvato dalla Commissione finanze della Camera riscrive i tempi per la dichiarazione dei redditi con modello 730 e apre la strada a una riflessione sui tempi dell'Amministrazione Finanziaria.

Rimborso 730 a ottobre, nuovo calendario fiscale: si concede o si prende tempo?

Rimborso 730 da ottobre: il nuovo calendario fiscale sposta i termini per la presentazione della dichiarazione dei redditi dal 23 luglio al 30 settembre, allarga la platea di contribuenti che possono utilizzare il modello 730 e rivede altre scadenze correlate.

Le novità sono inserite nell’emendamento approvato in Commissione Finanze della Camera che aggiunge al testo del Decreto Fiscale 2020 l’articolo 16-bis: “Ampliamento della platea dei contribuenti che possono utilizzare il modello 730 e riordino dei termini dell’assistenza fiscale”.

La nuova tabella di marcia che si applicherebbe dal 2021 induce a una riflessione: la nuova scadenza del modello 730 e la revisione di tutti i termini correlati è pensata per concedere più tempo ai cittadini o all’Amministrazione Finanziaria?

Rimborso 730 da ottobre, il nuovo calendario fiscale ridefinisce i tempi

Nel nuovo calendario fiscale si sposta in avanti la scadenza per la presentazione del modello 730 e necessariamente si allungano anche i termini per ottenere il rimborso.

Pensionati e lavoratori dipendenti che presentano la dichiarazione dei redditi con il modello 730, precompilato o anche ordinario, hanno diritto a ricevere in busta paga o con la pensione, l’importo a credito che emerge durante le operazioni di conguaglio fiscale grazie alla possibilità di beneficiare di detrazioni Irpef o di deduzioni dal reddito che abbattono i costi dell’imposta.

Con le novità inserite nell’emendamento al Decreto Fiscale, il rimborso 730 potrebbe arrivare a ottobre.

Il testo dell’emendamento riscrive come segue il riferimento normativo cardine, l’articolo 19, comma 2, del Decreto del Ministero delle Finanze numero 164 del 1999:

“Le somme risultanti a credito sono rimborsate mediante una corrispondente riduzione delle ritenute dovute dal dichiarante sulla prima retribuzione utile e comunque sulla retribuzione di competenza del mese successivo a quello in cui il sostituto ha ricevuto il prospetto di liquidazione, ovvero utilizzando, se necessario, l’ammontare complessivo delle ritenute operate dal medesimo sostituto. Nel caso che anche l’ammontare complessivo delle ritenute risulti insufficiente a consentire il rimborso delle somme risultanti a credito, il sostituto rimborsa gli importi residui operando sulle ritenute d’acconto dei mesi successivi dello stesso periodo d’imposta”.

Rimborso 730 da ottobre, il nuovo calendario fiscale concede o prende tempo?

Fino a questo momento i lavoratori dipendenti con sostituto d’imposta ricevono il rimborso 730 a cui hanno diritto in busta paga a partire da luglio, mentre i pensionati lo percepiscono a partire dall’assegno di agosto e settembre.

Mesi prima rispetto alle nuove prospettive. Certo, il testo non prevede esplicitamente che dal 2021 il rimborso del modello 730 venga erogato a partire da ottobre, si parla del primo mese successivo a quello in cui il sostituto ha ricevuto il prospetto di liquidazione, ovvero il risultato contabile della dichiarazione.

Ma è verosimile pensare che con la nuova tabella di marcia i tempi per tutti e per tutto saranno più lunghi. Fondamentale, ad esempio, è la data in cui vengono messi a disposizione dei contribuenti gli strumenti per presentare la dichiarazione dei redditi con modello 730.

Le nuove disposizioni, infatti, modificano anche il termine per l’accesso alla dichiarazione precompilata, che passa dal 15 al 30 aprile.

E se ad un primo sguardo il nuovo calendario previsto dagli emendamenti al Decreto Fiscale 2020 sembra scandire in maniera più agevole le scadenze, ad un’analisi più attenta sorge il dubbio che l’Amministrazione Finanziaria voglia prendere tempo e allungare il periodo di attesa sui rimborsi, ad esempio.

D’altronde la volontà di rendere alcuni meccanismi più lenti e più complessi è già nell’impianto originario del Decreto Fiscale 2020, entrato in vigore il 27 ottobre 2019. Le novità sulle regole a cui attenersi per le compensazioni dei crediti di imposta ne sono un esempio.

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