Nuova scadenza 730 e semplificazioni IVA: novità negli emendamenti al Decreto Fiscale 2020

Anna Maria D’Andrea - Dichiarazioni e adempimenti

Nuova scadenza del modello 730 e ampliamento dei soggetti che potranno utilizzarlo e semplificazioni IVA per i corrispettivi pagati con bancomat e carte. Tra gli emendamenti approvati al Decreto Fiscale 2020 spiccano le proposte di modifica presentate dai Relatori.

Nuova scadenza 730 e semplificazioni IVA: novità negli emendamenti al Decreto Fiscale 2020

Nuova scadenza del 730, possibilità di utilizzare il modello anche per i titolari di redditi assimilati a quello di lavoro dipendente e i titolari di redditi di lavoro autonomo occasionale, semplificazione degli adempimenti IVA per i corrispettivi pagati con carte o bancomat: gli emendamenti al testo del Decreto Fiscale 2020 presentati dai Relatori e approvati in Commissione Finanze della Camera portano una serie di innovazioni.

Il testo del DL n. 124/2019 cambia e modifica calendario fiscale e adempimenti.

Dal 2021 si ha tempo fino al 30 settembre per inviare il 730, e la platea dei soggetti autorizzati all’uso della dichiarazione precompilata semplificata si estende già dal prossimo anno.

Semplificazioni IVA in vista, invece, per i corrispettivi pagati con POS: dal 2021 uno degli emendamenti dei Relatori dispone che restino fuori dagli obblighi legati allo scontrino elettronico (memorizzazione e trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate) tutti i pagamenti effettuati con “sistemi evoluti di incasso”.

Poniamo l’accento su queste due novità contenute negli emendamenti al Decreto Fiscale n. 124/2019.

Emendamenti Decreto Fiscale 2020: nuova scadenza 730 ed estensione soggetti interessati

A partire dal 1° gennaio 2020 il modello 730 potrà essere utilizzato, oltre che dai lavori dipendenti e dai pensionati, anche ai titolari di redditi assimilati a quello di lavoro dipendente e di redditi di lavoro autonomo, ad esclusione di quelli derivanti dall’esercizio di arti e professioni e d’impresa non occasionali.

È questa una delle modifiche proposte dal pacchetto di emendamenti dei Relatori del Decreto Legge in materia fiscale n. 124/2019, esaminate e approvate dalla Commissione Finanze della Camera.

L’ampliamento dei soggetti che possono utilizzare il 730, presentandolo sia tramite CAF o professionisti che avvalendosi della dichiarazione precompilata, si unisce ad una seconda novità, con decorrenza dal 1° gennaio 2021.

L’emendamento propone di rinviare la scadenza del modello 730 dal 23 luglio al 30 settembre. Le novità riguardano anche i conguagli Irpef, rimborsi o trattenute: dovranno essere effettuate con la prima retribuzione utile:

“e, comunque, con quella di competenza del mese successivo a quello in cui il sostituto ha ricevuto il risultato contabile.”

Lieve spostamento in avanti anche per la trasmissione delle certificazioni uniche: l’emendamento propone di rinviare la scadenza dal 7 al 16 marzo, stesso termine di consegna al dipendente.

Con questo nuovo calendario fiscale, anche all’Agenzia delle Entrate si concede qualche giorno in più di tempo: tra le novità, è previsto il rinvio dal 15 al 30 aprile della scadenza per la messa a disposizione del modello 730 precompilato.

Emendamenti Decreto Fiscale 2020: semplificazioni IVA pagamenti con carte e bancomat

Se è vero che la lotta all’evasione fiscale resta una delle necessità perseguite dal Decreto Legge n. 124/2019, negli emendamenti presentati dai relatori viene avanzata la proposta di semplificare la vita a commercianti ed artigiani interessati dai nuovi adempimenti telematici.

Modificando quanto previsto dall’articolo 2 del decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127, viene previsto l’esonero dall’obbligo di memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei corrispettivi, così come dell’obbligo di registrazione e di certificazione fiscale dei corrispettivi per le operazioni pagate con carte o bancomat.

Alla normativa di riferimento si aggiunge un nuovo articolo, il 5 bis:

“A decorrere dal 1° gennaio 2021, i soggetti che effettuano le operazioni di cui all’articolo 22 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, che adottano sistemi evoluti di incasso, attraverso carte di debito e di credito e altre forme di pagamento elettronico, dei corrispettivi delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi di cui agli articoli 2 e 3 del citato decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972, che consentono la memorizzazione, l’inalterabilità e la sicurezza dei dati, possono assolvere mediante tali sistemi all’obbligo di memorizzazione elettronica e di trasmissione telematica all’Agenzia delle entrate dei dati relativi ai corrispettivi giornalieri di cui ai commi 1 e 2 del presente articolo. Con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate sono definiti le informazioni da trasmettere, le regole tecniche, i termini per la trasmissione telematica e le caratteristiche tecniche dei sistemi evoluti di incasso di cui al presente comma, idonei per l’assolvimento degli obblighi di memorizzazione e trasmissione dei dati”.

Se la moneta elettronica viene definita come un “crocevia fondamentale per la lotta all’evasione”, nella relazione illustrativa delle modifiche proposte, i Relatori del DL Fiscale 2020 evidenziano il rischio di un aggravio di adempimenti per gli esercenti obbligati a dotarsi di POS:

“L’esercente, all’atto del pagamento elettronico, è infatti obbligato ad attivare due distinte attività di digitalizzazione del corrispettivo. Prioritariamente deve memorizzare nell’apposito misuratore fiscale (e poi trasmettere telematicamente all’Agenzia delle Entrate) i dati relativi all’incasso del corrispettivo, emettendo il documento commerciale cartaceo che consegna al cliente. A contempo, per consentire l’utilizzo della carta di credito o debito, deve digitare l’importo della transazione sul POS o nel sistema d’incasso elettronico a sua disposizione e consegnare al cliente la stampa della relativa ricevuta. Il medesimo dato, ovvero l’importo incassato, è quindi memorizzato e stampato due volte, la prima a fini fiscali e la seconda per necessità bancaria.”

Trattandosi di una duplicazione tecnica di adempimenti, che aggrava il carico di lavoro negli esercizi in cui sono effettuate transazioni frequentissime, ma ciascuna per importi minimi, l’emendamento al Decreto Fiscale 2020 propone di accentrare la certificazione fiscale e la tracciabilità bancaria in un unico obbligo.

Lo scontrino elettronico, ovvero l’obbligo di memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi giornalieri, rimane in questo modo soltanto per le somme pagate in contanti.

Questo timido passo verso la semplificazione riporta all’attenzione l’urgenza di una questione che il governo per ora ha dovuto rimandare: l’alleggerimento dei costi di commissione per i pagamenti con POS.

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