Compensazioni F24: l’Agenzia delle Entrate minimizza sui nuovi limiti 2020

Anna Maria D’Andrea - Dichiarazioni e adempimenti

Compensazioni F24, nessun blocco per l'uso dei crediti fiscali a seguito dei nuovi limiti introdotti dal DL Fiscale 2020. L'Agenzia delle Entrate controbatte alle critiche e, con l'Audizione tenutasi in Commissione Finanze della Camera, prospetta uno scenario ben lontano dalla realtà.

Compensazioni F24: l'Agenzia delle Entrate minimizza sui nuovi limiti 2020

Compensazioni F24, l’utilizzo dei crediti maturati potrà partire regolarmente già da maggio e non vi saranno problemi per le partite IVA a seguito dell’introduzione dei nuovi limiti dal 1° gennaio 2020.

Ne è certa l’Agenzia delle Entrate che, nel corso dell’Audizione sul Decreto Fiscale n. 124/2019, tenutasi il 6 novembre 2019 presso la Commissione Finanze della Camera, smentisce le criticità sollevate dalla stampa specializzata.

Una smentita che appare come una vera e propria minimizzazione di una problematica evidente, e che pare non distinguere il piano teorico da quello operativo.

Se teoricamente è infatti vero che anche le dichiarazioni dei redditi dei titolari di partita IVA possono essere inviate dal mese di maggio, la realtà pratica è differente, e ne è la prova esemplare quanto accaduto nel 2019.

La novità sulle compensazioni è ormai nota ai più, ma vale la pena riepilogare cosa cambia con il Decreto Fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2020: a partire dal prossimo anno, l’uso in compensazione con modello F24 dei crediti relativi alle imposte sui redditi maturati dall’anno d’imposta 2019, di importo superiore a 5.000 euro, sarà subordinato, oltre all’apposizione del visto di conformità, alla preventiva presentazione della dichiarazione dei redditi. Si applicheranno anche alle imposte dirette le regole già previste per l’IVA.

La differenza sostanziale è però il termine per la presentazione delle due dichiarazioni: il modello IVA si invia dal 1° febbraio e fino al 30 aprile, per la dichiarazione dei redditi la scadenza è invece fissata al 30 novembre. Andando a ritroso, la possibilità di invio già dal mese di maggio si trova a fare i conti con le numerose modifiche normative introdotte negli anni (ad ultimo gli ISA).

Compensazioni F24: l’Agenzia delle Entrate minimizza sui nuovi limiti 2020

È stata una disamina abbastanza fredda quella del Direttore dell’Agenzia delle Entrate Antonino Maggiore circa le novità previste dal testo del Decreto Fiscale n. 124/2019.

L’unico punto dell’Audizione del 6 novembre che merita davvero risalto è la precisazione circa i nuovi limiti alle compensazioni con modello F24, operativi già dal 1° gennaio 2020.

Sottolineando l’importanza delle novità nel piano di contrasto all’evasione fiscale perseguito dal Governo, dall’Agenzia delle Entrate arriva una secca ma dubbia smentita circa le criticità sollevate dagli esperti di settore sulle nuove regole per l’uso in compensazione dei crediti Irpef, Irap e Ires.

L’obbligo di attendere fino alla data di presentazione della dichiarazione dei redditi per poter usare i crediti fiscali maturati in compensazione per il pagamento di alte imposte, qualora superiori a 5.000 euro, non comporterà un aggravio finanziario per i titolari di partita IVA.

Il Direttore dell’Agenzia delle Entrate controbatte ricordando che:

“già a partire dal mese di maggio è possibile trasmettere le dichiarazioni dei redditi e pertanto sarà possibile utilizzare in compensazione, a partire da giugno, i crediti relativi alle imposte dirette.”

Un’affermazione che è tuttavia facile da smentire, prendendo come esempio quanto verificatosi nel 2019 a seguito dell’avvio ad ostacoli degli ISA in dichiarazione dei redditi.

Compensazioni F24: perché bisognerà aspettare ben oltre il mese di giugno 2020

L’introduzione degli ISA è soltanto l’ultima novità fiscale che, oltre ad aver causato disagi ai contribuenti, ha comportato l’onere per l’Agenzia delle Entrate ed il partner tecnologico, Sogei, di adeguare i software per la compilazione ed il controllo della dichiarazione dei redditi delle partite IVA.

Per l’anno in corso, i software di compilazione e controllo del modello Redditi sono stati pubblicati l’11 giugno, ma in una versione che potremmo definire “beta”. Per i modulo di controllo “ufficiali” si è dovuto attendere ben oltre, con l’impossibilità - nei fatti - di poter trasmettere la dichiarazione dei redditi, almeno per i soggetti obbligati al contestuale invio del modello ISA.

Basta guardare alla cronologia degli aggiornamenti presente sul sito dell’Agenzia delle Entrate per capire i motivi che giustificano le proteste di professionisti ed imprese circa le nuove regole sulle compensazioni F24.

Prendiamo come prova soltanto il software di compilazione dell’Agenzia delle Entrate:

  • il 5 settembre 2019 è stato rilasciato un primo importante aggiornamento necessario anche per l’adeguamento alla procedura di compilazione degli ISA;
  • il 16 settembre 2019 è stato rilasciato un secondo aggiornamento, avente tra le novità ancora una volta gli ISA;
  • il 24 ottobre 2019 è la data dell’ultimo aggiornamento, necessario per l’adeguamento alle nuove specifiche tecniche del modello Redditi, aggiornate nella stessa data.

Modifiche legittime, considerando che la scadenza per l’invio della dichiarazione dei redditi per i titolari di partita IVA è fissata al 30 novembre, che per il 2019 slitta al 2 dicembre cadendo di sabato.

Compensazioni F24, nuovi limiti 2020 con penalizzazioni evidenti per le partite IVA

Accanto alle regole scritte su carta corrono, superandole, quelle previste dalla prassi. Così è anche per l’Agenzia delle Entrate, chiamata a dare attuazione ad una politica fiscale in continuo mutamento.

Tornando al fulcro della diatriba tra Agenzia delle Entrate e stampa specializzata, è di fatto innegabile che quasi nessun contribuente titolare di partita IVA trasmette la dichiarazione dei redditi già da maggio, ben consapevole delle modifiche date ormai quasi per ovvie che si susseguono nei mesi successivi.

Nel 2019, la fase di trasmissione dei dichiarativi si può dire partita a pieno regime soltanto dalla metà di settembre. Cosa significa questo per le compensazioni dei crediti fiscali, con le nuove regole previste dal 2020?

Semplicemente, il titolare di partita IVA che, ad esempio, vanta un credito Irpef di importo superiore ai 5.000 euro, e lo intende utilizzare per versare altre imposte dovute, dal 1° gennaio 2020 dovrà preventivare ulteriori uscite finanziarie.

Anche nella migliore delle ipotesi, ovvero qualora fosse possibile trasmettere la dichiarazione dei redditi già da maggio, tale situazione si verificherà per in ogni caso per il primo semestre di ciascun anno.

In un periodo in cui la situazione economica è tutt’altro che rosea per molte imprese e professionisti, le nuove regole sulle compensazioni con modello F24 sono evidentemente penalizzanti sul fronte finanziario.

Il Decreto Fiscale 2020 conferma quindi un’ipotesi non di certo nuova: la politica fiscale, sia quella attuale che purtroppo quella degli anni passati, è ben lontana dalla realtà. La lotta all’evasione fiscale, sebbene legittima e giustificata dall’elevatissimo tax gap, rischia di danneggiare quei tanti contribuenti onesti, preda delle continue vessazioni del Fisco.

Il vantaggio sarà invece per le casse dell’Erario, che potranno contare su un ammontare maggiore di risorse fittizie. Si pensi che per il 2020, la relazione illustrativa al Decreto Fiscale stabilisce che:

a causa del differimento del termine a decorrere dal quale potranno essere utilizzati i crediti in compensazione, una parte di questi non potrà essere compensata entro la fine dello stesso anno 2020 (per incapienza rispetto ai debiti da pagare tramite compensazione) e slitterà ai primi mesi del 2021. Pertanto, solo per il 2020, si avrà un ulteriore effetto positivo che riduce la spesa per il bilancio dello Stato (c.d. slittamento).

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