Riforma Irpef, CNDCEC: intervenire su bonus 100 euro e allineare autonomi e dipendenti

Rosy D’Elia - Irpef

Riforma Irpef 2021, CNDCEC: superare le disparità tra lavoratori autonomi e dipendenti, anche intervenendo sul bonus 100 euro. Nell'audizione del 5 marzo 2021 il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili ha proposto il pacchetto di modifiche al sistema di tassazione confermando la volontà di seguire la via tedesca.

Riforma Irpef, CNDCEC: intervenire su bonus 100 euro e allineare autonomi e dipendenti

Riforma Irpef 2021, CNDCEC: allineare quanto più possibile lavoratori autonomi e dipendenti, anche intervenendo sul bonus 100 euro, è una priorità. Questa la posizione del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili che il 5 marzo 2021 durante l’audizione dinanzi alla Commissione Finanze ha proposto la sua ricetta di modifiche al sistema di tassazione.

Si conferma la volontà di seguire una via tedesca già anticipata dal presidente Massimo Miani durante il Forum dei Commercialisti 2021 di Italia Oggi lo scorso 14 gennaio 2021.

Ma il pacchetto di proposte emerse dal lavoro della commissione di esperti, insediata al CNDCEC il 17 settembre scorso e coordinata da Carlo Cottarelli, è ricco. Ed è fatto anche di diverse sfumature:

“Se non fosse possibile procedere con il modello tedesco, si potrebbe pensare a una vestizione tedesca di una progressività italiana che rimarrebbe ancorata alla sue logiche attuali, che noi non condividiamo, sia nei suoi profili di sviluppo verticale tra contribuenti con livelli di reddito diverso che in quello orizzontale tra contribuenti con lo stesso reddito imponibile ma tipologie diverse di redditi che concorrono a formarlo”.

Sottolinea il consigliere CNDCEC Gilberto Gelosa.

Riforma Irpef 2021, CNDCEC: per una maggiore equità allineare dipendenti e autonomi

Ed è proprio sull’equità orizzontale, quella capacità del sistema di tassare tutti i redditi nella stessa identica misura al netto delle differenze giustificate da diverse modalità di determinazione delle basi imponibili, che bisogna sicuramente intervenire secondo il CNDCEC.

Cruciale, quindi, è ottenere questo risultato, al di là degli strumenti messi in campo che pure il commercialisti propongono in maniera puntuale.

Sul piano pratico bisognerebbe prevedere prima di tutto un sistema duale con due sistemi di tassazione diversi:

  • uno per i redditi che derivano dal lavoro, senza distinzioni tra le diverse tipologie;
  • l’altro per i redditi che derivano da disponibilità o impiego di capitali o di mezzi.

Il primo passo verso l’equità sarebbe il superamento del sistema di attuali
detrazioni decrescenti differenziate per redditi da lavoro dipendente, da pensione e da lavoro autonomo.

“La curva della progressività data da aliquote marginali, scaglioni e detrazioni deve essere unica per tutti i titolari di redditi da lavoro.

A monte o a valle dell’unica curva della progressività è corretto prevedere meccanismi forfettari che consentano di tenere conto delle spese per la produzione del reddito che i lavoratori dipendenti sostengono, a differenza dei pensionati per esempio, senza possibilità di deduzione analitica dal reddito a differenza dei lavoratori autonomi. Questo meccanismo forfettario può assumere la forma di deduzione forfettaria dal reddito di lavoro dipendente oppure di detrazione dell’imposta lorda, fermo restando che dovrebbe trattarsi di una detrazione fissa e non decrescente”.

Sottolinea Gelosa.

Un passaggio necessario, per il CNDCEC, è l’allineamento dei lavoratori autonomi ai lavoratori dipendenti sul versante della concorrenza dei redditi da lavoro alla formazione del reddito complessivo. Obiettivo? Superare quelle che il CNDCEC definisce “disparità ingiustificate”.

Riforma Irpef 2021, CNDCEC: intervenire su bonus 100 euro e allineare dipendenti e autonomi

Alla formazione del reddito complessivo deve concorrere il reddito imponibile da lavoro, ossia il reddito lordo al netto dei contributi previdenziali obbligatori a carico del lavoratore per i lavoratori autonomi, così come per i dipendenti.

I contributi arrivano anche a 25 per cento e più senza alcuna differenza tra le due categorie, sottolinea il Consigliere.

“Perché sì per il lavoratore dipendente? Perché no per il lavoratore autonomo? È la stessa identica questione”.

L’attuale differente modalità crea ingiustificate disparità di trattamento a parità di reddito imponibile.

Ed è qui che l’attenzione arriva al bonus 100 euro, ex bonus Renzi.

“Se la finalità del bonus 100 euro è quella di aumentare il reddito disponibile netto del lavoratore in considerazione del doppio prelievo, fiscale e contributivo, proponiamo di togliere il bonus 100 euro dal perimetro dell’Irpef.

Per i commercialisti potrebbe essere una giusta correzione da applicare anche in caso di estensioni integrali o parziali del bonus ad altre platee di beneficiari.

Auspicabili dal punto di vista della categoria:

“Non esiste oggi una giustificazione per non estendere il bonus ai lavoratori autonomi che allo stesso modo sono colpiti dalla falcidia fiscale e contributiva sul reddito lordo”.

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