Riforma fiscale per gradi, dal restyling dell’IRPEF allo scivolo per il forfettario: le parole di Franco

Riforma fiscale, da attuare per gradi per mancanza di copertura: una grande ristrutturazione in disavanzo nel contesto attuale non sembra possibile. Queste le parole del Ministro Franco audito il 21 luglio 2021 in Commissioni riunite Finanze Camera e Senato. Dal rinnovamento dell'IRPEF all'introduzione di uno scivolo dal regime forfettario, si procederà per step.

Riforma fiscale per gradi, dal restyling dell'IRPEF allo scivolo per il forfettario: le parole di Franco

Riforma fiscale, dal rinnovamento dell’IRPEF, al corridoio agevolato per il passaggio dal regime forfettario a quello ordinario: queste sono solo alcune delle proposte che hanno preso corpo all’esito dell’indagine conoscitiva che negli ultimi sei mesi è stata svolta dalle Commissioni riunite Finanze di Camera e Senato.

Una ristrutturazione del sistema tributario indispensabile, ma che molto probabilmente dovrà essere eseguita per gradi e non in un unico intervento complessivo poiché, al momento, manca la copertura finanziaria.

Lo ha più volte ribadito il Ministro dell’Economia e delle Finanze Daniele Franco in occasione dell’audizione presso le Commissioni riunite Finanze del 22 luglio 2021.

Un incontro importante, se si pensa che entro il 31 luglio 2021, così come stabilito dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), dovrà essere emanata la legge delega da cui dovranno prendere le mosse diversi decreti attuativi della riforma fiscale.

Riforma fiscale per gradi, dal restyling dell’IRPEF allo scivolo per forfettario: le parole di Franco

Il Ministro Franco, in audizione il 22 luglio, ha fatto intendere che la riforma fiscale 2021, da attuarsi per gradi, deve tener conto del riflesso che ogni modifica determina nelle finanze pubbliche.

In più occasioni, il Ministro ha evidenziato che nel 2021 lo Stato dovrà sostenere circa 900 miliardi spesa pubblica, un carico che poco si concilia con l’urgenza di una riforma, a questo si aggiunge un debito pubblico che è il 160 per cento del PIL.

Una grande riforma fiscale in disavanzo credo che in questo contesto non sia secondo me uno scenario possibile. Il che non vuol dire che non si debba cercare di procedere quanto più rapidamente possibile”.

Ha asserito il Ministro durante l’audizione invitando alla prudenza nelle scelte che poi, in un contesto critico come quello attuale, potrebbero risultare controproducenti.

In generale, comunque, le proposte di riforma contenute nel documento conclusivo dell’indagine conoscitiva sulla riforma del fisco che il 30 giugno le Commissioni hanno presentato al Governo sono state valutate positivamente.

La palla, a questo punto, passa al Parlamento che entro il 31 luglio dovrà emanare la legge delega su cui si baseranno i vari decreti.

Riforma fiscale, Franco: cautela sugli interventi anche in un’ottica di semplificazione

Un ulteriore aspetto che il Ministro Franco ha evidenziato nel corso dell’audizione del 22 luglio è la necessità di intervenire nel sistema fiscale attuale cercando di limitare al minimo le eccezione ai regimi ordinari.

La raccomandazione delle Commissioni di rivedere il regime forfettario con l’introduzione di uno scivolo per chi varca il limite dei 65.000 euro non è da escludere, ma sicuramente da valutare con estrema cautela.

Si tratta infatti di un ulteriore meccanismo agevolato, benché transitorio, per garantire la transizione dal forfettario alla tassazione ordinaria IRPEF.

Nello stesso modo il Ministro considera l’ulteriore proposta della Commissione di applicare una tassazione agevolata in caso di ingresso al lavoro del secondo percettore di reddito.

Seppur ritenendo condivisibile l’obiettivo, anche in questo caso, le modalità non sarebbero del tutto apprezzate proprio perché aggiungerebbero discromie in un sistema già sufficientemente frammentato.

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