Reddito di libertà 2026: sale l’importo, fondi per 2.600 domande

Rosy D’Elia - Leggi e prassi

Anche nel 2026 le donne donne vittime di violenza maschile potranno chiedere il reddito di libertà: un sostegno economico che arriva fino a 530 euro al mese. Nuovi fondi arrivano anche dalla Manovra

Reddito di libertà 2026: sale l'importo, fondi per 2.600 domande

Circa 2.600 donne vittime di violenza maschile potranno ottenere il reddito di libertà nel 2026: oltre ai fondi già stanziati, la Manovra ha previsto un nuovo rifinanziamento.

La cifra aggiuntiva (5,5 milioni di euro) dovrà essere ripartita tra le regioni in base alla popolazione femminile del territorio e porta la dotazione complessiva per quest’anno a 16,5 milioni di euro.

Grazie alle ultime novità introdotte, inoltre, l’importo massimo che le beneficiarie possono ottenere passa da 500 a 530 euro mensili.

Reddito di libertà 2026: come funziona e chi può presentare domanda?

Introdotto dall’articolo 105 bis del Decreto Rilancio in piena emergenza Covid, Il reddito di libertà è un contributo economico riconosciuto per 12 mesi alle donne che si trovano in condizioni di povertà legata a uno stato di bisogno straordinario o urgente.

Dal 1° gennaio possono presentare domanda per accedere al sostegno economico coloro che rispondono ai seguenti requisiti:

  • sono seguite dai centri antiviolenza riconosciuti dalle Regioni e dai servizi sociali;
  • sono cittadine italiane, comunitarie o di uno Stato extracomunitario, in possesso di una delle carte di soggiorno per familiari extracomunitari di cittadini dell’Unione europea, di regolare permesso di soggiorno UE (o anche solo della ricevuta di richiesta o cedolino) o del permesso per protezione speciale. “Alle cittadine italiane sono equiparate le straniere aventi lo status di rifugiate politiche o lo status di protezione sussidiaria”, chiarisce l’INPS nella circolare numero 54 del 5 marzo.

Come presentare domanda per ottenere il reddito di libertà 2026?

La domanda per ottenere il reddito di libertà non può essere presentata dalle beneficiarie in autonomia:

  • è necessario che il centro antiviolenza attesti il percorso di emancipazione e autonomia intrapreso e il servizio sociale professionale di riferimento certifichi lo stato di bisogno legato alla situazione straordinaria o urgente.
  • le donne interessate, direttamente o mediante un rappresentante legale o un delegato, devono rivolgersi al Comune di riferimento per inoltrare la richiesta.

Con le novità contenute nel decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 13 dicembre scorso, l’importo mensile massimo è fissato a 530 euro per un valore totale dell’aiuto che può arrivare a 6.360 euro.

Sulla carta c’è tempo fino alla scadenza del 31 dicembre 2026, ma le domande vengono accolte in ordine cronologico fino a esaurimento fondi.

Per il 2026 i primi 11 milioni sono stati già ripartiti tra le diverse regioni, mentre restano da distribuire i 5,5 milioni aggiuntivi.

Reddito di libertà 2026: i punti critici

Il reddito di libertà è compatibile con altri strumenti di sostegno, come l’assegno di inclusione, e dal 2026 è prevista anche la possibilità per le donne vittime di violenza maschile di ottenere bonus e agevolazioni legate all’ISEE, a prescindere dalle condizioni economiche del nucleo familiare di appartenenza.

Con i fondi a disposizione quest’anno, considerando il valore massimo, si potranno riconoscere fino a 2.594 contributi in tutta Italia. Le regioni, come sempre, potranno scegliere di stanziare fondi aggiuntivi.

Ma le donne che sono state accolte nei centri antiviolenza nel 2024 sono 23.851. Considerando le disoccupate, le casalinghe e le studentesse, una donna su tre (29,5 per cento) non ha alcun tipo di lavoro e quindi è a reddito zero, evidenzia Di.Re., Donne in rete contro la violenza nel suo ultimo report annuale.

Dopo un periodo di stasi, nell’ultimo anno sono stati fatti dei passi avanti, ma i dati dicono che ancora non basta. E che, senza altri redditi su cui poter contare, resta impossibile percorrere la strada che porta all’indipendenza economica.

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