Reddito di cittadinanza, dall’Agenzia delle Entrate all’ACI: le banche dati usate per i controlli

Eleonora Capizzi - Leggi e prassi

Reddito di cittadinanza: quali sono i dati utili per i controlli? Dagli archivi dell'Agenzia delle Entrate a quelle dell'ACI, l'INPS fa il punto sulle verifiche effettuate dall'introduzione della misura. Nel comunicato stampa del 5 novembre 2021 i dati relativi alle domande respinte e agli assegni revocati a seguito di attività di monitoraggio.

Reddito di cittadinanza, dall'Agenzia delle Entrate all'ACI: le banche dati usate per i controlli

Reddito di cittadinanza, quali sono esattamente i dati utili per controlli?

Da quelli presenti negli archivi dell’Agenzia delle Entrate per verificare i requisiti reddituali alle indicazioni fornite dall’ACI sui beni durevoli, fino al controllo eseguito dai Comuni sulla cittadinanza e la residenza, l’INPS fornisce un quadro generale sulle procedure di verifica.

I dettagli sono contenuti nel comunicato stampa del 5 novembre 2021 che rende inoltre noto il numero dei beneficiari esclusi a seguito delle attività di controllo.

In particolare, le domande respinte dal 2019 sono state 1.215.251, quasi il 30 per cento del totale (4.359.359), mentre sono stati 605.277 gli assegni revocati per il venire meno dei requisiti, circa il 14 per cento dell’ammontare complessivo di domande.

Questi sono solo alcuni dei risultati dei controlli riportati dall’Istituto, eseguiti prima e dopo il riconoscimento del beneficio, sui differenti requisiti richiesti per accedere al Reddito di cittadinanza.

Ed è proprio l’INPS, nel documento di prassi, a spiegare quali sono, su cosa vertono questi controlli e quali sono le banche dati a cui attinge.

Reddito di cittadinanza, dall’Agenzia delle Entrate all’ACI: le banche dati usate per i controlli

Il comunicato stampa dell’INPS del 5 novembre arriva per sedare la polemica sull’inefficacia delle verifiche effettuata sulla platea dei percettori del Reddito di cittadinanza.

Si tratta di una delle questioni più delicate su cui sta vertendo la discussione politica e per la quale si intendono apportare correttivi con il Disegno di Legge di Bilancio 2022.

Al netto delle novità sul fronte dei controlli che potrebbero prendere piede con la prossima Manovra, l’INPS fa un riepilogo delle procedure di esame dei requisiti attualmente in vigore e delle attività di monitoraggio successive.

Tutte operazioni che chiamano a raccolta diversi attori, dall’Agenzia delle Entrate ai Comuni di residenza, fino alle banche dati dell’Automobile Club Italia (ACI) per verificare l’esistenza o meno di auto o moto - i beni durevoli - di proprietà del richiedente.

Innanzitutto, il primo scoglio che i richiedenti che presentano la domanda devono superare è quello relativo ai requisiti anagrafici, quali la cittadinanza e la residenza.

L’operazione di controllo sulle informazioni fornite in sede di domanda è di esclusiva competenza dei Comuni e viene eseguita con la collaborazione dell’INPS che mette a disposizione degli enti locali una piattaforma contenente tutte le domande di Reddito di cittadinanza inoltrate.

Sempre con riguardo ai controlli preventivi, c’è poi lo step dei requisiti reddituali, a cui l’INPS dedica un controllo specifico basandosi sui dati autocertificati in ISEE e validati dall’Agenzia delle Entrate. Così facendo, in buona sostanza, l’Istituto verifica il rispetto del limite ISEE dei 9.360 euro fissato dalla norma.

Allo stesso modo vengono eseguiti i controlli sui requisiti patrimoniali e quindi vagliato il rispetto delle soglie di valore per i beni mobili e immobili di proprietà dei nuclei familiari che richiedono il reddito. Anche per questo aspetto l’INPS esegue le verifiche sulla base delle autocertificazioni ISEE.

Si ricorda, a riguardo, che per accedere alla prestazione è necessario che nessun componente del nucleo familiare possieda autoveicoli o motoveicoli al di spora di una certa cilindrata - 1.600 per i primi e 250 per i secondi - nei 6 mesi antecedenti la richiesta, esclusi quelli per cui è riconosciuto l’agevolazione per disabili. Per la verifica di questo requisito, infatti, l’INPS precisa di aver stipulato una convenzione apposita con l’ACI che gli fornisce tutti i dati utili.

Infine, l’Istituto compie controlli a campione tramite richieste agli Uffici locali del Casellario giudiziale per verificare l’assenza di condanne in capo ai richiedenti.

Reddito di cittadinanza, quali sono i controlli sui requisiti successivi al riconoscimento

Il Reddito di cittadinanza viene erogato ai nuclei familiari in possesso cumulativamente di tutti requisiti richiesti non solo al momento della presentazione della domanda, ma per tutta la durata della prestazione.

Per tale ragione, l’INPS mette in atto un sistema di sorveglianza continua anche successivamente al riconoscimento del beneficio, che punta essenzialmente ad intercettare chi non rispetta le regole.

A essere coinvolti in queste procedure sono sia di coloro i quali perdono i requisiti dopo aver ottenuto il riconoscimento del Reddito - e non lo comunicano -sia coloro che non li hanno mai posseduti.

Qui l’INPS mette in campo un incrocio dei dati presenti dei suoi archivi, basandosi eventualmente sulle certificazioni rilasciate in sede di domanda ad altre prestazioni.

Questi sono dei controlli mensili che vengono attuati, riferisce l’Istituto:

In modo tale che le istanze “a rischio” siano intercettate prima della liquidazione della prestazione per evitare la creazione di indebiti che sarebbero di difficile recupero”.

In altre parole, in caso di dubbi sul diritto alla prestazione, l’erogazione viene bloccata per dare modo ai referenti della procedura, ossia le strutture territoriali competenti, di effettuare tutti li approfondimenti necessari.

Infine, a riprova dell’efficienza di tutte queste attività l’Istituto riporta i risultati relativi a ciascuna di questi controlli che, in particolare, corrispondono alle cifre seguenti:

  • su 4.359.359 domande pervenute da aprile 2019 al 15 settembre 2021, sono state respinte, in sede di controlli preventivi, 1.215.251 richieste (il 27,87 per cento del totale);
  • 605.277 prestazioni, il 13,88 per cento delle domande pervenute, sono state revocate in corso di fruizione per decadenza dei requisiti;
  • 123.816 prestazioni, il 2,84 per cento del totale, sono state revocate assenza dei requisiti fin dall’inizio dopo i controlli mensili attuati dall’Istituto o a seguito di segnalazioni delle Forze dell’Ordine.

Per ogni ulteriore dettaglio si rimanda al testo integrale del comunicato INPS del 5 novembre di seguito riportato.

INPS - comunicato del 5 novembre 2021
IL REDDITO DI CITTADINANZA: CHIAREZZA SUI CONTROLLI DELL’INPS

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