Il 1° maggio scade il taglio delle accise sul carburante ma crescono i dubbi su una seconda proroga visto anche il nuovo piano promosso dall’Europa
Tra una settimana verrà meno il taglio delle accise sul carburante che in queste ultime settimane ha limitato l’aumento dei prezzi alla pompa.
La misura attuale, prevista dal secondo decreto carburante, scade il 1° maggio.
Senza nuovi interventi, dal prossimo mese, il prezzo di benzina, gasolio e GPL tornerà a salire. La proroga del taglio però appare sempre più in bilico anche alla luce del nuovo piano “AccelerateEU”, promosso dall’Europa.
Il piano mira ad affrontare l’aumento dei costi energetici dell’Unione sui mercati volatili dei combustibili fossili, puntando però sulla transizione verso l’energia pulita, per un graduale abbandono del petrolio.
Carburanti, stop al taglio delle accise dal 1° maggio 2026. Perché la proroga è in bilico
Subito prima di Pasqua il Governo ha approvato il secondo decreto Carburante in poche settimane, prorogando al 1° maggio 2026 il taglio delle accise su benzina, gasolio e GPL in risposta agli effetti economici del conflitto in atto in medio oriente che continuano a far crescere il prezzo dell’energia su scala internazionale.
Il nuovo intervento si somma, quindi, al primo decreto Carburante dello scorso 18 marzo, disponendo la proroga del taglio delle accise per una riduzione immediata della componente fiscale sul prezzo dei carburanti. Prezzi che, comunque, sono rimasti abbastanza elevati in tutta Italia, rispetto al periodo precedente al conflitto.
Ora siamo a fine aprile e la scadenza della misura si avvicina ma la soluzione del problema è ancora lontana. Ecco allora che una terza proroga del taglio delle accise appare necessaria per evitare che i prezzi alla pompa tornino a lievitare in maniera esponenziale.
Ma se fino a qualche giorno fa (tolta la questione del reperimento di sufficienti risorse economiche per metterlo in pratica) il provvedimento non sembrava in discussione, ora c’è più di qualche dubbio sulla possibile estensione del taglio delle accise.
L’Europa, infatti, ha presentato il nuovo piano “AccelerateEU”, dando come indicazione ai governi tagli selettivi.
E nel piano, che mira a garantire sicurezza energetica a tutti i Paesi membri, la priorità non sono i combustibili fossili bensì l’energia pulita e rinnovabile.
“Intensificheremo il nostro sistema energetico, investiremo ulteriormente nell’energia pulita e spingeremo i combustibili fossili fuori dalla nostra produzione di energia elettrica”, si legge nella presentazione del piano.
Appare evidente, dunque, che misure come quella del taglio delle accise per abbassare il prezzo del carburante non rientrano in quest’ottica e sarà necessario fare delle scelte.
Cosa prevede il piano AccelerateEU?
Il 22 aprile, la Commissione UE ha presentato un piano globale di azioni e misure per far fronte all’aumento dei costi dell’energia e ridurre ulteriormente la dipendenza dalla volatilità dei mercati dei combustibili fossili dovuta all’escalation del conflitto in Medio Oriente.
L’obiettivo del piano AccelerateEU è quello di arrivare ad un’Unione dell’energia che garantisca sicurezza energetica, energia pulita abbondante e autoctona per i consumatori e le imprese dell’UE
In concreto mira a fornire un sollievo immediato ai consumatori che si trovano ad affrontare picchi dei prezzi dell’energia e ad accelerare la transizione verso un’energia pulita, sicura e a prezzi accessibili.
I punti chiave sono 5:
- Rafforzamento del coordinamento a livello dell’UE;
- Proteggere i consumatori e le imprese;
- Più energia pulita autoctona;
- Rafforzare il nostro sistema energetico;
- Promuovere gli investimenti.
Sono nello specifico i punti 2 a 4 ad amplificare i dubbi su una possibile proroga del taglio delle accise.
Come si legge nel piano, le misure proposte per aiutare i paesi dell’UE a proteggere i consumatori e l’industria dai picchi di prezzo comprendono interventi tempestivi e temporanei, quali:
- regimi mirati di sostegno al reddito;
- buoni energetici;
- riduzione delle accise sull’energia elettrica per le famiglie vulnerabili.
Inoltre, per accelerare il passaggio all’energia pulita locale saranno ridotte le importazioni di petrolio e gas.
Punti che evidentemente non contemplano misure volte a favorire l’acquisto di carburanti fossili come gasolio e benzina.
Sull’eventuale proroga del taglio delle accise resta dubbioso anche il Ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, il quale, come riportato da ANSA, ha dichiarato alla Camera:
“Ne stiamo parlando però da sola non basta, perché il taglio delle accise sui bilanci delle aziende di autotrasporto non arriva.
E siccome c’è uno sciopero già oggi convocato per il 25 maggio per una settimana, bloccare l’Italia per una settimana significa il caos, significa la paralisi, significa tornare ai tempi del Covid e chiudere.”
Duro anche sull’Europa:
“E io non voglio chiudere, quindi o l’Europa ci permette di aiutare o aiutiamo fregandocene di quello che ci dice l’Europa.”
Servono quindi altre misure per evitare la crisi? Starà al governo decidere i prossimi passi: se adeguarsi all’Europa o proseguire sulla via degli interventi spot sulle accise, in un quadro internazionale che appare sempre più caotico e difficile da navigare.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Carburanti, stop al taglio delle accise dal 1° maggio 2026. Perché la proroga è in bilico