Taglio delle accise: c’è la mini proroga ma sale il prezzo della benzina

Il taglio delle accise è stato prorogato ma in maniera differenziata: stabile il gasolio, sale il prezzo della benzina

Taglio delle accise: c'è la mini proroga ma sale il prezzo della benzina

Il 1° maggio è venuto meno il taglio delle accise sul carburante che in queste ultime settimane ha limitato l’aumento dei prezzi alla pompa.

Il nuovo intervento deciso in Consiglio dei Ministri si concentra più sul gasolio, in forte aumento nonostante i tagli, e meno su benzina e GPL, con i prezzi alla pompa che tornano a crescere.

Il taglio, infatti, è stato rinnovato ma in misura differenziata tra gasolio e benzina e GPL. Le nuove misure sono valide fino al 10 maggio.

La natura dell’intervento resta in discussione anche alla luce del nuovo piano “AccelerateEU”, promosso dall’Europa.

Taglio delle accise verso la mini proroga ma sarà differenziato

Con lo sconto sui prezzi alla pompa di benzina, gasolio e GPL scaduto il 1° maggio è il turno delle nuove misure per contenere gli aumenti derivanti dagli effetti economici del conflitto in atto in medio oriente che continuano a far crescere il prezzo dell’energia su scala internazionale.

Subito prima di Pasqua il Governo aveva approvato il secondo decreto Carburante in poche settimane, prorogando al 1° maggio 2026 il taglio delle accise. A poche ore dalla scadenza è arrivato il nuovo intervento, inevitabile quanto necessario, con i prezzi che, comunque, sono rimasti abbastanza elevati in tutta Italia, rispetto al periodo precedente al conflitto.

A tracciare la rotta del nuovo decreto sui carburanti era stata la stessa presidente del Consiglio che, in occasione della presentazione del nuovo decreto primo maggio, aveva parlato di “un’ulteriore proroga” del taglio delle accise in scadenza il 1 maggio.

La terza proroga del taglio delle accise è arrivata con l’approvazione nel Consiglio dei Ministri del 30 aprile di un nuovo decreto legge, il n. 63/2026.

L’intervento, si legge nel decreto, durerà fino al 10 maggio. La Premier Meloni ha parlato di una misura valida almeno fino al 22 maggio. Per l’estensione del periodo servirà però un nuovo decreto. Il periodo dall’11 al 22, quindi, dovrebbe essere coperto con un apposito decreto ministeriale che dovrebbe arrivare a ridosso della prima scadenza e stanziare circa 200 milioni di euro derivanti dall’extragettito IVA sui carburanti, la cui effettiva quantificazione è attesa entro i prossimi 10 giorni. Per questo l’intervento è stato diviso in due tranches.

Sconto differenziato per benzina e gasolio

La questione, come spesso accade in questi casi, gira attorno alle effettive risorse economiche disponibili per attuare la misura, circa 150 milioni, troppo poche per un intervento ben strutturato.

Ecco quindi che si è concretizzata l’ipotesi di una mini proroga, più corta rispetto alla precedente, quella che ha esteso lo sconto di circa 25 centesimi al 1° maggio.

Ma non solo. Il taglio non è uguale per benzina e gasolio come invece accaduto finora.

Lo sconto risulta particolarmente consistente per il gasolio che nonostante il taglio attuale continua a viaggiare ad un costo elevato. Secondo l’osservatorio MIMIT, al 30 aprile il prezzo medio superava i 2 euro al litro.

Di contro, è più leggero (minore) per la benzina dato che i listini, al 30 aprile, indicavano un prezzo medio di 1,743 euro al litro, meno rispetto al gasolio, il che fa pensare che non necessiti dello stesso aiuto governativo.

Come dichiarato da Giorgia meloni in conferenza stampa:

“Lo abbiamo fatto con una differenza rispetto al passato. C’è una sproporzione importante fra l’aumento del gasolio e l’aumento della benzina in queste settimane. La benzina è aumentata del 6%, il gasolio del 24%. Abbiamo concentrato questa proroga soprattutto sul gasolio, confermando il taglio che era già previsto per il passato (20 cent al litro), e lo abbiamo diminuito per la benzina a un taglio di 5 centesimi delle accise, che corrisponde più o meno al 6% sul prezzo del carburante.”

In pratica, quindi, la riduzione per il gasolio resta di 20 centesimi al litro mentre per la benzina scende a 5 centesimi al litro.

A differenza delle previsioni, inoltre, il decreto non contiene anche un’estensione del credito d’imposta per il settore dell’autotrasporto, che ha già annunciato uno stop dei tir per fine maggio.

La natura dell’intervento, che appare comunque necessario per contrastare l’aumento dei prezzi, mal si concilia con il nuovo piano “AccelerateEU”, presentato dall’Europa, che mira a garantire sicurezza energetica a tutti i Paesi membri. Nella strategia comunitaria, però, la priorità non sono i combustibili fossili bensì l’energia pulita e rinnovabile.

Intensificheremo il nostro sistema energetico, investiremo ulteriormente nell’energia pulita e spingeremo i combustibili fossili fuori dalla nostra produzione di energia elettrica”, si legge nella presentazione del piano.

Appare evidente, dunque, che misure come quella del taglio delle accise per abbassare il prezzo del carburante non rientrano in quest’ottica e probabilmente in futuro sarà necessario fare delle scelte.