Bonus assunzione: cambia tutto. Il decreto primo maggio porta con sé la versione 2.0 delle agevolazioni. Le novità per giovani, donne e Zes
Arriva la rivoluzione per i bonus assunzione: il decreto primo maggio stravolge il panorama delle agevolazioni per giovani, donne e nella Zes.
Il testo approvato in Consiglio dei Ministri e subito pubblicato in Gazzetta Ufficiale introduce la versione 2.0 degli esoneri contributivi.
Via le agevolazioni in vigore nei primi mesi dell’anno ma ancora inapplicate. Salta, quindi, la scadenza del 30 aprile per le assunzioni agevolate di giovani e nella Zes. Le nuove agevolazioni incentivano tutte le assunzioni effettuate fino alla fine dell’anno.
L’esonero contributivo torna ad essere del 100 per cento, come l’anno scorso, ma attenzione ai requisiti per poterlo ottenere.
Tra le altre novità in arrivo con il nuovo decreto primo maggio ci sono anche disposizioni per il rinnovo dei CCNL, l’individuazione di un salario giusto e per la tutela dei lavoratori e delle lavoratrici su piattaforma.
Giovani, donne e Zes: nel decreto primo maggio 2026 arrivano i bonus assunzione 2.0
Le assunzioni di giovani, donne e Zes sono incentivate fino alla fine dell’anno. Il decreto primo maggio, divenuto ormai un marchio di fabbrica del governo, riscrive i bonus assunzione.
Addio alla versione in vigore a inizio anno, quella prevista dal decreto Milleproroghe 2026 e addio alla scadenza del 30 aprile. Gli esoneri contributivi si possono ottenere fino al 31 dicembre.
A cambiare, però, sono anche importi e requisiti. Il bonus torna ad essere erogato in misura piena, pari al 100 per cento della contribuzione dovuta dal datore di lavoro, come l’anno scorso.
Diventa, però, un requisito essenziale l’incremento occupazionale netto, finora necessario solo per ottenere l’importo massimo.
Se da un lato viene eliminato l’esonero in formato ridotto, quello al 70 per cento previsto dal Milleproroghe, dall’altro viene meno l’agevolazione per le imprese che hanno assunto nei primi mesi dell’anno ma senza incremento occupazionale, le quali rischiano ora di trovarsi senza sostegni.
Nel testo del DL n. 62/2026 trova spazio anche un bonus per incentivare le stabilizzazioni a tempo indeterminato dei contratti a termine stipulati da gennaio ad aprile ed effettuate tra il 1° agosto e il 31 dicembre 2026 (sempre per personale di età inferiore ai 35 anni mai occupato stabilmente in precedenza).
Per il bonus donne, viene confermato l’esonero mensile nel limite di 650 euro per la stessa platea di beneficiarie. La novità è che il bonus può salire a 800 euro per le assunzioni nella Zes.
Confermato anche il bonus giovani nel limite di 500 euro mensili, incrementati a 650 euro nelle aree della Zes. Resta il requisito dell’età sotto i 35 anni e lo stato di disoccupazione da almeno 24 mesi oppure da 12 se la persona da assumere appartiene ad una delle categorie individuate alle lettere c), e), f) e g) della definizione di “lavoratore svantaggiato” di cui all’articolo 2 del regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione UE:
- non possiede un diploma di scuola media superiore o professionale (livello ISCED 3) o ha completato la formazione a tempo pieno da non più di due anni e non ha ancora ottenuto il primo impiego regolarmente retribuito;
- è un adulto che vive solo con una o più persone a carico;
- è occupato in professioni o settori caratterizzati da un tasso di disparità uomo-donna che supera almeno del 25% la disparità media uomo-donna in tutti i settori economici dello Stato membro interessato se il lavoratore interessato appartiene al genere sottorappresentato;
- appartiene a una minoranza etnica di uno Stato membro e avere la necessità di migliorare la propria formazione linguistica e professionale o la propria esperienza lavorativa per aumentare le prospettive di accesso ad un’occupazione stabile.
Anche per il bonus Zes è confermato l’esonero contributivo del 100 per cento nel limite di 650 euro per i datori di lavoro privati che occupano fino a 10 dipendenti.
Di seguito una sintesi della nuova versione degli esoneri contributivi previsti dal decreto primo maggio.
| Bonus assunzione |
|---|
| Periodo agevolato | Importo | Tipologia di contratto | Durata | |
|---|---|---|---|---|
| Giovani | dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026 | 500 euro mensili (650 euro per assunzioni nella Zes) | tempo indeterminato | 24 mesi (12 mesi per “lavoratori svantaggiati”)* |
| Donne | dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026 | 650 euro mensili (800 euro per assunzioni nella Zes) | tempo indeterminato | 24 mesi (12 mesi per “lavoratrici svantaggiate”)** |
| Zes | dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026 | 650 euro mensili | tempo indeterminato | 24 mesi |
* Categorie individuate alle lettere dalla a) alla c) e dalla e) alla g) della definizione di “lavoratore svantaggiato” di cui all’articolo 2 del regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione UE.
** Categorie individuate alle lettere da a) a g) della definizione di “lavoratore svantaggiato” di cui all’articolo 2 del regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione UE.
Rinnovi contrattuali e salario giusto: le altre novità in arrivo
I bonus assunzione in versione 2.0 sono il piatto forte del nuovo decreto primo maggio ma le novità sono diverse, anche se abbastanza ridimensionate rispetto alla prima bozza del testo circolata qualche settimana fa.
Con il nuovo provvedimento vengono definiti i criteri per l’individuazione del salario giusto, rimasto in sospeso dopo la scadenza della legge delega sul potenziamento della contrattazione collettiva (che ha riformulato interamente la vecchia proposta sul salario minimo).
Per l’individuazione del salario giusto si deve fare riferimento al trattamento economico complessivo definito dai CCNL, si legge nel testo, “stipulati dalle organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, avuto riguardo al settore e alla categoria produttivi di riferimento, nonché all’attività principale o prevalente esercitata, alla dimensione e alla natura giuridica del datore di lavoro”.
Per i settori non coperti da contrattazione collettiva, il trattamento economico complessivo non può essere inferiore a quello previsto dal contratto collettivo nazionale maggiormente connesso all’attività svolta.
Da sottolineare come l’accesso ai nuovi bonus assunzione per giovani, donne e Zes sarà consentito solo alle aziende che applicano il “salario giusto” così definito.
Novità anche per i rinnovi contrattuali. In caso di mancato rinnovo entro un anno dalla scadenza le retribuzioni sono adeguate, “a titolo di anticipazione forfettaria dell’incremento retributivo alla variazione dell’IPCA, entro il tetto massimo del 30 per cento annuo della stessa”.
Saranno le parti che stipulano il CCNL a disciplinare, in sede di rinnovo, le decorrenze degli incrementi retributivi, gli eventuali importi una tantum e gli strumenti di copertura economica del periodo tra la scadenza del contratto collettivo e la sottoscrizione del rinnovo, assumendo a riferimento la data di scadenza naturale del contratto previgente.
Le nuove disposizioni si applicano ai contratti collettivi che scadono dalla data di entrata in vigore del decreto. Per i CCNL già scaduti, invece, le novità si applicano a partire dal 1° gennaio 2027.
Si aggiungono poi nuovi obblighi di monitoraggio e di informazione in materia retributiva, anche tramite la piattaforma SIISL.
Nel testo inoltre trovano spazio disposizioni urgenti per la conciliazione tra famiglia e lavoro, con l’estensione dell’esonero contributivo previsto per chi ha la certificazione della parità di genere a chi mette in atto misure di welfare aziendale volte a sostenere la natalità e le esigenze di cura.
Un capo del nuovo decreto primo maggio è poi dedicato al lavoro su piattaforma digitale, con la disciplina delle comunicazioni obbligatorie, obblighi di informazioni e tutele per i rider.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Giovani, donne e Zes: nel decreto primo maggio 2026 arrivano i bonus assunzione 2.0