Accise, proroga dei tagli al 6 giugno 2026. Dimezzato lo sconto sul gasolio

Alessio Mauro - Imposte

Taglio delle accise sui carburanti fino al 6 giugno 2026, ma con regole diverse per benzina e diesel. Per il gasolio si dimezza lo sconto: passerà da 20 a 10 centesimi al litro. Rischio aumento dei prezzi

Accise, proroga dei tagli al 6 giugno 2026. Dimezzato lo sconto sul gasolio

Accise, prorogato lo sconto per benzina e diesel ma con uno schema che rischia di portare a un aumento dei prezzi.

Il Consiglio dei Ministri del 22 maggio 2026 ha prorogato fino al 6 giugno il taglio delle accise sui carburanti. Si riduce però lo sconto sul gasolio, passando da 20 a 10 centesimi circa per litro, mentre resta pari a 5 centesimi per la benzina.

Si va progressivamente affievolendo l’intervento diretto del Governo sui prezzi alla pompa, in favore di interventi più mirati per l’autotrasporto così come per il settore agricolo. In campo un mix di aiuti e crediti d’imposta.

Decreto accise, prezzi di benzina e diesel scontati fino al 6 giugno 2026. Dimezzato lo sconto sul gasolio

Dato quasi per certo alla luce del perdurare delle crisi in Medio Oriente, il quarto decreto in materia di accise approvato in Consiglio dei Ministri il 22 maggio 2026 proroga lo sconto sulle accise per i carburanti.

La riduzione delle aliquote si applicherà per due settimane, fino al 6 giugno 2026, ma la strategia del Governo cambia e segue un iter di progressiva riduzione degli aiuti diretti sui prezzi per il rifornimento.

Non cambia lo sconto sulle accise relative alla benzina: resterà pari a circa 5 centesimi al litro, confermando l’affievolimento della riduzione già prevista per l’ultimo periodo.

Novità invece per quel che riguarda le accise sul diesel: lo sconto sul gasolio scende dai 20 centesimi applicati fino al 22 maggio a 10 centesimi, con un impatto diretto sui prezzi.

Vale la pena ricordare che il decreto approvato lo scorso 30 aprile aveva previsto un taglio più corposo sul diesel, alla luce dei prezzi più elevati rispetto alla benzina. La logica era stata quella di “riallineare gli sconti” sulle accise guardando ai listini praticati sulle diverse tipologie di carburanti.

Una strategia che non viene ripresa nel nuovo decreto.

Scendendo nel dettaglio, il testo del decreto legge n. 89/2026, immediatamente pubblicato in Gazzetta Ufficiale e in vigore quindi dal 23 maggio, rimodula le aliquote delle accise nelle seguenti misure:

  • Benzina: 622,90 euro per mille litri;
  • Gasolio (oli da gas): 572,90 euro per mille litri;
  • GPL (Gas di petrolio liquefatti): 242,77 euro per mille chilogrammi;
  • Gas naturale per autotrazione: Zero euro per metro cubo;
  • Carburanti Green ed HVO: le medesima aliquota del gasolio (572,90 euro per mille litri) viene estesa ai gasoli paraffinici ottenuti da sintesi o da idrotrattamento (HVO) e al biodiesel.

L’operazione comporta un onere valutato in 133,8 milioni di euro per il solo anno 2026.

Meno sconti sui prezzi, più aiuti mirati: credito d’imposta per gli autotrasportatori fino a giugno 2026

La quota più rilevante di risorse stanziate dal nuovo decreto contro il caro-prezzi non sarà indirizzata al taglio delle accise, ma a un insieme di aiuti mirati per gli autotrasportatori così come per il settore agricolo.

L’obiettivo del Governo cambia, e guarda ora in maniera più diretta ai comparti economici e produttivi in difficoltà a causa della crisi internazionale che non sembra placarsi.

Per compensare la riduzione dello sconto diretto alla pompa e tutelare la catena di distribuzione logistica, il decreto interviene in modo massiccio a favore del settore dell’autotrasporto, anche per rispondere alle esigenze manifestate nel corso dell’incontro che ha preceduto il Consiglio dei Ministri.

Sul fronte dei versamenti, arriva una proroga generalizzata al 20 luglio per saldo e primo acconto delle imposte, che interesserà le partite IVA che applicano gli ISA e i forfettari e risponde alle esigenze del settore, ma non solo.

Con un totale di 300 milioni di euro in campo - che comprendono i 100 milioni di euro già precedentemente stanziati dal DL n. 33/2026 - viene prorogato al mese di giugno 2026 il credito d’imposta per i maggiori costi di carburante sostenuti dal mese di marzo.

All’articolo 2 viene introdotta una novità strutturale a partire dal 1° ottobre 2026: i tempi di istruttoria per i rimborsi delle accise sui veicoli pesanti (art. 24-ter TUA) vengono dimezzati da 60 a 30 giorni, ma la dichiarazione per fruirne dovrà essere presentata esclusivamente in forma telematica.

Nel decreto aiuti anche all’agricoltura: credito d’imposta del 30 per cento per i fertilizzanti

Il comparto primario è l’altro grande beneficiario del decreto.

Il perdurare della crisi in Medio Oriente ha spinto l’esecutivo a varare misure specifiche per evitare il collasso dei costi di produzione agricoli.

Dallo stretto di Hormuz passano infatti non solo i carburanti, ma anche i fertilizzanti usati per le produzioni alimentari. Ed è per questo che il decreto del 22 maggio introduce un credito d’imposta fino al 30 per cento della spesa sostenuta, in relazione agli acquisti effettuati nei mesi di marzo, aprile e maggio 2026. In campo 40 milioni di euro totali.

In questo caso, la misura si muove nel solco del Quadro temporaneo sugli aiuti di Stato approvato dalla Commissione Europea il 29 aprile 2026 per rispondere agli shock geopolitici ed energetici.

In campo anche 60 milioni di euro in più per l’estensione dell’agevolazione per l’acquisto di carburante agricolo (gasolio agricolo), che si aggiungono ai 30 milioni già stanziati in precedenza.

Il decreto n. 89/2026 non si limita però ai soli carburanti: al suo interno trovano spazio anche un finanziamento d’urgenza da 100 milioni di euro per preservare la funzionalità degli impianti siderurgici di Acciaierie d’Italia (ex Ilva) e un incremento strutturale di 80 milioni di euro annui per il rinnovo contrattuale del trasporto pubblico locale.

Decreto legge n. 89/2026
Scarica il testo del decreto che proroga al 6 giugno 2026 il taglio delle accise e che introduce novità per autotrasportatori e settore agricolo