Due Professionisti ai vertici del MEF e del Ministero del Lavoro

Francesco Oliva - Ordini e casse professionali

Giancarlo Giorgetti, Dottore Commercialista, e Marina Calderone, Consulente del Lavoro, saranno a capo del Ministero dell'Economia e delle Finanze e del Ministero del Lavoro.

Due Professionisti ai vertici del MEF e del Ministero del Lavoro

Nel giorno della fiducia al Governo Meloni ci fa piacere evidenziare un aspetto che non sarà certamente sfuggito all’ampia platea di professionisti che ci leggono.

Due Professionisti saranno a capo di due ministeri chiave per il sistema economico italiano.

Giancarlo Giorgetti, Dottore Commercialista iscritto presso l’Ordine di Varese e Revisore legale dei conti, politico esperto, sarà a capo del Ministero dell’Economia e delle Finanze, succedendo a Daniele Franco.

Marina Elvira Calderone, Consulente del Lavoro iscritta presso l’Ordine di Cagliari e Presidentessa dimissionaria (causa nomina a ministro) del Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro, sarà il nuovo Ministro del Lavoro, succedendo ad Andrea Orlando.

Si tratta ovviamente di due figure molto diverse.

Giorgetti, pur provendendo dal mondo delle professioni, è un politico esperto ed ha un ruolo politico importante ormai da diversi anni: è, infatti, il vice segretario della Lega dal 2016, segretario per dieci anni della Lega Lombarda (componente regionale dell’attuale partito nazionale leghista), sindaco per nove anni di Cazzago Brabbia (Paese natale di Giorgetti).

Marina Calderone, invece, va considerata a tutti gli effetti come una figura tecnica del nuovo Governo Meloni. Consulente del lavoro, dal 2005 sino al 2022 ha ricoperto la carica di Presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro.

Chi è Giancarlo Giorgetti, nuovo ministro dell’Economia del Governo Meloni

Giancarlo Giorgetti è un politico di lungo corso, dottore commercialista e revisore legale dei conti.

Ha ricoperto numerosi ruoli istituzionali:

  • Ministro dello Sviluppo Economico dal febbraio 2021 a ottobre 2022;
  • Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri dal 1° giugno 2018 al 5 settembre 2019;
  • Sindaco di Cazzago Brabbia dal 1995 al 2004;
  • Sottosegretario di Stato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nel 2001;
  • Presidente della 5a Commissione Bilancio della Camera dal 2001 al 2006;
  • Deputato dal 1996.

Giorgetti viene considerato ormai da molti anni l’anima istituzionale del suo partito.

Si batte da molti anni per l’attuazione del federalismo fiscale e per l’autonomia finanziaria degli enti locali.

Si è espresso più volte in questi anni in favore delle proposte normative di introduzione graduale di una flat tax per i redditi di lavoro dipendente.

Chi è Marina Calderone, nuova ministra del Lavoro e delle Politiche sociali

Marina Calderone dopo essersi laureata in Economia Aziendale Internazionale, si è iscritta all’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Cagliari nel 1994 e presiede il Consiglio Nazionale da novembre 2005.

È una figura che negli anni ha operato in prima linea per farsi portavoce delle istanze della categoria.

Da anni è anche presidente del Comitato unitario permanente degli Ordini e dei Collegi professionali ed è stata anche nel Consiglio di Amministrazione di Leonardo, ex Finmeccanica.

Si batte da anni per la riduzione del cuneo fiscale, condizione indispensabile, a suo avviso, per poter introdurre altre riforme, come quella del salario minimo e sulla riforma del Reddito di Cittadinanza.

Competenza al Governo ma nessuna lotta di categoria

Sui social abbiamo assistito in queste ore ad un particolare dibattito circa il ruolo che dovrà essere svolto da questi due importanti protagonisti del Governo.

Una parte dei professionisti ha evidenziato come sia importante che questi due personaggi tutelino le Professioni da cui provengono (con accenti diversi, considerando che Giorgetti è ormai personaggio politico e pubblico da molti anni).

A modesto avviso di chi scrive, invece, i neo ministri dovranno occuparsi soprattutto dei principali temi economici, fiscali e del lavoro.

Sarà una naturale conseguenza, di fatto, quella di tutelare in questo modo i professionisti, non necessariamente appartenenti alla categoria di commercialisti e consulenti del lavoro ma tutti i professionisti, a prescindere dalla categoria di appartenenza.

Magari partendo proprio dalla discussione sull’equo compenso, un tema su cui sarebbe importante tornare a discutere quanto prima.

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