Tutto pronto per la partenza dei nuovi percorsi formativi e interventi di politica attiva del lavoro in favore di beneficiari di indennità di disoccupazione e di cassa integrazione. Previsto anche un bonus per la partecipazione
Sono 50 i milioni di euro stanziati per favorire la formazione di lavoratori e lavoratrici disoccupati e cassaintegrati.
A prevederli è il nuovo decreto del Ministero del Lavoro che definisce le modalità di programmazione ed erogazione di percorsi formativi e interventi di politica attiva del lavoro.
È inoltre prevista la possibilità di integrare i percorsi formativi con interventi di individuazione, validazione e certificazione delle competenze, con l’obiettivo di valorizzare le esperienze maturate.
Percorsi e interventi saranno gestiti direttamente dalle regioni, che possono prevedere per i beneficiari indennità di partecipazione e bonus.
Naspi e CIG: in partenza i percorsi formativi con bonus
I lavoratori e le lavoratrici in Naspi o in cassa integrazione potranno presto accedere a nuove opportunità di formazione, anche incentivata.
A disciplinare l’intervento da 50 milioni di euro è il nuovo Decreto direttoriale n. 211/2026 del Ministero del Lavoro, che definisce le modalità di programmazione ed erogazione del “Fondo per il potenziamento delle competenze per la riqualificazione professionale”, previsto dall’articolo 50-bis, commi 8 e 9, del DL n. 73 del 2021.
Il provvedimento mira a rafforzare il sistema delle politiche attive del lavoro. Nello specifico, sostiene l’aggiornamento delle competenze, la riqualificazione professionale e i processi di transizione occupazionale per:
- chi si trova in cassa integrazione. In particolare chi riceve un trattamento di integrazione salariale, con riduzione dell’orario di lavoro superiore al 30 per cento nell’arco di 12 mesi;
- chi è disoccupato e riceve la Naspi, l’indennità per la disoccupazione.
“Il lavoro è la prima politica di inclusione: per questo investiamo in percorsi che aiutano i lavoratori a stare dentro i cambiamenti”, ha affermato la Ministra del Lavoro, Marina Calderone, “lo facciamo intervenendo nei momenti di potenziale fragilità: nel passaggio da un lavoro all’altro, mentre si percepisce un’indennità di disoccupazione, oppure quando è la cassa integrazione a sostenere la fase di difficoltà dell’azienda da cui si dipende. Sono passaggi delicati, in cui la formazione diventa lo strumento decisivo per mantenere o accrescere la propria occupabilità, aggiornare le competenze e rispondere alle esigenze dei settori produttivi”.
Cosa finanziano i fondi stanziati e come funziona la formazione
Le risorse del Fondo, che come detto ammontano a 50 milioni di euro, possono finanziare una serie di percorsi formativi e interventi di politica attiva:
- percorsi formativi di aggiornamento professionale (con durata fino ad un massimo di 60 ore) destinati ai lavoratori impiegati presso un’impresa operante nei settori strategici per lo sviluppo di nuove tecnologie e la transizione digitale ed ecologica;
- percorsi formativi di aggiornamento (fino ad un massimo di 150 ore) o di riqualificazione professionale (di durata compresa tra 151 ore e 600 ore) per i lavoratori beneficiari di Cig, avendo riguardo anche ai beneficiari di Assegno di Ricollocazione Cigs;
- organizzazione di laboratori formativi collegati a specifici Job Days con specifici percorsi di aggiornamento professionale di durata fino ad un massimo di 60 ore (anche oltre la specifica giornata);
- attività formative di aggiornamento professionale mirate con durata fino ad un massimo di 60 ore, promosse dai Centri per l’Impiego su richiesta delle imprese del territorio;
- attività formative di aggiornamento professionale, mediante l’outplacement (cioè l’attività di ricollocazione del lavoratore nel mercato del lavoro affidata per il tramite di un’agenzia specializzata), attraverso attività formative di aggiornamento professionale con durata fino ad un massimo di 60 ore.
Oltre a tali attività formative, i beneficiari di Naspi e i lavoratori e le lavoratrici in cassa integrazione possono avviare i cosiddetti percorsi di IVC, cioè di individuazione, validazione e certificazione delle competenze. L’obiettivo è quello di valorizzare le conoscenze e le competenze acquisite e mettere in trasparenza le attività e i risultati di apprendimento per rafforzare la loro spendibilità in altri contesti.
Tali percorsi saranno erogati da soggetti titolati dalle Regioni nell’ambito del Sistema Nazionale di Certificazione delle Competenze (SNCC).
Sono infatti le singole regioni ad adottare uno specifico piano di programmazione, che deve essere approvato dal Ministero, per l’intero ammontare delle risorse assegnate, a meno che i fondi siano già stati programmati nell’ambito dei piani di attuazione regionali del Programma GOL.
Dopo l’approvazione del Piano da parte del Ministero, le regioni ricevono l’intero ammontare delle risorse assegnate. Con la realizzazione degli interventi, la regione deve trasmettere al Ministero una relazione delle attività svolte.
Bonus per la partecipazione: quanto vale e chi può riceverlo
Il decreto prevede anche la possibilità, per i partecipanti alle attività, di ottenere un bonus. Le regioni, infatti, possono inserire nel programma il riconoscimento di indennità di partecipazione e bonus per chi completa con successo il percorso formativo.
Come precisato nel provvedimento, inoltre, sarà data particolare attenzione al sostegno dei genitori con figli minori di 10 anni.
Sono, infatti, due le forme di incentivo previste dal decreto. Vediamole in dettaglio.
Per chi partecipa ai percorsi di aggiornamento o riqualificazione professionale (i primi due punti del precedente elenco), le regioni possono mettere sul piatto un bonus da 250 euro, in caso di superamento dell’esame finale con esito positivo.
L’altro incentivo previsto, come detto, è dedicato esclusivamente ai lavoratori e alle lavoratrici genitori e vale per tutte le attività di formazione.
Anche in questo caso saranno le regioni a scegliere i criteri di assegnazione del bonus, che avrà un valore massimo di 650 euro.
Potrà essere assegnato scegliendo alternativamente tra il valore soglia dell’ISEE del genitore che lo richiede o il numero dei figli. In quest’ultimo caso, il bonus da 250 euro è maggiorato di 100 euro per ogni figlio con meno di 10 anni, fino ad un massimo di 650 euro.
A differenza del primo incentivo, quello dedicato ai genitori deve essere sempre previsto dai piani proposti delle regioni. La programmazione del bonus è facoltativa solo se la regione ha già previsto misure analoghe, o altre forme di sostegno alla genitorialità, a valere su altri fondi, per gli stessi beneficiari.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Naspi e CIG: in partenza i percorsi formativi con bonus