Polizza CAT NAT e ciclone Harry, male la prima

Salvatore Cuomo - Leggi e prassi

Passato il ciclone metereologico, si alza la bufera sulle polemiche con le aziende che cominciano a rendersi conto dell'esclusione dalla copertura della polizza CAT NAT in relazione ai danni che hanno interessato il Sud Italia

Polizza CAT NAT e ciclone Harry, male la prima

L’obbligo di stipula di polizza CAT NAT a garanzia dei danni di un evento catastrofale naturale non supera il suo primo importante banco di prova, quale è stato appunto il Ciclone Harry.

Si inizia a diffondere tra gli operatori la presa di coscienza che la polizza catastrofale introdotta dalla Legge di Bilancio 2024 non copre questo specifico caso, trattandosi di evento non ricompreso nella definizione tecnica del perimetro di intervento, come definito dal Decreto Interministeriale del 30 gennaio 2025.

Le coste dei nostri mari, sulle quali il ciclone Harry si è manifestato con la sua forza distruttiva, non sono attualmente coperte dall’assicurazione contro le catastrofi naturali relativamente ai danni derivanti dalla “fuoriuscita d’acqua, anche con trasporto ovvero mobilitazione di sedimenti anche ad alta densità”.

Questa categoria di eventi è attualmente coperta esclusivamente in relazione a corsi d’acqua, bacini naturali o artificiali, argini di corsi naturali e artificiali, laghi e bacini.

Ciclone Harry, il provvedimento del CDM per i primi aiuti

Prima di scendere nel dettaglio, si evidenzia che il 26 gennaio 2026 il Consiglio dei Ministri è intervenuto dichiarando lo stato di emergenza nazionale per Sicilia, Sardegna e Calabria a seguito dei danni causati dal disastroso evento metereologico.

Ecco i punti principali della delibera:

  • stanziamento immediato di 100 milioni di euro attingendo al Fondo per le emergenze nazionali da utilizzare per i primi interventi urgenti;
  • durata del provvedimento di 12 mesi, con possibilità di prorogarlo di ulteriori 12;
  • i presidenti di Regione Roberto Occhiuto per la Calabria, Alessandra Todde per la Sardegna e Renato Schifani per la Sicilia gestiranno la ricostruzione quali Commissari Delegati con poteri di deroga.

L’esclusione della polizza CAT NAT in discussione

Sul fronte della mancata copertura delle polizze catastrofali in relazione ai danni causati dal ciclone Harry, Confesercenti si è sofferma su un aspetto che avevamo già evidenziato la scorsa settimana:

“Le polizze catastrofali, per come sono oggi definite, non coprono il rischio mareggiate. Eppure, dopo il ciclone Harry, le imprese che non hanno ancora avuto modo di sottoscriverle rischiano di trovarsi penalizzate nell’accesso ad aiuti e contributi pubblici.”

Mi ha colpito leggere la dichiarazione del Ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, rilasciata durante una più ampia intervista andata in onda a 24 Mattino su Radio 24 e riportata da QdS.it.

Nella parte più specificatamente dedicata ai risarcimenti assicurativi a cui potrebbero accedere le imprese danneggiate dal maltempo nel Sud Italia e principalmente in Calabria, Sardegna ed ancor più in Sicilia afferma quanto segue:

“Da gennaio, piccole e medie imprese hanno l’obbligo di sottoscrivere l’assicurazione catastrofale. Mi sembra un elemento di grande civiltà. Pare che alcuni imprenditori, nel contatto con la propria assicurazione, si siano sentiti dire: ‘lei è assicurato per il ciclone e non per la mareggiata e questa è una mareggiata, non si può dire con esattezza se questo sia un ciclone, forse è un mini-ciclone’, insomma bizantinismi che da un lato mortificano chi ha sottoscritto la polizza, dall’altro non contribuiscono a creare una nuova e consapevole cultura del rischio, in un’Italia in cui ce ne è tanto bisogno. Ecco perché siamo intervenuti sull’Associazione nazionale delle Compagnie di Assicurazione, abbiamo trovato ascolto e disponibilità, nei prossimi giorni torneremo ad incontrarli ed apriremo un tavolo per capire se anche da loro possiamo trovare sostegno ed attenzione”.

Proroga e tavolo di confronto con ANIA

Più che perorare questa sorta di questua verso un soggetto privato, vedrei meglio un importante rappresentante del Governo che facesse proprio un intervento immediato, magari veicolato dal decreto Milleproroghe durante la sua fase di conversione, che estenda a tutte le PMI la data limite almeno fino al 30 giugno 2026, ora fissata a marzo per le sole attività Horeca, entro la quale adempiere all’obbligo di polizza catastrofale.

Parallelamente a questo si riapra anche un tavolo di confronto tra ANIA, rappresentanze delle imprese e ministeri competenti affinchè si riveda la definizione degli interventi coperti dalla polizza obbligatoria includendo gli effetti del mare ed eventuali altre casistiche oggi non in elenco.

Questo Governo ha voluto introdurre un strumento, la polizza CAT NAT, con il dichiarato obiettivo economico di salvaguardare la continuità aziendale e coprire la perdita di reddito derivante da tali eventi?

Bene ma ora lo faccia fino in fondo.

Questo sito contribuisce all'audience di Logo Evolution adv Network