Partite IVA in crescita, 545.700 nate nel 2019: il motore è il regime forfettario

Partite IVA in crescita, 545.700 nate nel 2019: adesione al regime forfettario per il 48,2%. I dati dell'Osservatorio sulle partite IVA pubblicati dal MEF arrivano subito dopo la conferma ufficiale da parte dell'Agenzia delle Entrate sulla data di decorrenza dei nuovi limiti di accesso che restringono la platea. I numeri più alti si registrano al Nord e nel settore del commercio. I dettagli nel comunicato stampa del 12 febbraio 2020.

Partite IVA in crescita, 545.700 nate nel 2019: il motore è il regime forfettario

Partite IVA in crescita, il motore è il regime forfettario: 263.043 adesioni su un totale di 545.700 aperture datate 2019. Rispetto al 2018 c’è un aumento del numero totale pari al 6,4%: le regole di accesso alla tassazione agevolata, introdotte lo scorso anno, hanno allargato la platea di potenziali beneficiari e sono state determinanti.

A sottolinearlo è l’Osservatorio sulle partite IVA del MEF, Ministero dell’Economia e delle Finanze. Ma probabilmente il 2020 sarà segnato da un cambio di rotta. Il comunicato stampa del 12 febbraio 2020 arriva subito dopo la conferma ufficiale da parte dell’Agenzia delle Entrate della data di decorrenza dei nuovi limiti, che invece restringono l’accesso a partire dal 2020.

Giovani under 35, impegnati al Nord e attivi nel settore del commercio: sono questi gli elementi che caratterizzano la fetta più ampia di titolari di partita IVA. Nei dati MEF uno sguardo da diverse angolazioni sulle aperture di partite IVA nel corso del 2019.

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Ministero dell’Economia e delle Finanze - Comunicato stampa numero 28
Osservatorio sulle partite IVA - Sintesi dei dati delle aperture nell’anno 2019.

Partite IVA in crescita, 545.700 nate nel 2019: il motore è il regime forfettario

Per il 72,9% le nuove partite IVA nascono per iniziativa di persone fisiche: solo il 21,4% è stato aperto da società di capitali, il 3,6% da società di persone e l’1,8% da soggetti non residenti.

Già da questo primo dato è possibile sottolineare la grande incidenza della nuova veste del regime forfettario che ha debuttato nel 2019. Nel testo del comunicato stampa diffuso dal MEF il 12 febbraio che riporta i dati dell’Osservatorio partite IVA si legge:

“Rispetto al 2018 l’aumento generale è trainato dalle persone fisiche (+10,5%), grazie alle adesioni al regime forfetario, per il quale dal 2019 il limite dei ricavi è stato esteso a 65.000 euro”.

D’altronde coloro che hanno applicato l’imposta sostitutiva sono quasi la metà del totale dei nuovi ingressi.

Verosimilmente, però, nel 2020 ci sarà un’inversione di tendenza: se lo scorso anno le porte del regime forfettario si erano aperte a una platea di potenziali beneficiari più ampia e sulle nuove cause ostative c’era stata una linea morbida, quest’anno l’ingresso si restringe di nuovo e da subito con i limiti che riguardano redditi di lavoro dipendente e pensioni e compensi ai collaboratori.

Proprio ieri, 11 febbraio, l’Agenzia delle Entrate ha confermato il 1° gennaio 2020 come data di decorrenza delle novità con la risoluzione numero 7.

Si chiudono le porte per una fetta di dipendenti e pensionati e si creano sicuramente i presupposti per un calo.

Se si guarda alle nuove aperture di partita IVA del 2019 dal punto di vista anagrafico il maggiore incremento rispetto all’anno precedente, pari al 29,1%, si è avuto proprio nella fascia d’età più alta.

Partite IVA in crescita, i dati MEF 2019: la maggior parte al Nord e su iniziativa dei giovani

In generale, però, sono i giovani fino a 35 anni a mantenere il primato della nascita di partite IVA, il 44,8%, l’iniziativa parte invece dalla fascia 35-60 anni nel 32,5% dei casi.

Le aperture crescono su tutto il territorio rispetto al 2018 ma le regioni settentrionali sono il territorio più fertile, i dati si distribuiscono come segue:

  • 44% al Nord;
  • 22% al Centro;
  • 33,7% al Sud ed Isole.

Picchi di crescita a Bolzano e in Lombardia, aumenti decisamente contenuti in Friuli Venezia Giulia, Campania, Sardegna.

Spostando il punto di vista, poi, dalla posizione geografica al settore di appartenenza l’ambito che prevale nettamente è il commercio che assorbe il 19,7% di tutte le nuove partite Iva.

Una buona fetta spetta anche all’agricoltura (9,6%) e alle attività professionali, in cui si concentra il 17,1% delle nuove aperture con un amento del 18%.

Sempre in termini di crescita rispetto al 2018 saltano all’occhio le aperture di P.IVA nel settore dell’istruzione, che salgono del 22,5% e quello delle costruzioni che registrano un aumento del 12,4%.

Infine, la sintesi dell’Osservatorio MEF evidenzia due dati rilevanti che guardano oltre i confini nazionali: 17,4% degli avvianti delle nuove partite IVA è nato all’estero e il numero delle partite IVA avviate da soggetti non residenti è raddoppiato, un segno che le attività legate al commercio elettronico guadagnano sempre più terreno.

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