Detrazione IVA acquisti: termini di scadenza

Tempistica registrazione fatture e indicazione in dichiarazione IVA alla luce delle nuove regole sulla detrazione IVA acquisti (e relativa riduzione dei termini).

Detrazione IVA acquisti: termini di scadenza

Dalla dichiarazione IVA 2018 cambierà la tempistica di registrazione delle fatture di acquisto per poter fruire della detrazione IVA.

La novità introdotta dal DL 50/2017 modifica quanto attualmente previsto dal DPR 633/72, il Decreto Iva che negli ultimi mesi è stato ritoccato in più punti. La nuova normativa sulla detrazione dell’Iva sugli acquisti, in sintesi, dimezza i termini entro cui i titolari di partita Iva e quindi imprese e professionisti, potranno detrarre l’Iva a credito sulle fatture di acquisto (articolo 2 del Decreto Legge 50/2017).

Ma cosa cambia in concreto con il Decreto Legge numero 50 del 24 aprile 2017 sulla detraibilità dell’Iva sugli acquisti? Cerchiamo di capirci qualcosa in più.

Detrazione IVA acquisti non più entro due anni, ecco i nuovi termini previsti a partire dal 24 aprile 2017 (data di entrata in vigore del DL 50/2017):

  • le fatture datate 2015 potranno essere portate in detrazione IVA entro il 30 aprile del 2018 (dichiarazione IVA periodo d’imposta 2017);
  • le fatture datate 2016 potranno essere portate in detrazione IVA entro il 30 aprile 2019 (dichiarazione IVA periodo d’imposta 2018);
  • le fatture datate 2017 potranno essere portate in detrazione entro il 30 aprile 2018, facendole concorrere insieme al credito del 2017.

Il nuovo articolo 19 del d.p.r. 633/1972 cambia completamente il termine entro il quale un contribuente titolare di partita IVA può esercitare il diritto alla detrazione dell’IVA, accorciandolo pesantemente (di due anni).

Detrazione IVA acquisti: cosa fare in pratica? Avremo una differenza tra dichiarazione IVA e liquidazioni

Le nuove regole sulla tempistica delle detrazioni IVA determinerà delle differenze tra quanto riportato nella liquidazione di dicembre (contribuenti mensili) ovvero del terzo trimestre (contribuenti trimestrali) rispetto alla dichiarazione IVA.

Ciò poiché le fatture ricevute nel 2018 - la cui esigibilità è sorta nel 2017 - si registreranno nei registri IVA 2018, con riferimento di detrazione 2017. Questo non comporterà modifiche alle liquidazioni del 2017.

Gli importi registrati nel 2018:

  • saranno riepilogati separatamente da quelli rilevanti per le liquidazioni 2018;
  • andranno indicati in dichiarazione Iva nei quadri VF e VL unitamente a quanto registrato nel 2017.

Detrazione IVA acquisti: termine più che dimezzato con l’articolo 2 del DL 50/2017

Secondo quanto previsto prima dell’entrata in vigore dell’articolo 2 del DL 50/2017 la detrazione dell’Iva sugli acquisti era ammessa entro il termine di scadenza della dichiarazione Iva del secondo anno successivo a quello di riferimento della fattura.

La disciplina normativa, contenuta all’art. 19, comma I del DPR 633/72 disponeva infatti che:

“Il diritto alla detrazione dell’imposta relativa ai beni e servizi acquistati o importati sorge nel momento in cui l’imposta diviene esigibile e può essere esercitato, al più tardi, con la dichiarazione relativa al secondo anno successivo a quello in cui il diritto alla detrazione è sorto ed alle condizioni esistenti al momento della nascita del diritto medesimo.”

L’articolo 2 del DL 50/2017 cambia proprio l’articolo del Decreto Iva sopra citato, prevedendo che l’Iva, dal momento in cui diventa esigibile - art. 6 del DPR 633/72 - può essere detratta esclusivamente entro l’anno, o più precisamente “con la dichiarazione relativa all’anno in cui il diritto alla detrazione è sorto”.

Le novità contenute nel Decreto Legge 50/2017 in merito alla detrazione Iva acquisti andranno a penalizzare le imprese da subito.

Detrazione IVA a credito sugli acquisti: un esempio utile per comprendere cosa cambia

Facendo un esempio, per chiarire la situazione, poniamo che nel 2016 non fosse stata registrata una fattura acquisti emessa nel medesimo periodo d’imposta. Con l’attuale normativa ed il regime transitorio introdotto con gli emendamenti al DL 50/2017 è previsto che l’Iva a credito possa essere scaricata entro aprile 2019, il termine di presentazione della dichiarazione Iva del secondo anno successivo a quello di riferimento.

Per le fatture datate 2017, invece, il termine ultimo entro cui esercitare il diritto alla detrazione è il 30 aprile 2018.

L’articolo 2 del Decreto Legge 50/2017 modifica anche l’attuale art. 25, comma 1 del DPR 633/72: le fatture di acquisto dovranno essere registrate nel registro Iva prima della registrazione della liquidazione periodica nella quale si vuole detrarre l’Iva ed entro la scadenza della dichiarazione Iva dell’anno successivo a quello di emissione della fattura.

Detrazione IVA acquisti: le imprese penalizzate dalla manovra correttiva 2017

Le nuove disposizioni sulla detrazione dell’Iva a credito sulle fatture penalizzeranno le imprese fin da subito: dal momento dell’entrata in vigore delle novità previste dal DL 50/2017, per le operazioni per le quali ancora non è stato esercitato il diritto alla detrazione dell’imposta a credito e relative al 2015 e il 2016 la conseguenza sarà, in sintesi, il venir meno del diritto a recuperare l’imposta.

Il nuovo termine per la detrazione dell’Iva sugli acquisti non è l’unica penalizzazione per le imprese introdotta con il Decreto Legge 50/2017: la Manovra correttiva ha infatti introdotto nuove regole sulla compensazione del credito Iva e sullo split payment.

Si tratta di novità che hanno fin da subito portato a reazioni non proprio d’approvazione da parte di commercialisti e imprese: per quanto riguarda la compensazione dei crediti fiscali, è previsto che il limite di compensazione libera attualmente fissato a 15.000 euro venga ridotto e più che dimezzato (anche questa volta), scendendo a 5.000 euro. Questo comporterà maggiori oneri per le imprese e per la tenuta della contabilità e per gli adempimenti fiscali.

Le novità contenute nella Manovra correttiva non piacciono ai commercialisti che, appoggiati dal Consiglio nazionale e dal presidente Massimo Miani, richiedono un intervento di modifica alle novità fortemente penalizzanti per le imprese e per i professionisti.

Forti dubbi, inoltre, sussistono in merito al potenziale contrasto tra le nuove disposizioni e le regole stabilite in sede comunitaria.

Altre novità introdotte dal DL 50/2017

Non si tratta dell’unica novità mal vista da imprese e professionisti: oltre alla riduzione dei termini in cui è possibile portare in detrazione l’Iva sugli acquisti, il DL 50/2017 ha introdotto nuove regole sullo split payment IVA per i professionisti e sulla compensazione dei crediti fiscali.

Le novità fiscali introdotte con il Decreto Legge 50/2017 hanno nuovamente penalizzato imprese e professionisti: il popolo delle partite Iva, già tartassato da adempimenti fiscali e da una pressione fiscale tra le più altre in Europa, viene ancora una volta “preso di mira”.

La disapprovazione delle misure introdotte dal DL 50/2017, tra cui split payment IVA, dimezzamento del termine di detrazione Iva per gli acquisti e nuove regole sull’utilizzo dei crediti fiscali in compensazione arriva in primo luogo dai commercialisti che, dopo aver revocato lo sciopero indetto dopo l’emanazione del D.L. 193/2016, hanno accolto le novità introdotte nella “Manovrina” come l’ennesimo colpo basso a professionisti e imprenditori.