Anche i Commercialisti in prima linea per accompagnare imprese e organizzazioni verso la parità e la trasparenza retributiva: la lente di ingrandimento si posa sulle novità del decreto legislativo n. 96 del 2026
Dagli annunci di lavoro all’andamento degli stipendi di uomini e donne: dal 7 giugno sono in vigore le nuove regole di parità e trasparenza retributiva, che sono arrivate dall’UE (direttiva 2023/970) e hanno preso forma nel decreto legislativo n. 96 del 2026.
Sono nati nuovi diritti per lavoratrici e lavoratori dipendenti e alle imprese si chiede un cambio di passo nella gestione dei rapporti con il personale e nel monitoraggio delle buste paghe.
Tra gli attori in campo, chiamati ad accompagnare le aziende verso questa rivoluzione culturale, anche i Commercialisti che hanno posto sotto la lente di ingrandimento le novità introdotte nella normativa con un’analisi ad hoc diffusa il 30 luglio dal Comitato pari opportunità nazionale dei commercialisti.
“L’auspicio è che questo contributo favorisca una più ampia diffusione della cultura della trasparenza e delle pari opportunità, nella consapevolezza che la riduzione del divario retributivo di genere rappresenta non solo un obiettivo di giustizia sociale, ma anche un fattore determinante di crescita economica, qualità della governance e sviluppo sostenibile”, ha sottolineato il presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti e degli esperti contabili, Elbano de Nuccio.
Parità e trasparenza retributiva: dal CNDCEC l’analisi delle novità per le imprese
- In tutta Europa il divario tra gli stipendi degli uomini e delle donne è pari all’11 per cento: dalla terza settimana di novembre si smette di guadagnare. In Italia le donne “perdono” circa 29 euro ogni giorno: i dati arrivano dall’ultimo Rendiconto di genere INPS. E la perdita, come sottolinea il numero uno dei commercialisti, non è solo individuale, ma anche collettiva.
Dall’osservazione di questi dati che, con intensità diversa, interessano i paesi dell’UE nasce la necessità di rafforzare la parità retributiva puntando alla trasparenza salariale.
La ricetta da adottare è stata messa nero su bianco nella direttiva UE 2023/970 che tutti gli Stati membri hanno dovuto recepire entro il 7 giugno scorso.
Il percorso per accorciare le distanze delle retribuzioni segue diverse traiettorie:
- si introducono regole di trasparenza retributiva prima dell’assunzione: gli annunci devono essere neutri dal punto di vista del genere; non è più ammesso il segreto salariale: i datori di lavoro devono comunicare lo stipendio o la fascia di retribuzione iniziale e il contratto collettivo nazionale applicato e al contrario l’azienda che porta avanti la selezione non può chiedere informazioni sulle vecchie buste paga di candidati e candidate;
- vengono previsti nuovi obblighi a tutela delle persone assunte:
- si afferma il diritto di informazione e accessibilità dei dati sul livello retributivo individuale e sui livelli retributivi medi, ripartiti per sesso, delle categorie di lavoratori che svolgono lo stesso lavoro o un lavoro di pari valore;
- si devono adottare criteri chiari per le progressioni economiche e gli aumenti di stipendio che dovranno sempre essere oggettivi e neutri dal punto di vista del genere e accessibili a lavoratrici e lavoratori: regole light sono previste per i datori di lavoro sotto i 50 dipendenti;
- a cadenza periodica, da giugno 2027, le imprese dovranno trasmettere un report con tutte le informazioni utili a monitorare eventuali divari retributivi di genere (obbligo che riguarda le imprese con più di 100 dipendenti) così da correggerli o motivarli;
- scatta la valutazione congiunta delle retribuzioni con il coinvolgimento dei rappresentanti di lavoratrici e lavoratori in caso di immotivata differenza degli stipendi riconosciuti in busta paga a uomini e donne superiore al 5 per cento;
- si riconosce il diritto al risarcimento e sono previste le sanzioni regolate dal Codice delle pari opportunità.
Questo nuovo impianto di regole a cui le aziende italiane dovranno uniformarsi, con un impegno calibrato anche in base alla loro dimensione, promette una ricaduta concreta sul divario retributivo di genere.
Parità e trasparenza retributiva: dai Commercialisti il supporto alle imprese
Ma la sua efficacia passa anche dalla possibilità di governare gli aspetti più critici per le aziende, che i Commercialisti individuano in un incremento degli adempimenti amministrativi, nella difficoltà di individuare con certezza il concetto chiave del lavoro di pari valore, nella tutela della privacy, solo citarne alcuni.
Per rispettare i nuovi standard di parità e trasparenza le organizzazioni devono necessariamente dotarsi di nuove competenze specialistiche ed è proprio nella risposta a questa esigenza che il ruolo della categoria assume particolare importanza.
Le novità che arrivano dalla direttiva UE 2023/970 sono la giusta occasione per fornire un’assistenza qualificata nelle materie della governance, della sostenibilità e della valorizzazione del capitale umano.
“Il contributo dei professionisti sarà determinante per accompagnare le imprese in un percorso che non può essere solo di compliance, ma deve diventare un’occasione di crescita organizzativa e culturale. Il Comitato Pari Opportunità Nazionale, per il ruolo che gli è proprio, diventa un osservatorio qualificato che, rispetto alla tematica, deve promuovere modelli organizzativi più inclusivi, criteri retributivi più oggettivi e percorsi di carriera effettivamente aperti al merito, indipendentemente dal genere”.
Sottolineano le consigliere nazionali delegate alle politiche di genere Liliana Smargiassi e Rosa D’Angiolella.
Il documento pubblicato il 30 luglio rappresenta un punto di partenza per introdurre nelle organizzazioni gli obblighi e le buone prassi che arrivano dall’UE ma, come evidenziano commercialisti e commercialiste nei suggerimenti finali, non mancano i margini di miglioramento: a partire da incentivi e semplificazioni fino ad arrivare all’integrazione di politiche più ampie di contrasto alla violenza economica.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Parità e trasparenza retributiva: anche i Commercialisti guidano le aziende verso nuovi standard