Bonus 500 euro per le partite IVA: domande in lavorazione, quando arriva il pagamento?

Francesco Rodorigo - Leggi e prassi

Il giovani imprenditori che hanno fatto domanda per il bonus del decreto Coesione sono in attesa di ricevere il pagamento. La finestra di domanda si è chiusa da tempo e la pratica risulta in lavorazione

Bonus 500 euro per le partite IVA: domande in lavorazione, quando arriva il pagamento?

Quando arriva il pagamento del bonus dedicato alle giovani partite IVA?

L’incentivo disciplinato dall’INPS risulta ancora fermo ai box nonostante la finestra per l’invio delle domande, anche riaperta per includere nuovi beneficiari, sia chiusa ormai da quasi un mese.

Gli utenti segnalano che la pratica sul sito dell’Istituto risulta contrassegnata come “In lavorazione” e si chiedono quando partiranno i pagamenti. La normativa, l’articolo 21 del decreto Coesione, non stabilisce un termine preciso dall’invio della domanda. La riapertura della finestra per presentare l’istanza, però, potrebbe aver influito sulle tempistiche. Da considerare anche i tempi tecnici per i molti controlli a cui i possibili beneficiari devono essere sottoposti.

Ad ogni modo, anche se il ritardo dovesse prolungarsi, il pagamento delle somme spettanti (un contributo mensile di 500 euro per tre anni) viene erogato in un’unica soluzione in ciascuno degli anni di riferimento. Non c’è quindi alcun rischio di perdere gli arretrati.

Bonus 500 euro per le partite IVA: domande in lavorazione, quando arriva il pagamento?

I termini di domanda per il bonus giovani imprenditori in settori strategici sono stati aperti fino al 2 marzo, una riapertura disposta per consentire l’accesso anche ai liberi professionisti.

Si tratta, ricordiamo, dell’incentivo che riconosce un contributo mensile del valore di 500 euro, per massimo 3 anni, agli under 35 disoccupati che hanno avviato un’attività in settori strategici tra il 1° luglio 2024 e il 31 dicembre 2025.

Come previsto dalla normativa, l’articolo 21 del decreto Coesione, il contributo, che non concorre alla formazione di reddito, viene erogato dall’INPS anticipatamente per il numero di mesi interessati allo svolgimento dell’attività imprenditoriale (non oltre il 31 dicembre 2028) e liquidato annualmente. La successiva circolare INPS con le istruzioni ha precisato che il contributo è riconosciuto con decorrenza dal mese successivo a quello di presentazione della domanda.

A quasi un mese dalla chiusura definitiva dei termini (la prima scadenza, relativa a chi ha aperto l’attività prima della data di pubblicazione delle istruzioni INPS, era fissata a fine dicembre) molti giovani imprenditori e professionisti segnalano che i pagamenti non sono ancora partiti e si chiedono quando potranno avere a loro disposizione le somme spettanti.

Chi ha fatto domanda e risulta in possesso di tutti i requisiti richiesti ha diritto ad un contributo di 500 euro, per ogni mese di attività svolta dalla presentazione della domanda (o dalla data di pubblicazione del decreto attuativo, 15 maggio 2025, se l’attività è stata avviata prima del 28 novembre 2025, cioè dalla data di pubblicazione della circolare INPS con le istruzioni) e per i successivi tre anni, non oltre il 31 dicembre 2028. L’importo massimo che è possibile ottenere è quindi di 18.000 euro. L’INPS, come detto, provvede per ogni anno al pagamento in un’unica soluzione. Si possono quindi ricevere massimo 6.000 euro per ciascuno degli anni oggetto di agevolazione.

Anche se il ritardo dovesse accumularsi, pertanto, non c’è alcun rischio di perdere gli arretrati proprio perché il pagamento viene effettuato in un’unica soluzione e comprende tutti i periodi lavorati.

Pagamento bonus giovani imprenditori: serve tempo per i controlli

Ad influire sulle tempistiche dell’istruttoria delle domande potrebbe essere stata anche la riapertura della finestra per l’invio. Un’estensione che, ricordiamo, è stata disposta per includere tra i possibili beneficiari anche i giovani liberi professionisti che nello stesso periodo hanno aperto una partita IVA e avviato un’attività. Tale finestra, come anticipato, si è chiusa relativamente da poco.

Un’altra delle possibili cause dei lunghi tempi di attesa risiede nella necessaria attività di verifica che l’INPS deve svolgere sui requisiti dichiarati dai giovani imprenditori e sulle spese sostenute per le quali si richiede il contributo.

In fase di domanda, infatti, i giovani imprenditori hanno dovuto dichiarare una serie di informazioni necessarie:

  • i dati identificativi dell’impresa, con indicazione della data di costituzione della stessa (o dell’apertura della partita IVA);
  • l’appartenenza alle categorie di attività ammesse al contributo, cioè i settori strategici elencati nella circolare INPS;
  • i dati anagrafici e lo stato occupazionale del soggetto richiedente posseduti alla data di avvio dell’attività imprenditoriale (ricordiamo che alla data di avviamento dell’attività i richiedenti oltre che ad avere meno di 35 anni dovevano anche risultare disoccupati).

Condizioni che devono essere debitamente verificate prima di concedere il beneficio economico.

Non solo. Come si legge nella circolare n. 148/2025 con le istruzioni, il pagamento del contributo è subordinato anche alla verifica con esito positivo della regolarità contributiva dell’attività imprenditoriale avviata, da verificare con le modalità previste dalla normativa vigente all’atto di ciascun pagamento.

La fruizione del contributo per l’attività è, inoltre, subordinata al rispetto delle condizioni di cui al Capo I e all’articolo 22 del regolamento (UE) 651/2014 poiché considerato un aiuto di Stato.

Pertanto, una volta avuto accesso al beneficio, il Ministero del Lavoro, in qualità di Autorità di Gestione del Programma Nazionale Giovani, donne e lavoro 2021-2027, provvede alla verifica delle condizioni di cui al citato regolamento, comunicandone gli esiti all’INPS.

Sui tempi di pagamento, quindi, non ci sono ancora certezze, ma sicuramente i giovani imprenditori che ne hanno diritto riceveranno quanto spettante.

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