Pace fiscale senza avvisi bonari. Stralcio mini-cartelle a rischio

Pace fiscale, ancora novità: salta la sanatoria degli avvisi bonari e il condono con stralcio totale delle mini-cartelle fino a 1.000 euro potrebbe escludere i ruoli emessi dagli enti previdenziali.

Pace fiscale senza avvisi bonari. Stralcio mini-cartelle a rischio

Pace fiscale senza sanatoria per gli avvisi bonari: è questa l’ultima novità che riguarda l’operazione di condono delle cartelle, che va via via assottigliandosi.

A rischio vi sarebbe non solo l’inclusione degli avvisi bonari tra gli atti sanabili, ma anche lo stralcio totale delle mini-cartelle di importo fino a 1.000 euro. L’ipotesi che avanza è quello di escludere i ruoli emessi dagli enti previdenziali per il mancato pagamento di premi e contributi.

Sono queste le ultime notizie sulla pace fiscale che, nonostante abbia già trovato buona parte delle sue disposizioni attuative e dei chiarimenti da parte dell’Agenzia Entrate Riscossione si appresta a cambiare ancora.

La richiesta di pace fiscale anche sugli avvisi bonari era stata avanzata, tra gli altri, dal CNDCEC come misura per aiutare chi, pur avendo dichiarato, non era riuscito a pagare le imposte dovute. Eppure il Governo sembra essere orientato verso la non inclusione della novità nel testo della legge di conversione del Decreto Fiscale 2019.

Parimenti a quanto sta accadendo in merito all’avvio ad ostacoli dell’obbligo di fatturazione elettronica, la scelta è motivata dai costi troppo elevati che comporterebbe la novità in merito agli avvisi bonari.

Le ultime notizie, tuttavia, riportano anche due ipotesi di modifica a favore dei contribuenti che decideranno di aderire alla pace fiscale: da un lato sarà tollerato il lieve ritardo sulle scadenze della rottamazione ter e, in parallelo, per le liti fiscali aumenta lo sconto previsto.

Facciamo il punto di tutte le ultime novità sulla pace fiscale e delle misure previste dagli emendamenti al DL n. 119/2018 in corso di esame presso la Commissione Finanze del Senato.

Pace fiscale senza avvisi bonari. Stralcio mini-cartelle a rischio

Gli avvisi bonari non rientreranno nella pace fiscale: è questa l’ultima novità emersa dall’analisi delle modifiche da apportare al Decreto Fiscale 2019 nel corso dell’iter di conversione.

Servono 3 miliardi di euro per la copertura della misura e il Governo, per voce del Sottosegretario al MEF, Massimo Bitonci, ha chiaramente fatto intendere che la novità è stata al momento archiviata.

Ad essere confermata dovrebbe essere invece la pace fiscale sulle irregolarità formali, che consentirà di sanare la propria posizione fiscale pagando un forfait di 200 euro.

Sono molte le novità circa il complesso disegno della pace fiscale che saranno introdotte nel corso della conversione in legge del Decreto Legge n. 119/2018. Tra queste, le ultime notizie parlano di un restringimento anche della platea delle cartelle che saranno automaticamente cancellate al 31 dicembre 2018.

Lo stralcio totale dei debiti fino a 1.000 euro potrebbe non includere anche le cartelle che hanno per oggetto contributi e premi dovuti e non pagati nei confronti degli enti previdenziali, quindi INPS, INAIL e anche casse di categoria.

Se da un lato la pace fiscale si fa più stretta, in parallelo si punta ad estendere lo sconto per chi deciderà di definire e chiudere le cause nei confronti del fisco. Regole più morbide anche sulla rottamazione ter delle cartelle.

Pace fiscale, novità su rottamazione e liti pendenti

Sarà tollerato il lieve ritardo nel pagamento delle rate della rottamazione ter: i contribuenti non decadranno dalla definizione agevolata delle cartelle nel caso di pagamento entro sette giorni dalla data di scadenza della rata. È questa una delle modifiche sulle quali verte il lavoro della Commissione Finanze del Senato che inizierà oggi, martedì 20 novembre 2018, a votare gli emendamenti.

Se da un lato, come riportato sopra, saranno esclusi dal condono gli avvisi bonari, l’ipotesi è quello di rendere ancor più conveniente la sanatoria delle liti fiscali: la riduzione dell’importo dovuto potrà arrivare fino al 95% nel caso di vittoria del contribuente in primo e secondo grado e quindi di soccombenza dell’Agenzia delle Entrate.

Per chi ha presentato ricorso, invece, è in arrivo lo sconto del 10% del valore della lite nel caso di definizione prima della pronuncia dei giudici della Commissione regionale. Importo che passa al 15% nel caso di pronuncia a favore del contribuente.