Pace fiscale, condono necessario per chi non riesce a pagare le tasse

Redazione - Imposte

Pace fiscale, non è evasione se il mancato pagamento di tasse e imposte è motivato da difficoltà economiche: la pensano così molti lettori di Informazione Fiscale che hanno risposto al sondaggio sulle novità previste dal DL n. 119/2018.

Pace fiscale, condono necessario per chi non riesce a pagare le tasse

Negli stessi giorni in cui la pace fiscale si arricchisce di numerose novità, i lettori di Informazione Fiscale si sono espressi sulla complessa operazione di condono e regolarizzazione dei debiti nei confronti del Fisco.

Chi non paga tasse e imposte a causa di problemi economici non può essere considerato un evasore: è questa una delle posizioni emerse dal sondaggio lanciato la scorsa settimana e che ha registrato un elevato tasso di partecipazione.

Molti lettori, oltre a dichiararsi favorevoli o contrari alla pace fiscale, hanno voluto chiarire i perché della propria posizione.

A prevalere sono stati i favorevoli alla novità prevista dal DL n. 119/2018 che, sebbene siano previste ancora importanti modifiche, è vista come una misura per aiutare effettivamente i contribuenti in difficoltà economica.

Le ragioni del sì e del no sono state ben esplicitate da una delle mail ricevute in redazione.

Di seguito vogliamo pubblicare due ulteriori risposte che sono accomunate dall’idea che la pace fiscale sia una misura necessaria per aiutare non gli evasori ma chi non ha adempiuto ai propri obblighi in materia fiscale a causa di difficoltà economiche.

Pace fiscale, non evade chi non riesce a pagare le tasse. Il parere dei nostri lettori

“Io penso che chi evade deve pagare.

Per me l’evasore è colui che dopo un accertamento per incongruenza tra stile di vita e quanto dichiarato o per altre ragioni (esempio mancanza di dichiarazione redditi eccetera) si accerti che ha effettivamente evaso.

Non è per me evasore colui che fa la sua denuncia dei redditi ( che sia libero professionista o dipendente ), ma poi non può fare fronte al pagamento delle tasse o parte delle tasse ( Inps, IVA, Irpef ecc) per momentanea difficoltà economica o come peggio è accaduto in questi anni per crisi economica.

In questo caso il cittadino non ha evaso, ma ha solo preso in prestito (per cosi dire) una cifra di denaro comunque da restituire allo Stato, in accordo con l’agenzia delle riscossioni nei modi e tempi consoni a non mettere il cittadino nelle condizioni di indigenza o come peggio è capitato al suicidio.

Non è ammesso che si predichi al reddito di cittadinanza o qualunque altro sussidio e poi dall’altra parte si crei indigenza, povertà e quanto altro peggio a causa di vessazioni fiscali (che Stato è?)

Quindi sono perfettamente in accordo alla pace fiscale che serva in qualche modo a pacificare il rapporto tra fisco e persone sulla previsione di una riforma fiscale seria e concreta che consideri il valore del cittadino serio (ma ripeto chi è evasore deve essere perseguito diversamente). Il legislatore dovrebbe tenere presente questo al fine di un fisco giusto.

L’evasore esisterà sempre come purtroppo anche la mancanza di pagamento delle tasse dichiarate in dichiarazione, perchè chi può prevedere il futuro?

Grazie per avermi chiesto il vostro parere.

Buon lavoro”

Pace fiscale è un “condono” necessario

Pubblichiamo di seguito un’ulteriore mail ricevuta da parte di un lettore che si schiera tra i favorevoli alla pace fiscale:

Tutti coloro i quali sono scandalizzati dal nuovo condono, perché di tale si sta parlando, sono solo ed esclusivamente degli ipocriti.

Chi ha intenzione di ricorrere alla pace fiscale ha dichiarato ma poi non è riuscita a pagare per vari motivi:

  • uno dei motivi è perché chi ha emesso le fatture ma non è riuscito a farsi pagare le fatture;
  • un altro motivo è che per farsi pagare le fatture devi ricorrere alla giustizia civile, la quale costosissima, ti obbliga a fare i debiti per pagare gli avvocati e devi aspettare anni prima di incassare quanto fatturato e già finito in dichiarazione;
  • altro motivo è che a causa della crisi commerciale e bancaria degli ultimi anni le banche hanno chiuso il rubinetto dei fidi e dei prestiti, pertanto molte aziende, in mancanza di qualsiasi supporto bancario, si sono trovate a dover pagare tutto tramite cassa. Ma quando succede questo è inevitabile che arrivino delle cartelle esattoriali, come fai a pagare se non hai incassato i soldi del Tuo lavoro;
  • altro motivo è quello classico delle aziende che lavorano per lo Stato, emettono fatture che verranno pagate solo molto tempo dopo che Tu hai presentato le dichiarazioni;
  • ultimo motivo che crea un inevitabile accumulo di cartelle esattoriali è il fatto che la pressione fiscale supera tranquillamente il 50,00%.

Una ditta che ha un reddito di 40.000,00 euro arriva a pagare oltre 20.000,00 euro di tasse tra saldi 2018 e acconti 2019.

Basta fare i calcoli: una ditta riesce ad avere un reddito 40.000,00 e deve versare circa 22.000,00 euro di tasse gliene rimangono 18.000,00 che ha già speso per pagare il mutuo di casa e mantenere la famiglia...e le tasse con cosa le paga?

Non le paga ed arrivano le cartelle esattoriali.....semplice no?”

Pace fiscale senza avvisi bonari: una criticità da correggere

L’opinione di molti lettori è che la pace fiscale sia quindi una misura necessaria per aiutare chi, pur avendo dichiarato, non è riuscito a pagare le imposte dovute.

Ed era proprio questa una delle novità che il Governo aveva annunciato di inserire nel corso dell’iter di conversione del Decreto legge Fiscale 2019: la pace fiscale per gli avvisi bonari.

Purtroppo, per mere ragioni di costi, si sta facendo strada l’ipotesi proprio di esclusione degli avvisi bonari dall’operazione di pacificazione nei confronti dell’Erario.
Le novità ufficiali saranno note dopo il vaglio in Commissione degli emendamenti al Decreto n. 119/2018 e a seguito del voto di Camera e Senato al testo della legge di conversione.