Novità in arrivo per la fatturazione elettronica: le criticità

Le anticipazioni circa il decreto legato al PNRR approvato il 13 aprile in Consiglio dei Ministri confermano l'estensione dell’obbligo generalizzato della fatturazione elettronica ai soggetti fino ad ora esclusi, una buona notizia ma non mancano le criticità. Il commento.

Novità in arrivo per la fatturazione elettronica: le criticità

Una delle migliori novità messe in atto negli ultimi anni in ambito tributario è l’introduzione generalizzata della fatturazione elettronica da gennaio 2019.

Dopo una ritrosia iniziale è difficile trovare oggi imprenditore o professionista che vorrebbe tornare alla gestione documentale “analogica” ed anzi molti hanno auspicato a lungo un provvedimento che eliminasse le residue esclusioni per superare la gestione a doppio binario dei flussi documentali cartacei e digitali, ancora oggi in essere.

Novità in arrivo per la fatturazione elettronica

La bozza del decreto sul PNRR, approvato durante il Consiglio dei Ministri il 13 aprile, prevedeva appunto l’eliminazione pressoché totale di queste esclusioni dal prossimo 1° luglio 2022 e lasciava in essere solo quella relativa alle prestazioni sanitarie.

La versione definitiva del testo, non ancora resa pubblica, dovrebbe conservare una fascia di esenzione per i soggetti sotto una certa soglia di ricavi, o di fatturato, inizialmente indicata in 25.000 euro che secondo le ultime indiscrezioni si ridurrebbe a 20.000 euro.

L’introduzione della fatturazione elettronica avrebbe dovuto gradualmente rendere possibile lo snellimento della normativa in materia IVA ed anche l’eliminazione di una serie di adempimenti introdotti in precedenza quali strumenti di lotta all’evasione:

Niente di tutto questo è avvenuto e anche lo snellimento delle procedure che doveva parallelamente essere avviato da Legislatore e Agenzie Fiscali è stato nel mentre demandato ad un DdL delega sulla Riforma Fiscale che sembra rilevarsi sempre più una bandiera elettorale di questo o quel partito piuttosto che essere un vero strumento di rinnovamento e semplificazione.

L’aspetto positivo della semplificazione dei flussi documentali non può da solo essere elemento sufficiente per giustificare questo obbligo.

La fattura elettronica che doveva essere uno stimolo alla semplificazione normativa ha invece portato con sé paradossalmente un aumento degli adempimenti relativi alla imposta di bollo in fattura, con il nuovo adempimento della sua liquidazione periodica, e una sua successiva complicazione con l’introduzione di maggiori oneri di dettaglio quali nuovi Tipi Documento e Codici Natura.

Sono cresciuti, inoltre, anche i costi di gestione per molti che fino a ieri utilizzavano carta e penna per l’emissione documentale e hanno dovuto dotarsi di un software dedicato.

È vero, c’è la possibilità di emetterla utilizzando gli strumenti gratuiti dell’Agenzia delle Entrate ma i fruitori si contano a stento sulle dita di una mano.

Fatturazione elettronica estesa: le criticità

Ancor più proporzionalmente oneroso sarà per i contribuenti minori l’adeguamento in corso di esercizio a questi nuovi obblighi.

Perché non è ancora giunta l’ora di mantenere le promesse con l’abolizione tout court di reverse charge, split payment e LIPE? Ci si chiede.

E l’obbligo del bollo in fattura quando verrà abolito o quantomeno escluso sotto una certa soglia di importo annuo dovuto?

Quanto costa al contribuente ed allo stesso Erario la gestione di migliaia di F24 da pochi euro?

Commentando infine l’introduzione di un nuovo adempimento in corso di anno, chiaramente dovuto a motivi di gettito, seppur teorico, torna in mente l’articolo 4 dello Statuto del Contribuente.

Utilizzo del decreto-legge in materia tributaria

1. Non si può disporre con decreto-legge l’istituzione di nuovi tributi nè prevedere l’applicazione di tributi esistenti ad altre categorie di soggetti”.

Non si tratta di un nuovo tributo ma le motivazioni legate alla stima di un aumento di gettito derivanti dalla previsione in esame portano a questa riflessione, come pure alla constatazione che in presenza di una Autority Fiscale probabilmente non si discuterebbe di questo genere di misure perché il Decreto non sarebbe mai arrivato al tavolo del Consiglio dei Ministri. Ai lettori le ulteriori riflessioni del caso.

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