Fattura elettronica per i forfettari, verso l’estensione dell’obbligo da metà 2022

Fattura elettronica per i forfettari entro il secondo trimestre 2022, secondo i tempi previsti nell'ambito della Riforma dell'amministrazione fiscale prevista dal PNRR. L'estensione dell'obbligo è una delle possibili vie per il contrasto all'evasione, e l'ok dell'Europa spiana la strada al debutto della novità per le partite IVA.

Fattura elettronica per i forfettari, verso l'estensione dell'obbligo da metà 2022

La fattura elettronica per i forfettari si appresta a diventare obbligatoria dal 2022.

L’estensione dell’obbligo di fatturazione elettronica è una delle vie prospettate dal Ministero dell’Economia per il contrasto all’evasione fiscale, sulla quale la Commissione Europea ha già espresso parere positivo.

Se per ora per i forfettari resta libera la scelta di adottare o meno l’e-fattura, al MEF sono in corso le necessarie valutazioni sulle misure da attuare entro il secondo trimestre 2022 nel rispetto di quanto previsto dal PNRR.

Nella Relazione per orientare le azioni del Governo volte a ridurre l’evasione fiscale da omessa fatturazione, il MEF avanza una serie di proposte per raggiungere il “Traguardo M1C1-1033” previsto nell’ambito della riforma dell’Amministrazione fiscale, e tra queste merita un focus specifico l’estensione della fatturazione elettronica anche ai forfettari.

Fattura elettronica per i forfettari, verso l’estensione dell’obbligo da metà 2022

Entro il primo semestre 2022 dovrà essere raggiunto il Milestone M1C1-103, uno degli obiettivi specifici previsti nell’ambito della riforma dell’Amministrazione fiscale richiesta ai fini dell’accesso ai fondi del PNRR.

Si tratta dei primi adempimenti da espletare nel nuovo anno e, nel concreto, dovranno essere adottati ed entrare in vigore “atti di diritto primario e derivato”, regolamenti e procedure amministrative volti ad incoraggiare la tax compliance, migliorare gli audit e i controlli.

Lo si legge nelle schede di sintesi del Ministero dell’Economia allegate alla Relazione al Parlamento sull’attuazione del PNRR.

Delimitare ulteriormente il perimetro dei soggetti esonerati dall’obbligo di fatturazione elettronica è una delle possibili vie indicate dal MEF per il contrasto all’evasione in materia di IVA.

L’estensione dell’obbligo, già autorizzata dall’Europa, potrebbe quindi rientrare tra le misure necessarie all’attuazione del PNRR, seguendo le linee guida tracciate nella Relazione del MEF.

Di definito non c’è ancora nulla. Quel che appare certo è però che il 2022 sarà un anno ricco di novità sul fronte fiscale, necessarie all’Italia ai fini dell’accesso alle risorse del programma Next Generation EU.

Secondo quanto indicato dal Ministero, lasciare fuori dalla fatturazione elettronica i titolari di partita IVA in regime forfettario limita fortemente lo svolgimento delle attività di analisi del rischio evasione.

Sono 1,8 milioni i soggetti che applicano l’imposta sostitutiva del 15 per cento (dato relativo al 2019), e:

“la mancanza delle informazioni relative alle operazioni attive dagli stessi effettuati produce un vulnus alle esigenze di completezza delle basi dati e limita l’attivazione di iniziative volte a stimolare la compliance.”

Questo è quanto si legge nel documento messo a punto dal Ministero dell’Economia per orientare il Governo nella scelta delle vie da percorrere nell’ambito della riforma del Fisco richiesta dal PNRR.

L’obiettivo principale resta quello di ridurre il gap in materia di IVA; dall’avvio dell’obbligo di fatturazione elettronica tra privati, a decorrere dal 1° gennaio 2019, il recupero del gettito IVA è stato pari al 2,4 per cento, rispetto al 2018, per un importo pari a circa 3,5 miliardi di euro. Numeri positivi, e che potrebbero aumentare ulteriormente restringendo la platea dei soggetti esonerati.

A livello operativo però nulla è ancora stato definito e, in ogni caso, al Governo spetterà “ritoccare” quanto previsto dal decreto legislativo n. 127/2015.

Ministero dell’Economia e delle Finanze - Relazione del 20 dicembre 2021
Relazione per orientare le azioni di governo volte a ridurre l’evasione fiscale derivante da omessa fatturazione

Fattura elettronica ancora non obbligatoria per i forfettari: si attendono novità nel 2022

Rivedere le regole relative all’e-fattura è solo una delle possibilità indicate nella Relazione del MEF in merito alle misure volte a ridurre l’evasione da omessa fatturazione.

Tra le proposte avanzate al Parlamento vi è l’introduzione di una nuova comunicazione relativa ai dati dei pagamenti elettronici, così come il potenziamento dei controlli preventivi e delle lettere di compliance, e anche un riordino delle attività di analisi del rischio.

Un set variegato di misure in campo, sulle quali l’ultima parola spetterà al Legislatore.

Così sarà anche in merito alla fatturazione elettronica per i forfettari, per la cui estensione a decorrere dal 2022 serve l’adozione di una norma ad hoc, che elimini l’esonero previsto dall’articolo 1, comma 3 del decreto legislativo n. 127/2015 e riconosciuto ai:

“soggetti passivi che rientrano nel cosiddetto regime di vantaggio di cui all’articolo 27, commi 1 e 2, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, e quelli che applicano il regime forfettario di cui all’articolo 1, commi da 54 a 89, della legge 23 dicembre 2014, n. 190. Sono altresì esonerati dalle predette disposizioni i soggetti passivi che hanno esercitato l’opzione di cui agli articoli 1 e 2 della legge 16 dicembre 1991, n. 398, e che nel periodo d’imposta precedente hanno conseguito dall’esercizio di attività commerciali proventi per un importo non superiore a euro 65.000; tali soggetti, se nel periodo d’imposta precedente hanno conseguito dall’esercizio di attività commerciali proventi per un importo superiore a euro 65.000, assicurano che la fattura sia emessa per loro conto dal cessionario o committente soggetto passivo d’imposta.”

Si sottolinea che per ora nessuna novità è stata introdotta, né dal Decreto Fiscale né dalla Legge di Bilancio 2022.

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