Navigator al fianco dei centri per l’impiego: quanto manca all’operatività?

Rosy D’Elia - Lavoro

Navigator al fianco dei centri per l'impiego, firmate le convenzioni tra ANPAL e Regioni. Quanto manca all'operatività? La tabella di marcia con i tempi previsti per l'operatività, i ruoli e le responsabilità condivise per raggiungere l'obiettivo più ambizioso del reddito di cittadinanza: trovare lavoro ai beneficiari.

Navigator al fianco dei centri per l'impiego: quanto manca all'operatività?

Navigator al fianco dei centri per l’impiego: quanto manca all’operatività? Il sistema entrerà a regime con il debutto delle nuove figure professionali, a metà agosto. Ieri, 17 luglio, nella sede del Ministero dello Sviluppo Economico a Roma ANPAL, Agenzia Nazionale Politiche Attive del Lavoro, e 16 regioni italiane hanno firmato i testi delle convenzioni per dare forma concreta a questa sinergia. Da Lombardia, Abruzzo e Campania ancora qualche resistenza.

Sempre nel cuore dell’estate partiranno le prime convocazioni per i patti per il lavoro: in questo modo prende vita la seconda parte delle filiera del reddito di cittadinanza a cui è affidato il compito più difficile e più delicato, ricollocare i beneficiari nel mondo del lavoro.

Se si prendono come riferimento i dati sulle richieste del sussidio e dei posti disponibili pubblicati dal portale Excelsior, di ANPAL e Unioncamere, certamente da leggere come stime di massima, l’incontro tra domanda e offerta è una sfida non facile: sono 427.690 le opportunità di lavoro previste a luglio e oltre 1.250.000 le richieste di reddito di cittadinanza. Anche se non saranno accolte tutte, il numero delle domande per il sussidio è un termometro della condizione sociale e lavorativa di un’ampia fetta di cittadini.

Per raggiungere l’obiettivo ambizioso che si prefigge il reddito di cittadinanza, in tutta Italia stanno prendendo vita delle task force: il fulcro del sistema è nei centri per l’impiego intorno al quale dovranno gravitare le figure satellite dei navigator per intercettare le opportunità lavorative per i beneficiari del reddito di cittadinanza.

Navigator e centri per l’impiego, firmate le convenzioni tra ANPAL e 16 regioni: quanto manca all’operatività?

Mimmo Parisi, presidente ANPAL, e Claudio Cominardi, sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, hanno espresso grande soddisfazione per la firma delle convenzioni con le Regioni il 17 luglio a Roma.

Tutto è pronto per l’operatività. La tabella di marcia per i 2.980 navigator è stata scandita da ANPAL nelle scorse settimane:

  • dal 19 al 24 luglio firmeranno i contratti collaborazione coordinata e continuativa fino al 30 aprile 2021, per un compenso lordo annuo ammonta di 27.338,76 euro, a cui si aggiungono circa euro 300,00 euro lordi di rimborso forfettario;
  • tra fine luglio e inizio agosto parteciperanno alle giornate di orientamento a Cagliari, Roma e Palermo;
  • nelle prime due settimane di agosto seguiranno la formazione;
  • da metà agosto in poi saranno operativi al fianco dei CPI e pronti a dare supporto ai beneficiari che sottoscrivono i patti per il lavoro.

Si apre, così, la seconda fase del reddito di cittadinanza
Come si legge nella nota diffusa da ANPAL, entusiasta anche la coordinatrice della Commissione Lavoro alla Conferenza delle Regioni Cristina Grieco:

“Un accordo realizzato nel rispetto dei ruoli e delle competenze di ciascuno e reso possibile dalla condivisione delle finalità. Oggi si pone un tassello importante per il piano di rafforzamento dei CPI”.

Navigator e centri per l’impiego, a un passo dall’operatività tra ruoli e responsabilità condivise

Trovare l’equilibrio tra centri per l’impiego e navigator, tra competenze e risorse, ruoli e responsabilità da condividere ha richiesto un percorso lungo. Le figure professionali selezionate con il bando ANPAL sono 2.980: in principio si era parlato della necessità di avere 6.000 attori sul territorio per una ricerca del lavoro efficace al fianco dei beneficiari.

Ma in un braccio di ferro tra governi e regioni, che si è concluso a marzo, gli enti territoriali hanno raggiunto l’accordo sperato: il numero dei navigator si è dimezzato e sono cresciute le risorse da destinare al potenziamento strutturale dei centri per l’impiego, partendo dalla possibilità di procedere con nuove assunzioni a tempo indeterminato.

Nella nota del 17 luglio con cui il Ministero del Lavoro ha diffuso la notizia dell’ok definitivo al lavoro congiunto, si legge:

“Le convenzioni stipulate tra ANPAL Servizi Spa e le Regioni arrivano a poco più di due settimane dalla firma del Decreto con il quale il Ministro Di Maio aveva stabilito il riparto dei fondi per il potenziamento infrastrutturale dei Centri per l’Impiego e il finanziamento di oltre 800 milioni di euro alle Regioni per ammodernare, ampliare e rendere funzionali i servizi per il lavoro”.

Con il reddito di cittadinanza, i centri per l’impiego colgono l’occasione per potenziarsi. Nei mesi in cui è stato discusso l’impianto su cui costruire il nuovo sussidi si è parlato spesso dei limiti e delle inefficienze delle strutture territoriali di supporto alla ricerca del lavoro.

Lo stesso ex presidente ANPAL, Maurizio Del Conte, sottolineava numerosi elementi negativi nel sistema organizzativo e intervistato da Milena Gabanelli lo scorso dicembre affermava:

“In alcuni centri per l’impiego, che non sono ancora digitalizzati, non siamo tanto lontani dall’idea della carriola di carta”.

Rispetto alla primissima stesura del Decreto Legge numero 4 del 2019 in cui è stato definito, elemento per elemento, il sistema del reddito di cittadinanza il ruolo dei centri per l’impiego è stato diluito, ma resta centrale: la gestione dei Patti per il Lavoro, l’aggregazione dei navigator, i rapporti con gli attori in campo passano dagli uffici territoriali.

La divisone dei ruoli tra le strutture territoriali e le nuove figure professionali non è ancora chiarissima, ma più volte ANPAL ha definito il navigator come la figura centrale “selezionata e formata per supportarne i servizi e per integrarsi nel nuovo contesto caratterizzato dall’introduzione del Reddito di Cittadinanza, per il quale l’obiettivo è di assicurare assistenza tecnica ai CPI, valorizzando le politiche attive regionali, anche in una logica di case management da integrare e da implementare con le metodologie e tecniche innovative che saranno adottate per il reddito di cittadinanza”.

Ormai manca davvero poco all’operatività, solo le prime azioni congiunte potranno chiarire come si declinerà nella pratica questa sinergia.

Ricollocare i beneficiari della nuova misura di sostegno, nonostante il supporto dei navigator e l’iniezione di risorse economiche, per i centri per l’impiego di tutta Italia sarà una sfida ambiziosa e un banco di prova che va oltre il reddito di cittadinanza.

Questo sito contribuisce all'audience di Logo money.it