Modello 730 e visto di conformità: istruzioni per CAF e professionisti in caso di errori

Federica Battiato - Dichiarazione dei redditi

L'assistenza fiscale nell'invio della dichiarazione dei redditi attribuisce a CAF e professionisti abilitati specifiche responsabilità in caso di errori. L'Agenzia delle Entrate chiarisce come è possibile correggerli e quali sono le sanzioni previste

Modello 730 e visto di conformità: istruzioni per CAF e professionisti in caso di errori

Il rilascio del visto di conformità nelle attività di assistenza fiscale comporta specifiche responsabilità per i Centri di Assistenza Fiscale (CAF), i Responsabili dell’Assistenza fiscale (RAF) e i professionisti abilitati.

Il visto di conformità serve ad attestare la corrispondenza della dichiarazione dei redditi ai documenti presentati dal contribuente e alle regole fiscali previste, ma in caso di errori è prevista una sanzione per i professionisti che se ne occupano.

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato la guida “Tutte le agevolazioni della dichiarazione 2026”, in cui fornisce indicazioni sui benefici fiscali legati alla dichiarazione dei redditi, soffermandosi sul visto di conformità e su responsabilità e adempimenti per chi svolge l’assistenza fiscale.

Visto infedele: gli errori nel modello 730 espongono CAF e professionisti alle sanzioni

L’articolo 39 del decreto legislativo n. 241/1997 e le successive modificazioni (decreto-legge n. 4/2019 e legge n. 26/2019) prevedono che CAF, RAF e professionisti abilitati debbano pagare una sanzione pari al 30 per cento delle imposte non versate, calcolata sulla differenza emersa tra quanto dichiarato e quanto effettivamente dovuto.

La sanzione si applica in caso di conformità infedele, quindi di errori nel modello 730, a meno che non siano stati determinati dal comportamento del contribuente.

Le sanzioni si basano sul fatto che, secondo la normativa, i professionisti sono tenuti ad effettuare specifici controlli sui documenti, come la verifica di detrazioni e crediti d’imposta spettanti (restano escluse da tale responsabilità le informazioni autocertificate dal contribuente o gli elementi reddituali non soggetti al controllo diretto del professionista).

La sanzione può essere ridotta attraverso la correzione della dichiarazione, come stabilito dall’art. 13 del decreto legislativo n. 472 del 1997, che disciplina i vari casi di ravvedimento.

Dichiarazione rettificativa: come correggere gli errori nel 730

Se si riscontrano errori dopo l’invio della dichiarazione, il CAF o il professionista è tenuto ad avvisare il contribuente in modo da procedere con la trasmissione di una dichiarazione rettificativa, utilizzando il modello 730 relativo al periodo d’imposta da rettificare.

Non c’è possibilità di rettifica se l’infedeltà del visto è già stata contestata tramite apposita comunicazione dell’Agenzia delle Entrate.

Sulla base della data di invio, la dichiarazione rettificativa:

  • segue le modalità ordinarie di rettifica se mantiene lo stesso sostituto d’imposta e si trasmette entro il 10 novembre dell’anno successivo all’anno d’imposta a cui si riferiscono i dati da correggere; se varia il sostituto d’imposta la dichiarazione va classificata come “730 senza sostituto”;
  • va classificata sempre come “730 senza sostituto”, se si invia dopo il 10 novembre dell’anno successivo all’anno d’imposta da correggere.

Nel caso in cui il contribuente non voglia presentare una nuova dichiarazione, il CAF e i professionisti possono comunicare all’Agenzia delle Entrate i dati corretti, sempre che gli errori non siano stati già contestati.

In questo caso, basterà dimostrare di aver informato il contribuente per iscritto (ad esempio tramite raccomandata), indipendentemente dal fatto che abbia rifiutato o non abbia risposto.

Responsabilità e sanzioni: le conseguenze in caso di infedeltà

Sia quando viene presentata una dichiarazione rettificativa sia quando il CAF o il professionista inviano i dati corretti, la loro responsabilità riguarda soltanto il pagamento della sanzione pari al 30 per cento delle imposte che risultano non versate a seguito dei controlli fiscali, mentre imposte e interessi restano a carico del contribuente.

Se si riscontrano altri errori non corretti tramite il 730 rettificativo, si deve però tenere conto degli importi già versati con il pagamento delle imposte, degli interessi e della sanzione da parte dei professionisti.

CAF e professionisti non sono chiamati a rispondere di eventuali errori soltanto se il contribuente decide di correggere gli errori autonomamente tramite una dichiarazione integrativa con il modello Redditi PF.

Tutte le agevolazioni della dichiarazione 2026 - Agenzia delle Entrate
Testo completo della guida sui benefici fiscali fruibili con la dichiarazione dei redditi