Il maggior credito da controllo automatizzato si rigenera tramite il quadro RX

Salvatore Cuomo - Dichiarazione dei redditi

La gestione dei crediti d'imposta emersi a seguito di un controllo automatizzato ex art. 36-bis del D.P.R. n. 600/73 rappresenta da sempre uno snodo operativo delicato per i professionisti del settore fiscale

Il maggior credito da controllo automatizzato si rigenera tramite il quadro RX

Quando l’Agenzia delle Entrate riconosce la legittimità di un maggior credito relativo ad anni pregressi, in questo periodo specificatamente per l’anno d’imposta 2023, e tale esito viene formalizzato tramite il canale di assistenza telematica CIVIS si pone il problema di come rimettere in circolo questa somma.

Il dubbio che spesso assilla gli intermediari fiscali è di natura procedurale: è necessario presentare una dichiarazione integrativa a favore o si può procedere direttamente nel modello dichiarativo corrente?

In questo articolo vogliamo dare una risposta pratica risolutiva a tale assillante dilemma, che si sovrappone alle altre incombenze di studio tipiche del periodo, trattando il caso di studio di un maggior credito IRPEF 2023 rilevato da un controllo automatizzato ex art. 36bis del Modello Redditi 2024 e confermato in questi giorni tramite il canale CIVIS.

Il principio di alternatività: CIVIS esclude l’integrativa

Il primo punto fermo da tracciare riguarda l’inutilità della dichiarazione integrativa in quanto la prassi e le istruzioni ministeriali chiariscono che l’istanza CIVIS una volta accolta con esito positivo dall’Ufficio costituisce un titolo definitivo di riconoscimento del credito.

La dichiarazione integrativa serve al contribuente per correggere autonomamente i propri errori mentre nel caso in esame l’errore è già stato intercettato analizzato e sanato dall’Amministrazione Finanziaria.

Di conseguenza i sistemi dell’Anagrafe Tributaria risultano già correttamente allineati e forzare l’invio di una dichiarazione integrativa per l’anno 2023 si tradurrebbe in una ridondanza procedurale inutile e talvolta dannosa per la fluidità dei flussi telematici.

La “rigenerazione” nel Modello Redditi 2026

Esclusa la via dell’integrativa il maggior credito 2023 non può comunque essere utilizzato liberamente in F24 senza una formale evidenza dichiarativa ed a tal fine viene incontro il veicolo logico deputato a questa funzione frutto peraltro di una prassi mai formalizzata ma che da anni è risolutiva del problema ovvero in questo caso il Quadro RX del Modello REDDITI 2026 relativo all’anno d’imposta 2025.

I professionisti dovranno compilare il Modello Redditi 2026, attenendosi alle seguente regole di dettaglio: si riporta l’esatto importo monetario convalidato dall’Agenzia delle Entrate indicato nella documentazione afferente della pratica CIVIS nella casella relativa al credito dell’anno precedente del quadro RN eventualmente sommato al credito proveniente dal Modello Redditi 2025 presentato per l’anno 2024

Sotto il profilo del flusso software il maggior valore indicato confluirà direttamente nella liquidazione delle imposte per l’anno 2025 diminuendo così il debito a saldo per l’anno 2025 o confluendo nella sezione II del Quadro RX della medesima dichiarazione, tornando pienamente disponibile per la compensazione in F24 sia orizzontale che verticale o per un’eventuale richiesta di rimborso ordinario.

A tal proposito è eloquente quanto riportato a pagina 163 del fascicolo 1 delle istruzioni del Modello Redditi 2026 in merito alla compilazione della sezione II del quadro RX.

“SEZIONE II –- Crediti ed eccedenze risultanti dalle precedenti dichiarazioni La presente sezione accoglie la gestione di eccedenze e crediti del precedente periodo d’imposta che non possono confluire nel quadro corrispondente a quello di provenienza, al fine di consentirne l’utilizzo con l’indicazione degli stessi nella presente dichiarazione.
La compilazione della presente sezione può avvenire nei seguenti casi: …
3. presenza di eccedenze di versamento rilevate dal contribuente dopo la presentazione del modello REDDITI 2024 e/o comunicate dall’Agenzia delle Entrate a seguito di liquidazione della dichiarazione a condizione che esso non possa essere riportato nello specifico quadro a cui l’eccedenza d’imposta afferisce ovvero nella sez. I del quadro RX.”

Analoga indicazione la si riscontra alla pagina 259 delle istruzioni del Modello Redditi SC2026, alla pagina 210 delle istruzioni del Modello Redditi SP2026 ed anche, passando alle imposte indirette, alla pagina 43 delle istruzioni del quadro VL della Dichiarazione IVA 2026.

Quando il Modello non va integrato

L’automatismo del Quadro RX si interrompe qualora il contribuente in sede di definizione della pratica sul portale CIVIS abbia espressamente optato per il rimborso monetario diretto sul proprio conto corrente.

In questa specifica ipotesi il credito viene liquidato direttamente dall’Amministrazione Finanziaria. L’esposizione della somma nel Modello Redditi 2026 comporterebbe una duplicazione della posta attiva, esponendo il contribuente al rischio di un utilizzo indebito del credito e alle relative sanzioni.

Potrà accadere che per l’anno 2025 venga notificato un avviso bonario per il mancato allineamento del maggior credito ma nella prassi verificata in molteplici casi pratici sia propri che di diversi colleghi basta l’apertura di una seconda pratica CIVIS, comunicando che il maggior credito precedente indicato deriva dalla conferma di quanto emerso dall’avviso relativo al 2023 per riallineare in via definitiva le risultanze dell’Anagrafe con quelle della Contabilità.

Al fine di prevenire contestazioni e ottimizzare la gestione del rischio dello studio è consigliabile implementare una rigida checklist interna prima dell’invio del Modello Redditi 2026:

  • verifica della documentazione: per accertarsi che la ricevuta telematica CIVIS rechi la dicitura di chiusura regolare e definitiva.
  • ispezione del cassetto fiscale: per verificare che l’Ufficio non abbia già operato compensazioni d’ufficio con ruoli pregressi;
  • puntualità al centesimo, controllando il tracciato record del software per garantire la perfetta coincidenza matematica tra il Quadro RX e la ricevuta dell’Ufficio.

L’attenzione a questi dettagli operativi permette di sfruttare appieno la semplificazione concessa dal canale CIVIS, arricchito recentemente di nuove funzionalità, tutelando la liquidità del cliente ed evitando laboriosi contenziosi post dichiarativi.

L’impatto del visto di conformità sulla rigenerazione del credito

Un ultimo fondamentale tassello riguarda l’eventuale superamento delle soglie previste per la compensazione libera dei crediti d’imposta dei 5.000 euro annui.

Quando il maggior credito 2023 rigenerato fa lievitare l’ammontare complessivo dei crediti compensabili nel Quadro RX oltre tale limite, scatta l’obbligo di apposizione del visto di conformità sul Modello Redditi 2026.

Sotto il profilo operativo il professionista deve prestare massima attenzione a due aspetti cruciali:

  • natura del credito e responsabilità: anche se il credito originario del 2023 è stato formalmente validato dall’Agenzia delle Entrate tramite CIVIS il visto apposto sul Modello Redditi 2026 certifica la regolare tenuta delle scritture contabili e la corrispondenza dei dati esposti nella dichiarazione corrente in modo tale che il professionista non risponda della legittimità del credito a monte già asseverata dall’Ufficio, ma garantisca il corretto transito e liquidazione dello stesso nel quadro RX;
  • monitoraggio della soglia cumulata: la soglia dei 5.000 euro non si calcola sul singolo rigo del Quadro DI ma sul saldo finale del credito d’imposta esposto nel Quadro RX, che somma il credito rigenerato con l’eventuale credito maturato nel corso dell’anno d’imposta 2025.

Superato questo tetto l’utilizzo in compensazione orizzontale tramite modello F24 del credito eccedente potrà avvenire solo a partire dal decimo giorno successivo a quello di avvenuta presentazione della dichiarazione munita di visto.

L’omessa apposizione del visto o l’utilizzo del credito prima dei termini normativi comporterà lo scarto automatico del modello F24 da parte dei canali telematici dell’Agenzia delle Entrate, costringendo lo studio a ulteriori procedure di regolarizzazione.