Lavoro e donne, l’emergenza Covid costa cara per l’occupazione, ma anche per la salute

Rosy D’Elia - Lavoro

Lavoro e donne, l'emergenza Covid costa cara non solo in termini di occupazione, ma anche di salute. 70 denunce di contagi in ambito lavorativo su 100 riguardano lavoratrici. A fornire i dati è l'INAIL con il report tutto al femminile redatto in occasione della festa della donna.

Lavoro e donne, l'emergenza Covid costa cara per l'occupazione, ma anche per la salute

Lavoro e donne, l’emergenza Covid costa cara: ogni 100 contagi professionali, 70 riguardano le lavoratrici.

Dopo i dati Istat di febbraio sul calo vertiginoso dell’occupazione femminile che si è registrato a dicembre 2020, a indicare il prezzo alto della crisi epidemiologica è l’INAIL con il report redatto in occasione della giornata internazionale della donna e pubblicato il 2 marzo.

Numero dopo numero, il quadro che emerge è tutt’altro che rassicurante. Il coronavirus ha alzato l’asticella della difficoltà: le donne fanno più fatica a restare nel mondo del lavoro e risultano più esposte anche ai rischi per la salute.

Lavoro e donne, l’emergenza Covid costa cara per l’occupazione, ma anche per la salute

Dopo un anno dalle prime zone rosse, arrivano una serie di bilanci sul costo della pandemia in termini economici e sociali.

Da più fronti emerge un dato: sul lavoro le donne stanno pagando gli effetti della crisi epidemiologica a caro prezzo.

Alla data del 31 gennaio del 2021, su 147.875 denunce presentate all’Inail, infatti, ben 102.942 sono femminili. La distribuzione sul territorio non presenta grandi sorprese: i numeri più alti si registrano nelle regioni con il più alto numero di contagiati.

Di seguito le prime quattro.

Regioni Donne che hanno contratto il Covid sul lavoro
Lombardia 28,3 per cento
Piemonte 15,4 per cento
Veneto 11,1 per cento
Emilia Romagna 8,5 per cento

Diversa la situazione delle vittime, sottolinea l’INAIL nel Dossier Donne 2021:

“Dei 461 decessi registrati al 31 gennaio 2021, 79 sono femminili ossia, in termini relativi, il 17,1% dei casi. Il dato degli infortuni mortali sul lavoro nel complesso rispecchia la prevalenza di vittime tra gli uomini rispetto alle donne (sotto il 10% la quota femminile)”.

INAIL - Dossier donne 2021
Il Dossier donne 2021 redatto dall’INAIL in occasione della giornata internazionale dell’8 marzo.

Lavoro e donne, perché l’emergenza Covid costa cara?

Resta un dato importante: in totale il 70 per cento dei contagi Covid sul lavoro riguarda le donne.

È una cifra significativa già in termini assoluti, che lo diventa ancor di più se si confronta con l’andamento generale degli infortuni sul lavoro: su 100 di solito solo 36 riguardano le donne. Nel caso dell’emergenza coronavirus il valore risulta quasi esattamente raddoppiato.

L’età media delle donne che hanno contratto il coronavirus sul posto di lavoro è di 46 anni e, prevedibilmente, sono le infermiere le più colpite: l’81,1% dei casi della categoria.

In generale le lavoratrici impegnate in ospedali, case di cura e di riposo, istituti, cliniche, policlinici universitari e residenze per anziani e disabili rappresentano il 71,7% di casi.

È un dato certamente prevedibile. Ma che fa riflettere: secondo i dati forniti dal bilancio di genere del 2020 pubblicato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, il 39,6 per cento delle donne risulta occupato nel commercio, nella sanità e assistenza sociale e nell’istruzione.

Ritorna alla memoria, poi, un’altra cifra recente: a dicembre 2020 il calo dell’occupazione ha riguardato quasi solo esclusivamente le donne, in totale 99 mila su un totale di 101 mila persone interessate.

I dati che riguardano occupazione e salute sul lavoro sembrano slegati ma hanno un comune denominatore.

Nell’audizione presso la Commissione pubblico e privato alla Camera dei deputati del 26 febbraio 2020, l’Istat segnalava:

“L’11,1% delle donne che ha avuto almeno un figlio nella vita non ha mai lavorato per prendersi cura dei figli, un valore decisamente superiore alla media europea (3,7%). Nel Mezzogiorno si arriva a una donna su cinque In questa stessa area del Paese si registra anche la quota più alta di donne che dichiarano di non lavorare anche per altri motivi (12,1% rispetto al 6,3% della media italiana e al 4,2% della media europea)”.

In questo scenario l’emergenza coronavirus ha imposto una serie di restrizioni che hanno avuto un forte impatto sulla conciliazione vita-lavoro proprio per le donne, come la chiusura delle scuole e la necessità di dedicarsi costantemente ai figli.

Prendersi cura è un ruolo che spetta alle donne, fuori e dentro le mura domestiche. Ed è un ruolo che le donne pagano a caro prezzo, ancor di più in questo momento di emergenza, sia nei casi in cui esclude dal mondo del lavoro sia nei casi in cui include, come dimostrano i dati INAIL sui contagi Covid in ambito professionale.

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