ISEE 2026 più alto del previsto? Lo sconto sulla prima casa non è per tutti

Anna Maria D’Andrea - Modello Isee

ISEE 2026 più alto rispetto alle attese, il calcolo si complica: pesa la doppia franchigia sulla prima casa e lo sconto potenziato solo per cinque specifiche prestazioni

ISEE 2026 più alto del previsto? Lo sconto sulla prima casa non è per tutti

Dal 2026 l’ISEE accoglie l’aumento della franchigia sulla prima casa.

L’importo standard della quota che viene scontata dal valore IMU della casa di abitazione, pari a 52.500 euro, sale notevolmente ed è pari a 91.500 euro, ulteriormente innalzato a 120.000 euro per chi vive nelle grandi città.

La novità impatta sul calcolo dell’ISEE, ma attenzione: non si applica in tutti i casi e ai fini della generalità delle agevolazioni subordinate alla prova dei mezzi, ma solo per cinque specifiche prestazioni.

ISEE 2026, la franchigia sulla prima casa incide sul calcolo solo per 5 prestazioni

L’impatto della revisione delle regole ISEE introdotta dalla Legge di Bilancio 2026 continua a suscitare dubbi e, anche dopo l’aggiornamento dei modelli di DSU da parte del Ministero del Lavoro, e dell’adozione degli stessi da parte dell’INPS nelle procedure di calcolo, sono ancora molti i quesiti posti dai cittadini.

Il motivo è legato all’impatto solo parziale delle novità: tutto l’impianto delle modifiche introdotte dalla Manovra ha infatti portata limitata, e si applica solo per cinque specifiche agevolazioni.

Così è per quel che riguarda l’aumento della franchigia relativa alla prima casa: il valore ordinario di 52.500 euro sale a 91.500 euro, e a 120.000 euro per chi risiede nelle grandi città, solo ai fini dell’accesso alle seguenti misure:

  • l’assegno di inclusione (ADI);
  • il supporto formazione lavoro (SFL);
  • l’assegno unico;
  • il bonus asilo nido;
  • il bonus nuovi nati.

Sempre per le agevolazioni sopra elencate, la franchigia sulla prima aumenta ulteriormente di 2.500 euro per ogni figlio convivente successivo al primo.

AgevolazioneFranchigia Casa ApplicataValore ISEE Risultante
ADI, SFL, Assegno Unico, Nido, Nuovi Nati 91.500 € / 120.000 € Più basso (Agevolato)
Mensa, Bonus Bollette, Tasse Universitarie, etc. 52.500 € (Standard) Più alto (Ordinario)

ISEE 2026, calcolo doppio

La modifica delle regole di calcolo dell’ISEE ha quindi un impatto parziale, con la conseguenza che fuori dal perimetro dei bonus a sostegno della genitorialità e delle misure per l’inclusione lavorativa, le procedure non sono cambiate.

Cosa significa nella pratica?

L’ISEE 2026 segue un doppio binario:

  • l’ISEE per specifiche prestazioni e per l’inclusione è quello che beneficia dello sconto sulla prima casa fino a 91.500 euro (o 120.000 euro nelle grandi città). È il valore da guardare esclusivamente per Assegno Unico, Bonus Nido, Bonus Nuovi Nati, ADI e SFL;
  • l’ISEE “Ordinario”: rimane ancorato alla vecchia franchigia di 52.500 euro. È questo il valore che continuerà a pesare per la maggior parte dei servizi locali e nazionali (scuola, università, tariffe sociali).

Nella pratica, l’attestazione rilasciata dall’INPS dopo la compilazione della DSU evidenzierà un calcolo differenziato.

Sarà riportato il valore ordinario, quello da considerare per la generalità delle agevolazioni per le quali è necessario presentare l’ISEE e, in parallelo, l’importo più basso da considerare per l’accesso alle cinque specifiche prestazioni per famiglia e inclusione.

Nessun errore di calcolo dell’ISEE: sistemi INPS già aggiornati

Chi si trova a fare i conti con un ISEE più alto del previsto, è quindi molto probabilmente stato “colto in inganno” dagli annunci che hanno accompagnato le modifiche alle regole di calcolo. La portata delle novità è, come visto, solo parziale.

Non c’è un errore nei sistemi informativi e non ci sono ritardi tecnici: l’INPS ha già recepito le novità della Manovra. La confusione dei contribuenti nasce dal fatto che la Legge di Bilancio 2026 non ha previsto una riforma universale, ma ha creato una “corsia preferenziale” solo per cinque misure.

L’ISEE diventa quindi più flessibile nel 2026, creando un “modello ibrido” in cui coesistono vecchie e nuove regole di calcolo.

Una scelta politica chiara, fatta dal Governo e validata dal Parlamento con l’approvazione della Manovra di Bilancio, per potenziare indirettamente il sistema delle agevolazioni esclusivamente in favore delle famiglie con figli e per potenziare gli strumenti per l’inclusione lavorativa.

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