Riforma fiscale 2021: quando entrerà in vigore?

Rosy D’Elia - Fisco

Dal catasto all'IRPEF, come funziona la riforma fiscale 2021? I tempi per mettere in pratica le novità. L'approvazione della legge delega in Consiglio dei Ministri il 5 ottobre 2021 è solo il primo passo, la revisione del sistema di tassazione è ancora da scrivere nel dettaglio e il lavoro si svolgerà in 18 mesi.

Riforma fiscale 2021: quando entrerà in vigore?

Come funziona la riforma fiscale 2021, dal catasto all’IRPEF: una panoramica sui tempi di attuazione delle novità, ancora tutta da scrivere nel dettaglio.

L’approvazione della legge delega nel Consiglio dei Ministri del 5 ottobre rappresenta la posa della prima pietra, ma tutti i punti che derivano dal documento redatto dalle Commissioni Finanze di Camera e Senato saranno messi in pratica 18 mesi successivi all’entrata in vigore del testo con i decreti legislativi attuativi.

Appare, quindi, prematuro stabilire quando i contribuenti si renderanno conto effettivamente delle modifiche introdotte, ma è possibile fare delle previsioni. Al momento si ha solo una scala di priorità che vede in cima la riduzione del cuneo fiscale e una data certa per la riforma del catasto.

Dal 2026 oltre alla rendita catastale a ogni unità immobiliare dovrà essere attribuito anche un valore patrimoniale e una rendita attualizzata relativamente ai valori di mercato. Ma nessuno pagherà di più o di meno, ha assicurato il Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Draghi più volte.

Dal catasto all’IRPEF, come funziona la riforma fiscale 2021? I tempi per mettere in pratica le novità

Per comprendere i tempi e i meccanismi alla base della riforma fiscale 2021 è necessario far riferimento all’articolo 76 della Costituzione.

“L’esercizio della funzione legislativa non può essere delegato al Governo, se non con determinazione di principi e criteri direttivi e soltanto per tempo limitato e per oggetti definiti”.

Ed è proprio il caso della revisione del sistema di tassazione: i principio e i criteri direttivi hanno le loro origini nel documento del 30 giugno redatto dalle Commissioni Finanze di Camera e Senato e prendono forma nell’articolo 1 della legge delega approvata in Consiglio dei Ministri che detta anche i tempi da rispettare.

I principi fondamentali sono quattro:

  • stimolo alla crescita economica attraverso l’aumento dell’efficienza della struttura delle imposte e la riduzione del cuneo fiscale;
  • razionalizzazione e semplificazione del sistema anche attraverso la riduzione degli adempimenti a carico dei contribuenti e l’eliminazione di micro-tributi;
  • salvaguardia del principio costituzionale della progressività del sistema tributario;
  • riduzione dell’evasione e dell’elusione fiscali.

Dalla data in vigore della legge delega il Governo avrà a disposizione 18 mesi per mettere in pratica la riforma fiscale tramite uno o più decreti legislativi.

Riforma fiscale 2021I tempi
Approvazione della legge delega in Consiglio dei Ministri 5 ottobre 2021
Approvazione della legge delega in Parlamento Entro il 31 dicembre 2021
Emanazione dei decreti legislativi attuativi Entro 18 mesi dalla data di entrata in vigore della legge delega

Dal catasto all’IRPEF, come funziona la riforma fiscale 2021? I decreti legislativi entro 18 mesi

Ottenuto l’ok in Consiglio dei Ministri, il testo dopo l’autorizzazione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella dovrà essere presentato in Parlamento per l’approvazione.

Entrambe le Camere dovranno dare il loro via libera sulla legge delega: viene così affidata ufficialmente al Governo la funzione legislativa. Quella fiscale è una delle riforme di accompagnamento previste dal PNRR, Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

La data entro la quale è necessario avviare la macchina che deve dare vita alla revisione del sistema di tassazione è fissata al 31 dicembre 2021.

I lavori, come ha sottolineato lo stesso Mario Draghi in più occasioni, sono solo all’inizio. Ma non mancano i punti fermi:

  • modifiche del sistema nazionale della riscossione;
  • revisione del sistema di imposizione personale sui redditi;
  • revisione dell’IRES e della tassazione del reddito di impresa;
  • razionalizzazione dell’imposta sul valore aggiunto e di altre imposte indirette;
  • graduale superamento dell’IRAP;
  • modernizzazione degli strumenti di mappatura degli immobili e revisione del catasto fabbricati;
  • revisione delle addizionali comunali e regionali all’IRPEF;
  • codificazione in materia tributaria dopo l’attuazione della riforma.

Sono queste le novità che dovranno essere definite in uno o più decreti legislativi. Dal punto di vista delle risorse circa 2 miliardi derivano dalla scorsa Legge di Bilancio, a cui si aggiungono le risorse stanziate con la legge delega: 2 miliardi per il 2022 e 1 miliardo a partire dal 2023.

Non si esclude la necessità di impiegare nuovi fondi, che potranno essere utilizzati solo dopo aver trovato e approvato apposite coperture finanziarie o spostando le somme tra i diversi decreti attuativi.

Tutto dovrà svolgersi nell’arco dei 18 mesi stabiliti: i testi dei decreti legislativi dovranno essere trasmessi almeno 20 giorni prima della scadenza prevista al Presidente della Repubblica.

Alla prima carica dello Stato, infatti, spetta il compito di emanare il provvedimento preparato dal Governo che deve, in ogni caso, informare periodicamente il Parlamento sui lavori che riguardano la riforma fiscale 2021.

A parte per ciò che riguarda la riforma del catasto che farà sentire i suoi effetti dal 2026, è ancora presto per stabilire quanto e quando l’impatto delle novità potrà essere percepito dai singoli contribuenti.

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