Imu e Tasi, dalla tassa unica alle semplificazioni: tutte le novità

Rivoluzione Imu e Tasi in arrivo: dalla semplificazione prevista dalla legge di conversione del Decreto Crescita fino alla proposta di una tassa unica sulla casa, ecco le novità in arrivo nel 2019.

Imu e Tasi, dalla tassa unica alle semplificazioni: tutte le novità

Imu e Tasi, novità importanti in arrivo. Dall’ipotesi di una tassa unica sulla casa fino alle modifiche introdotte dalla legge di conversione del Decreto Crescita, facciamo il punto su cosa cambia dal 2019.

Mentre è dietro l’angolo l’ipotesi di un rialzo delle aliquote delle due imposte, la cui prossima scadenza è fissata al 16 dicembre 2019, l’obiettivo del Governo è quello di semplificare il prelievo delle due imposte di competenza comunale.

È all’esame della Commissione VI Finanze la proposta di legge della Lega volta ad unificare Imu e Tasi, dando vista alla nuova Imu, un’unica imposta patrimoniale immobiliare con regole sostanzialmente identiche a quelle attuali.

Alle novità in corso di definizione si affiancano quelle ormai ufficiali, contenute nel testo della legge di conversione del Decreto Crescita per il quale si attende il via libera del Senato entro il 29 giugno 2019.

Un vero e proprio restyling per le due imposte sulle casa. Analizziamo di seguito cosa cambia e quali le novità che interessano Imu e Tasi già dal 2019 e quelle in arrivo dal 2020.

Imu e Tasi, le novità in arrivo nel 2019, tra dichiarazione e comodato

Le prime novità che riguardano Imu e Tasi sono contenute nel Decreto Crescita che, già dall’anno d’imposta 2019, rinvia dal 30 giugno al 31 dicembre la scadenza per la presentazione della dichiarazione relativa a variazioni che modificano il presupposto dell’imposta.

Più tempo e semplificazione. Sempre per effetto delle novità contenute nella legge di conversione del DL n. 34/2019 vengono ridotti i casi in cui è obbligatorio presentare la dichiarazione Imu. Non sarà più necessario comunicare al Comune la concessione di immobili in comodato d’uso gratuito così come la concessione in locazione dell’immobile con contratto a canone concordato.

Gli sconti e le agevolazioni sulle due tasse sulla casa saranno automatici, o meglio sarà il Comune a dover verificarne la spettanza sulla base dei contratti registrati e non bisognerà più inviare l’attestazione relativa al possesso dei requisiti.

La semplificazione delle regole per l’accesso alle agevolazioni si lega alla proposta di fusione di Imu e Tasi, misura oggetto di un progetto di legge della Lega attualmente all’esame della Commissione Finanze della Camera.

Nuova Imu, fusione con la Tasi: verso una tassa patrimoniale unica

Gli addetti ai lavori sanno bene quanto complesso può essere il calcolo di Imu e Tasi, tra delibere da controllare, aliquote e variazioni intervenute in corso d’anno.

Proprio per questo la Lega, dopo aver tentato invano di inserire la misura già in Legge di Bilancio 2019, tenta nuovamente la strada dell’unificazione di Imu e Tasi con un’apposito progetto di legge attualmente all’esame della Commissione Finanze della Camera.

L’obiettivo è quello di dare il via ad una tassa unica sulla casa, quella che viene definita come la nuova Imu e che dall’imposta municipale propria prenderebbe le regole principali.

L’effetto principale della proposta, si legge sul sito della Camera, è di eliminare la Tasi, senza modifiche significative sull’attuale disciplina dei due tributi.

Resterebbe quindi inalterata l’esenzione dalla nuova Imu per la prima casa non di lusso, nonché il diritto ad agevolazioni ed esenzioni.

La proposta di legge fissa nel dettaglio anche quelle che dovrebbero essere le aliquote della nuova Imu.

L’aliquota di base per l’abitazione principale di lusso (ovvero classificata nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9) e per le relative pertinenze, è pari allo 0,4 per cento e il Comune, con deliberazione del consiglio comunale, può aumentarla di 0,2 punti percentuali o diminuirla fino all’azzeramento.

L’aliquota di base per gli immobili diversi dall’abitazione principale e dai fabbricati rurali ad uso strumentale è pari allo 0,76 per cento e i comuni, con deliberazione del consiglio comunale, possono aumentarla sino allo 1,06 per cento o diminuirla fino all’azzeramento.

Insomma, una novità che potrebbe far parlare di Imu e Tasi ancor prima di dicembre, mese nel quale entro il giorno 16 sarà necessario procedere al versamento della seconda rata delle due imposte sulla casa dopo la prima scadenza di giugno.

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