Imposta sostitutiva minimi e forfettari: scadenza saldo 2018 e acconto 2019

Rosy D’Elia - Irpef

Imposta sostitutiva Irpef proroga della scadenza anche per minimi e forfettari: saldo 2018 e acconto 2019 possono essere versati entro il 30 settembre. Tutte le regole da rispettare, le date da segnare in calendario e le istruzioni su come fare il calcolo.

Imposta sostitutiva minimi e forfettari: scadenza saldo 2018 e acconto 2019

Imposta sostitutiva Irpef in scadenza anche per minimi e forfettari: anche chi rientra in un regime agevolato deve segnare in calendario la data del 30 settembre, termine ultimo per il versamento di saldo 2018 e acconto 2019. Per effetto della proroga, la data sostituisce nel calendario delle scadenze il canonico 1° luglio.

Tutte le regole da rispettare, le date da segnare in calendario e le istruzioni su come fare il calcolo per le partite Iva in regime dei minimi e per quelle che applicano il regime forfettario, che quest’anno può contare una platea molto più numerosa rispetto agli anni precedenti in seguito alle modifiche della Legge di Bilancio.

Chi rientra in un regime agevolato versa un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi, delle addizionali regionali e comunali e dell’IRAP: chi è titolare di partita IVA e rientra tra i minimi e forfettari per il versamento deve attenersi alle stesse regole che valgono per l’Irpef, tenendo conto di alcune specificità.

Quest’anno la scadenza delle imposte ha generato una serie di interrogativi: con questa dichiarazione dei redditi debuttano gli ISA, Indici Sintetici di Affidabilità fiscale, che sostituiscono gli studi di settore e possono essere decisivi per accedere a eventuali benefici. Dal Ministero dell’Economia e delle Finanze è arrivato l’annuncio di una proroga delle scadenze per il versamento delle imposte dal 1° al 22 luglio a causa del ritardo nel rilascio del software necessario per l’elaborazione e delle difficoltà che nascono dall’applicazione del nuovo meccanismo si concede più tempo.
Poi è arrivato l’emendamento al Decreto Crescita, approvato il 27 giugno in via definitiva, che ha spostato la data a fine settembre.

Da questa proroga, minimi e forfettari sembravano esclusi, perché non coinvolti nel meccanismo degli Indici Sintetici di Affidabilità fiscale. Ma il 28 giugno è arrivato un comunicato stampa dell’Agenzia delle Entrate a chiarire i dubbi: il termine più lungo per procedere al versamento riguarda tutti i soggetti per cui sono stati approvati gli ISA, anche quelli che non li applicano.

Imposta sostitutiva minimi e forfettari in scadenza: come calcolare saldo 2018 e acconto 2019

Entro la scadenza fissata, i titolari di partita IVA che applicano un regime forfettario sono tenuti a pagare un’imposta sostitutiva del 15%, o del 5% per i primi 5 anni di attività, mentre quelli che applicano il regime dei minimi versano un’imposta sostitutiva del 5%.

Il calcolo dovrà essere effettuato con due modalità:

  • metodo storico: il calcolo dell’imposta si fa prendendo come riferimento l’imposta sostitutiva versata nell’anno precedente;
  • metodo previsionale: prevede il calcolo degli acconti Irpef sulla base di quanto si prevede di conseguire come reddito nell’anno in corso (quindi se per esempio il contribuente prevede di conseguire un reddito inferiore rispetto al periodo d’imposta precedente, allora gli acconti possono essere pagati in misura inferiore).

Il versamento dell’imposta sostitutiva dovrà essere effettuato con modello F24, inserendo i codici tributo di riferimento.

Regime dei minimi
VersamentoCodice tributo
Primo acconto 1793
Secondo acconto o unica soluzione 1794
Saldo dell’anno precedente 1795
Regime forfettario
VersamentoCodice tributo
Primo acconto 1790
Secondo acconto o unica soluzione 1791
Saldo dell’anno precedente 1792

Imposta sostitutiva minimi in scadenza: saldo 2018 e acconto 2019

Il regime dei minimi è stato abrogato dalla Legge di Stabilità 2016, ma rimane in vigore in via residuale fino al 35° anno di età del contribuente o comunque al 5° periodo d’imposta consecutivo.

I contribuenti che hanno applicato il regime dei minimi nel 2018 e continuano a farlo anche nel 2019 devono versare saldo e acconto dell’imposta sostitutiva del 5% entro la scadenza del 30 settembre nel rispetto delle regole che seguono:

  • per un importo inferiore a 51,65 euro l’acconto non è dovuto;
  • per un importo compreso tra 51,65 e 257,52 euro l’acconto deve essere pagato in un’unica soluzione entro il 2 dicembre 2019;
  • per un importo superiore a 257,52 euro occorre procedere al versamento in due rate:
  • primo acconto pari al 40% del 100% del saldo dovuto per l’anno precedente entro il 30 settembre 2019;
  • secondo acconto 60% entro 2 dicembre 2019.

Resta la possibilità di versare entro 30 giorni con una maggiorazione dello 0,40%.

Oltre al caso appena analizzato, bisogna considerare anche quelli in cui si è verificato un passaggio da un regime all’altro che necessita di specifiche accortezze da parte dei contribuenti. Ne distinguiamo due:

  • Contribuenti nel regime dei minimi nel 2018 che nel 2019 sono passati al regime ordinario: sono tenuti a versare l’acconto 2019 dell’imposta sostitutiva (codice tributo 1793) e dovranno indicare quanto versato nel quadro RN del mod. REDDITI 2020 PF;
  • Contribuenti nel regime dei minimi nel 2018 che nel 2019 sono passati al regime forfettario: i titolari di partita IVA che hanno applicato il regime dei minimi nel 2018, e nel 2019 sono transitati nel regime forfetario, devono versare l’acconto 2019 dell’imposta sostitutiva dei minimi - codice tributo 1793 - e dovranno indicare quanto versato nel quadro LM del modello Redditi 2020.

Imposta sostitutiva forfettari in scadenza: saldo 2018 e acconto 2019

I titolari di partita IVA in regime forfettario nel 2018 e nel 2019 devono applicare le regole di calcolo e versamento di saldo 2018 e acconto dell’imposta sostitutiva del 15% previste ai fini Irpef, le stesse riportate per chi rientra nel regime dei minimi.

I contribuenti che, invece, sono passati nel 2019 al regime ordinario, sono tenuti a versare l’acconto 2019 dell’imposta sostitutiva utilizzando il codice tributo 1790 e indicando l’importo versato nel quadro RN del modello Redditi 2020.

Chi ha avviato un’attività nel 2019 non dovrà versare l’acconto di imposta 2019 perché manca la base di calcolo.

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