Fattura elettronica, deleghe più veloci sul web? Attivazioni lente, è caos

Deleghe fattura elettronica nel limbo dell'attesa per l'attivazione. Mentre l'Agenzia delle Entrate diffonde il messaggio di tempi più veloci sul web, gli intermediari sono obbligati ad aspettare molto più di quanto promesso.

Fattura elettronica, deleghe più veloci sul web? Attivazioni lente, è caos

Deleghe fattura elettronica, attivazione più veloce sul web? Non proprio. L’Agenzia delle Entrate cerca di mostrarsi efficiente agli occhi dei contribuenti ormai a pochi giorni dall’avvio dell’obbligo di e-fattura previsto in avvio dal 1° gennaio 2019, ma chi è alle prese con i servizi web del Fisco sa che il sistema attuale è tutto fuorché veloce e puntuale.

Rallentamenti e blocchi del portale Fatture e Corrispettivi sono ormai all’ordine del giorno e, nonostante gli interventi di miglioramento messi in campo da Sogei, è l’Agenzia delle Entrate la prima ad apparire impreparata all’avvio dell’obbligo di fatturazione elettronica dal 1° gennaio 2019.

L’ultima criticità (accompagnata dal via libera condizionato dal parte del Garante Privacy) è quella relativa all’attivazione delle deleghe ricevute da parte dei contribuenti: per gli intermediari l’attesa di un feedback da parte dell’Agenzia delle Entrate si protrae ben oltre i tempi indicati, che dovrebbero essere di due giorni dalla richiesta nel caso di invio tramite i servizi web o di cinque giorni in caso di invio tramite PEC.

Nonostante i problemi segnalati dagli intermediari, tuttavia, l’Agenzia delle Entrate pubblica in data 20 dicembre un comunicato stampa dal titolo quasi provocatorio: “Fatturazione elettronica, sul web deleghe più veloci per gli intermediari”. Peccato che la realtà sia diversa e a regnare più che la puntualità del Fisco sia il caos totale.

Fattura elettronica, deleghe più veloci sul web? Attivazioni lente, è caos

Oltre al danno la beffa: non basta l’incertezza su quello che succederà a partire dal 1° gennaio 2019 ma a rendere ancora più nevrotica la messa a punto degli adempimenti necessari all’avvio dell’obbligo di fatturazione elettronica è la stessa Agenzia delle Entrate.

Il comunicato stampa pubblicato il 20 dicembre 2018 ha del paradossale per i tanti intermediari lasciati nel limbo dell’attesa per l’attivazione delle deleghe. Con poche righe di testo, l’Agenzia delle Entrate ricorda che l’attivazione delle deleghe sul web è più veloce e consente agli intermediari di renderle operative “in tempi molto brevi”.

Quasi a voler far trasparire che il sistema è modellato in base alle esigenze di ciascun intermediario che, dal 1° gennaio 2019, sarà chiamato a farsi carico dell’obbligo di fatturazione elettronica per conto dei propri clienti, titolari di partita IVA impreparati alla “rivoluzione digitale”, il comunicato dell’Agenzia delle Entrate continua affermando che:

“A seconda delle proprie esigenze, l’intermediario può utilizzare sia il servizio web “puntuale”, sia il servizio “massivo” che consente di trasmettere con un unico file le richieste di attivazione di tutte le deleghe ricevute. In questi casi l’attivazione è automatica e avviene entro 2 giorni dalla richiesta senza necessità di recarsi presso gli uffici territoriali dell’Agenzia o di inviare PEC che richiedono 5 giorni lavorativi per la loro lavorazione.”

Ma è davvero tutto così facile, veloce ed indolore?

Deleghe fattura elettronica, tempi di attesa per l’attivazione tutt’altro che puntuali

Al fine di utilizzare i servizi di fatturazione elettronica per i clienti deleganti, gli intermediari possono utilizzare la modalità massiva o puntuale di invio delle deleghe all’Agenzia delle Entrate in due diverse modalità:

  • inviando la a comunicazione telematica tramite i servizi dell’Agenzia delle Entrate, qualora in possesso di alcuni elementi di riscontro, ovvero dei dati relativi alla dichiarazione IVA presentata dal delegante nell’anno precedente (in questo caso l’attivazione delle deleghe dovrebbe avvenire in due giorni);
  • tramite la comunicazione a mezzo PEC qualora non in possesso dei dati della dichiarazione IVA (in questo caso l’attesa è di cinque giorni lavorativi).

C’è una terza modalità, ovvero il conferimento diretto della delega tramite Fisconline da parte del contribuente. Forse è questa la strada più facile e veloce che tuttavia richiede come prerequisito necessario il rilascio delle credenziali per l’accesso al portale dell’Agenzia delle Entrate. L’unica via in caso di mancato possesso è recarsi presso gli uffici territoriali e richiedere l’attivazione del Cassetto Fiscale.

In tutti e tre i casi il problema è univoco: la procedura è eccessivamente farraginosa e i tempi di attesa (e le file agli sportelli dell’Agenzia delle Entrate) si dilatano ben oltre quanto indicato.

Sono almeno due le criticità evidenti: la prima, relativa all’invio tramite il software web, che richiede come prerequisito l’inserimento dei dati della dichiarazione IVA relativa all’anno d’imposta 2016. Chi non ha effettuato l’invio (perché esente o perché ha avviato l’attività successivamente) deve inevitabilmente passare alla trasmissione della delega tramite PEC.

E, anche in questo caso, la procedura è tutt’altro che facile e veloce: l’indirizzo indicato dall’Agenzia delle Entrate ([email protected]) è sostanzialmente subissato di richieste e i cinque giorni previsti sono tutt’altro che rispettati. Sono diverse le testimonianze di intermediari che abbiamo raccolto in questi giorni e che segnalano la problematica: l’attesa per l’attivazione solitamente si protrae fino a 10 giorni e in molti casi si è ancora in attesa di risposte in merito a PEC inviate al 1° di dicembre.

La soluzione? In molti stanno scegliendo di recarsi presso gli uffici dell’Agenzia delle Entrate e la conseguenza è quella di code infinite agli sportelli (come già Italia Oggi ha ben raccontato).

Una situazione paradossale e che rischia di rovinare le festività e l’arrivo del nuovo anno ai tanti intermediari, nonché imprese e professionisti, che ne sono ormai certi: il 1° gennaio 2019 sarà il giorno del vero Millennium Bug e i titolari di partita IVA dovranno tristemente fare i conti con un sistema, quello messo a punto dall’Agenzia delle Entrate, che sta mostrando di fare acqua da tutte le parti.

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