Professionisti, domanda bonus 600 euro dal 1° aprile 2020. Casse in difficoltà

Anna Maria D’Andrea - Ordini e casse professionali

Domanda per il bonus di 600 euro al via da oggi, 1° aprile 2020, anche per i professionisti iscritti agli Ordini e a Casse private di previdenza. I sistemi sono in tilt e, così come successo per l'INPS, i siti sono inaccessibili.

Professionisti, domanda bonus 600 euro dal 1° aprile 2020. Casse in difficoltà

Domanda al via per il bonus di 600 euro ai professionisti: le Casse hanno avviato dalle 12 di oggi 1° aprile 2020 la procedura di richieste dell’indennità Covid-19.

Una data che entrerà nella storia come uno dei giorni più bui nel rapporto tra contribuenti e Stato. A fare compagnia al sito INPS - in down a causa dell’incapacità tecnica dei server di accogliere la mole di accessi per la domanda del bonus di 600 euro - si aggiungono le Casse dei professionisti iscritti agli ordini.

Un problema che però è in questo caso attribuibile non tanto agli enti previdenziali di categoria, quanto al ritardo da parte del Ministero del Lavoro sulla pubblicazione del decreto sul bonus di 600 euro rivolto ai professionisti.

Il testo del decreto interministeriale del 28 marzo 2020 è stato pubblicato sul sito del Ministero del Lavoro nella mattinata di oggi, 1° aprile 2020.

Le Casse di previdenza dei professionisti hanno lamentato le difficoltà operative nella definizione della procedura di invio delle domande già nelle scorse giornate.

Un esempio è quello della Cassa commercialisti (CNPADC), che con un comunicato stampa del 31 marzo 2020 informava sulla necessità di attendere il testo del decreto interministeriale per fornire i chiarimenti richiesti dai professionisti.

Un esempio tra tanti che si traduce oggi nella difficoltà operativa dei siti delle Casse dei professionisti nell’accoglimento delle domande per il bonus di 600 euro.

Professionisti, domanda bonus 600 euro dal 1° aprile 2020. Casse in difficoltà

A partire dalle ore 12 del 1° aprile 2020 si è aperta la fase di presentazione delle domande per il bonus di 600 euro riconosciuto ai professionisti iscritti alle Casse di previdenza di categoria.

La data di avvio delle domande è rimasta in bilico fino a stamattina, quando sul sito del Ministero del Lavoro è stato pubblicato il testo del decreto interministeriale firmato il 28 marzo 2020.

Così, in poche ore, le Casse di previdenza dei professionisti si sono adoperate per il lancio della procedura di richiesta del bonus di 600 euro. Gli iscritti agli ordini devono accedere all’area riservata presente sul sito dell’ente previdenziale di categoria per poter fare domanda.

I siti delle Casse sono però in tilt, come prevedibile, per l’elevato numero di accessi.

Cassa Forense, per ovviare al problema, ha temporaneamente oscurato gli altri contenuti del sito per favorire il maggior accesso possibile alla procedura per fare domanda di accesso al fondo per il reddito di ultima istanza.

Una misura che non è bastata. Molti avvocati segnalano l’impossibilità di procedere con l’invio della stessa, nonché incongruenze tra i dati presenti in piattaforma che bloccano la trasmissione della domanda.

La stessa situazione è stata segnalata da diversi professionisti. Sono pervenute molte segnalazioni da parte di commercialisti che non riescono ad accedere all’area personale sul sito della Cassa, così come da parte dei consulenti del lavoro.

Una situazione di collasso generalizzato dei siti delle Casse di previdenza dei professionisti evidentemente impreparate ad accogliere la mole di domande per l’accesso al fondo per il reddito di ultima istanza.

Domanda bonus 600 euro professionisti: siti delle Casse aperti dal 1° al 30 aprile 2020

Oggi è il giorno di avvio della fase di presentazione delle domande, ma c’è tempo fino al 30 aprile 2020.

Il bonus di 600 euro, finanziato con 200 milioni di euro del Fondo per il reddito di ultima istanza, è riconosciuto:

  • ai lavoratori che abbiano percepito, nell’anno di imposta 2018, un reddito complessivo, assunto al lordo dei canoni di locazione assoggettati a tassazione ai sensi dell’ art. 3 del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23, e dell’ art. 4 del decreto legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96, non superiore a 35.000 euro la cui attività sia stata limitata dai provvedimenti restrittivi emanati in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da COVID-19;
  • ai lavoratori che abbiano percepito nell’anno di imposta 2018, un reddito complessivo, assunto al lordo dei canoni di locazione assoggettati a tassazione ai sensi dell’art. 3 del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23, e dell’art. 4 del decreto legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96, compreso tra 35.000 euro e 50.000 euro e abbiano cessato (ossia abbiano chiuso partita IVA tra il 23 febbraio 2020 e il 31 marzo 2020) o ridotto o sospeso (comprovata riduzione di almeno il 33 per cento del reddito del primo trimestre 2020, rispetto al reddito del primo trimestre 2019) la loro attività autonoma o libero-professionale in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da COVID-19.

Sui dati autodichiarati dal professionista all’atto di compilazione della domanda saranno effettuati controlli da parte di INPS ed Agenzia delle Entrate. Le Casse degli iscritti agli ordini condivideranno i dati indicati nella richiesta con le amministrazioni pubbliche.

Così come evidenziato dagli enti di previdenza di categoria, sulla base dei flussi informativi settimanali inviati dalle Casse, il Ministero del Lavoro ed il MEF dovranno dare immediata comunicazione agli enti previdenziali circa l’esaurimento delle risorse stanziate.

In tal caso gli enti di categoria potranno erogare ulteriori prestazioni soltanto in caso di rifinanziamento del Fondo per il reddito di ultima istanza.

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