Centro estivo: è detraibile nel 730? Chi può richiedere il rimborso

Anna Maria D’Andrea - Modello 730

Le spese sostenute per la frequenza del centro estivo sono solitamente escluse da quelle ammesse in detrazione. Resta però possibile inserire nel modello 730 i costi sostenuti per le attività sportive

Centro estivo: è detraibile nel 730? Chi può richiedere il rimborso

La frequenza del centro estivo dopo la chiusura delle scuole è diventata ormai prassi comune per molti bambini e ragazzi, anche alla luce della necessità per le famiglie di gestire il periodo che va da giugno fino al mese di settembre.

Arrivati alla fase di avvio della stagione della dichiarazione dei redditi, è comune chiedersi se la spesa sostenuta possa o meno essere inclusa tra quelle ammesse in detrazione fiscale nel modello 730.

È importante evidenziare sin da subito che in linea generale il costo del centro estivo non è detraibile.

Non si tratta di una spesa scolastica, e quindi non è incluso nel plafond di 1.000 euro sul quale si calcola lo sconto IRPEF del 19 per cento.

C’è però un’eccezione che vale la pena approfondire, relativa ai centri estivi gestiti da associazioni e società sportive.

Centro estivo, la detrazione nel 730 segue le regole degli sconti per le attività sportive

Quando il centro estivo frequentato è gestito da un’associazione o società sportiva dilettantistica, la spesa potrà essere portata in detrazione con il modello 730.

Si tratta di un aspetto fondamentale da conoscere per non perdere la possibilità di ottenere il rimborso parziale dei costi sostenuti e, per capire al meglio i casi in cui spetta è necessario soffermarsi sulle regole relative alla detrazione delle spese sportive dei figli.

Se infatti resta ferma l’impossibilità di detrarre la generalità dei costi sostenuti per i centri estivi, la normativa fiscale consente alle famiglie di beneficiare di uno sconto IRPEF in relazione alle spese per attività sportive sostenute in favore dei figli a carico di età compresa tra i 5 e i 18 anni.

La detrazione spetta per i corsi sostenuti presso società e associazioni sportive dilettantistiche, palestre, piscine e altre strutture e impianti destinati alla pratica sportiva dilettantistica.

Se quindi il centro estivo frequentato dal proprio figlio è gestito da una SSD o ASD e si prevede lo svolgimento di attività sportive, si apre uno spiraglio per fruire della detrazione nel modello 730.

Il rimborso ottenibile sarà parziale: lo sconto IRPEF è pari al 19 per cento e si calcola su un massimo di 210 euro di spesa, con la conseguenza che si potrà recuperare in dichiarazione fino a 40 euro.

Attenzione ai requisiti di chi gestisce il centro estivo

Considerando che la detrazione del centro estivo è limitata a un perimetro stretto e ben definito, è utile soffermarsi sulle regole specifiche che consentono di detrarre le spese sportive dal modello 730.

I casi specifici per i quali è possibile ottenere il rimborso parziale delle spese sostenute sono definiti dal decreto ministeriale del 28 marzo 2007, che stabilisce nel dettaglio:

  • cosa si intende per associazioni sportive, palestre, piscine;
  • la documentazione necessaria ai fini dell’agevolazione.

In particolare, per associazioni sportive si intendono le società ed associazioni di cui al decreto legislativo 28 febbraio 2021, n. 36 (iscritte al RASD e riconosciute dal CONI), che riportino espressamente nella propria denominazione la dicitura delle finalità sportive e della natura dilettantistica.

Per palestre, piscine, altre attrezzature ed impianti sportivi destinati alla pratica sportiva dilettantistica si intendono gli impianti, comunque, organizzati:

  • destinati all’esercizio della pratica sportiva non professionale, agonistica e non, compresi gli impianti polisportivi;
  • gestiti da soggetti giuridici diversi dalle associazioni/società sportive dilettantistiche, sia pubblici che privati anche in forma di impresa (individuale o societaria).

La detrazione non spetta quindi per le spese sostenute, ad esempio, per l’attività sportiva praticata presso:

  • le associazioni che non rientrano nella definizione di “sportiva dilettantistica”, quali quelle che non risultano iscritte nel Registro nazionale delle attività sportive dilettantistiche gestito dal Dipartimento per lo Sport della Presidenza del Consiglio dei Ministri;
  • le società sportive professionistiche di cui al d.lgs. n. 36 del 2021 (sport professionistico);
  • le associazioni non sportive (ad esempio, associazioni culturali) che organizzano corsi di attività motoria non in palestra.

Fatture, ricevute e pagamenti: come non perdere il diritto alla detrazione del centro estivo sportivo

Per non perdere il diritto al rimborso, è fondamentale prestare attenzione ai pagamenti così come alla corretta documentazione della spesa sostenuta.

Sul primo fronte, è necessario che la spesa sia stata sostenuta con metodi tracciabili, e quindi mediante versamento con bollettino postale, carta o bancomat.

La fattura o la ricevuta rilasciata dall’associazione che eroga i corsi sportivi nell’ambito delle attività del centro estivo dovrà inoltre riportare obbligatoriamente i seguenti dati:

  • dati della struttura (P.IVA/Codice Fiscale),
  • causale del pagamento,
  • attività sportiva praticata,
  • importo corrisposto,
  • dati anagrafici del figlio
  • codice fiscale di chi paga.

Dal punto di vista operativo, le somme pagate dovranno essere inserite nel modello 730, all’interno del quadro E. Nei righi da E8 a E10 il costo andrà indicato con il codice 16, che individua per l’appunto le spese sportive praticate da ragazzi e ragazze dai 5 ai 18 anni.