Ristori anche ai professionisti con cassa: le novità del nuovo decreto

Eleonora Capizzi - Ordini e casse professionali

Ristori anche ai professionisti con cassa: il nuovo decreto punta ad introdurre misure di aiuto anche in favore dei titolari di partita IVA iscritti agli Ordini. A parlarne è il Viceministro dell'Economia Misiani, nel corso del 4° Forum Nazionale dei Commercialisti ed Esperti Contabili di Italia Oggi, il 14 gennaio 2021.

Ristori anche ai professionisti con cassa: le novità del nuovo decreto

Ristori anche ai professionisti con cassa: la novità è stata annunciata dal Vicemistro dell’Economia Misiani, in occasione del 4° Forum Nazionale dei Commercialisti ed Esperti Contabili 2021.

Serve un ulteriore scostamento di bilancio per finanziare le nuove misure in favore dei titolari di partita IVA danneggiati dall’emergenza Covid-19 e non solo.

I nuovi ristori, probabilmente nella forma di contributi a fondo perduto, saranno il cuore del nuovo decreto Ristori, il 5° provvedimento economico d’emergenza.

Accanto alle misure di sostegno economico, il nuovo scostamento di bilancio consentirà di stanziare ulteriori risorse anche per l’esonero dal versamento dei contributi minimi per i titolari di partita IVA.

Ristori anche ai professionisti con cassa: le novità del nuovo decreto

Il cuore del decreto Ristori 5, afferma il viceministro Misiani, è un nuovo ristoro di carattere perequativo, che superi la logica di codici Ateco e colori delle regioni e che si basi essenzialmente sul calo del fatturato registrato dal titolare di partita IVA.

A beneficiarne saranno anche i liberi professionisti ordinistici, i cosiddetti professionisti con cassa quali ad esempio avvocati o commercialisti, grandi esclusi dalle misure di sostegno introdotte negli scorsi mesi.

Le novità previste dal decreto Ristori 5 avranno “carattere perequativo”, afferma il viceministro Misiani: si guarderà al calo di fatturato, semestrale o annuale, tenendo conto degli aiuti già erogati nel 2020, secondo la logica di aiutare più chi ha avuto meno, e viceversa.

I ristori dovrebbero inoltre affiancarsi al nuovo finanziamento della decontribuzione per autonomi e professionisti, dando il via ad un’operazione che dovrebbe azzerare minimi contributivi per chi ha subito perdite fatturato 33% nel 2020.

L’esonero dal versamento dei contributi previdenziali è stato introdotto dalla Legge di Bilancio 2021, in favore dei titolari di partita IVA con reddito complessivo non superiore a 50.000 euro nel 2019, e che nel 2020 abbiano subito una riduzione di fatturato o corrispettivi pari almeno al 33%.

I beneficiari della misura sono:

  • i lavoratori autonomi e i professionisti iscritti alle gestioni previdenziali INPS;
  • i professionisti iscritti agli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza di cui al decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509, e al decreto legislativo 10 febbraio 1996, n. 103.

L’avvio della misura è subordinato all’emanazione di apposito decreto attuativo da parte del Ministero del Lavoro che, alla luce delle novità, sarà predisposto dopo il nuovo possibile finanziamento del decreto Ristori 5.