Decreto Green Pass a lavoro: ultime novità su sostituzione e verifica

Eleonora Capizzi - Leggi e prassi

Decreto sull'obbligo di Green Pass a lavoro, l'ok definitivo della Camera del 17 novembre 2021 sulla Legge di conversione porta con sé importanti novità: possibile per le piccole aziende la sostituzione del dipendente senza certificazione fino al 31 dicembre, confermata la facoltà dell'unica verifica una tantum e non solo. Vediamo cosa cambia.

Decreto Green Pass a lavoro: ultime novità su sostituzione e verifica

Il Decreto che ha introdotto l’obbligo del Green Pass sui luoghi di lavoro è legge: l’ok definitivo della Camera dei Deputati è arrivato il 17 novembre 2021.

Il provvedimento così convertito porta con sé importanti novità, una fra tutte la facoltà per le aziende con meno di 15 dipendenti di estendere la sospensione del lavoratore senza Green Pass fino al 31 dicembre 2021.

Introdotta, poi, la possibilità di verificare una tantum dei Green pass fino alla scadenza, con consegna al datore di lavoro, in alternativa ai controlli quotidiani previsti inizialmente dal testo varato ad ottobre. Una modifica che ha messo sull’attenti l’Autorità Garante della Privacy secondo cui una disposizione del genere, se non opportunamente approfondita, metterebbe a rischio la riservatezza dei lavoratori.

Le regole cambiano anche per coloro i quali la validità della certificazione scade durante l’orario lavorativo che, grazie ad un correttivo ad hoc, potranno continuare a lavorare fino al termine della giornata.

Tutte modifiche nascono dall’esigenza da una parte di semplificare le procedure dei controlli e, dall’altra, di non rendere eccessivamente oneroso per lavoratori e datori di lavoro l’obbligo.

Facciamo quindi il punto su come cambiano le regole sulla sostituzione del lavoratore senza Green Pass e sulle altre novità introdotte in fase di conversione del DL n. 127/2021.

Decreto Green Pass a lavoro, sostituzione estesa e unica verifica. Le ultime novità del testo convertito

Dopo che il Governo ha posto la fiducia sul testo approvato al Senato, la Legge di conversione al Decreto Green Pass ha ricevuto il 17 novembre il via libera definitivo dall’altro ramo del Parlamento.

La Camera ha così ratificato le modifiche al DL n. 127/2021, una fra tutti quella riferita alla sostituzione del lavoratore senza certificazione ad opera delle aziende private con meno di 15 dipendenti.

A riguardo, si ricorda che la regola generale stabilisce che il lavoratore che si presenti a lavoro senza Green Pass non possa essere sostituito né sospeso, ma solo considerato assente ingiustificato conservando comunque il diritto alla retribuzione.

Esclusivamente le aziende più piccole, quelle con meno di 15 dipendenti appunto, possono dopo il quinto giorno di assenza sospendere il dipendente e sostituirlo con un altro lavoratore. La sospensione e la conseguente interruzione dello stipendio, però, deve coincidere con la durata del contratto di sostituzione che, in base al testo del Decreto non ancora convertito, non poteva eccedere 20 giorni lavorativi (10 giorni con un unico rinnovo eventuale di ulteriori 10 giorni).

Ora, grazie al correttivo messo a punto dal Parlamento il vincolo del rinnovo per “una sola volta” sparisce, con la conseguente possibilità per il datore di lavoro di estendere il periodo di sostituzione senza limiti di tempo se non quello del 31 dicembre 2021, l’attuale scadenza dell’obbligo di esibizione del Green Pass.

Nella pratica, le nuove regole sono le seguenti:

  • la durata del primo contratto di sostituzione rimane di 10 giorni, tutti giorni lavorativi esclusi quindi il sabato e la domenica;
  • alla scadere dei 10 giorni previsti il contratto di sostituzione è rinnovabile per altri 10 giorni, ma senza limiti entro comunque il 31 dicembre.

Decreto Green Pass a lavoro, le altre principali novità introdotte dalla Legge di conversione

Un emendamento al Decreto Green Pass, inserito dal Senato e poi confermato dalla Camera in sede di conversione, concede la possibilità per il lavoratore di consegnare la propria certificazione in azienda, con un unico controllo sulla sua validità fino alla scadenza.

La modifica punta a semplificare le procedure dei controlli e ad evitare le verifiche giornaliere tutte le volte che il lavoratore entra nei luoghi di lavoro, l’unica modalità inizialmente prevista.

Dall’entrata in vigore della legge di conversione, sempre su base volontaria, il dipendente può mettere a disposizione una volta per tutte la propria certificazione al datore di lavoro che, verificata il periodo di validità, eseguirà il successivo controllo solo dopo la scadenza.

Inoltre, sempre per rendere più agevole il rispetto dell’obbligo, il lavoratore a cui il Green Pass scade nel corso della giornata lavorativa può rimanere sul luogo di lavoro sino a fine turno.

Infine, per i lavoratori in somministrazione viene finalmente messo nero su bianco che ad occuparsi del controllo deve essere l’azienda utilizzatrice, mentre il somministratore ha solo l’onere d’informare i lavoratori riguardo alla sussistenza delle predette prescrizioni.

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