Contributi a fondo perduto: ipotesi doppio binario

Salvatore Cuomo - Dichiarazione dei redditi

Decreto Sostegni Bis e contributi a fondo perduto: si fa sempre più concreta l'ipotesi del doppio binario con i dati di bilancio e della dichiarazione dei redditi. È quanto sembra emergere dalla riunione di oggi a Palazzo Chigi.

Contributi a fondo perduto: ipotesi doppio binario

In una riunione odierna tenutasi a Palazzo Chigi sembra si sia finalmente trovata la quadra sull’atteso provvedimento: impegnati 40 miliardi di euro nello scostamento di bilancio votato nello scorso mese di aprile dal Parlamento.

Durante la riunione, presieduta dal premier Mario Draghi e dal titolare del MEF Daniele Franco, sembra sia stata finalmente presa in considerazione l’ipotesi di introdurre un meccanismo di perequazione dei contributi a fondo perduto previsti dal Decreto Sostegni Bis, rispetto a quanto già ottenuto in precedenza.

Infatti, è raggiunta una intesa di massima sul nuovo meccanismo di calcolo di questa ulteriore tranche dei contributi a fondo perduto, da inserire nel Decreto Sostegni Bis, che dovrebbe essere varato entro la settimana.

L’accordo raggiunto sembra prevedere un meccanismo di erogazione dei contributi a fondo perduto diviso in due parti:

  • una prima erogazione in tempi molto ristretti sulla base del fatturato;
  • una seconda erogazione a fine anno, invece, per chi rispetterà alcuni parametri reddituali in corso di definizione al MEF, pare ricalcolando le perdite sulla base dei dati dei bilanci o delle dichiarazioni dei redditi (che nel frattempo saranno state presentate nei termini dai soggetti interessati).

Contributi a fondo perduto Decreto Sostegni Bis: perché l’erogazione in due fasi

L’erogazione in due fasi dei contributi a fondo perduto è ipotizzata con la finalità di ovviare ai problemi dettati dalle tempistiche degli adempimenti propedeutici al calcolo, si pensi al bilancio d’esercizio ed ancor più alle dichiarazioni dei redditi che potranno essere presentate entro il prossimo novembre.

Una prima assegnazione avverrà quasi certamente in via automatica, prendendo come riferimento il contributo spettante come da istanza già presentata sulla base di quanto previsto dal Decreto Sostegni I.

Su questo punto si dovrà vedere anche se verrà confermato il testo della bozza circolata qualche giorno fa nella parte che prevedeva la possibilità di richiedere una integrazione sulla base di un diverso periodo di raffronto da prendere in considerazione.

Nello specifico non l’intero anno solare, ma da aprile a marzo dell’anno successivo.

Una seconda fase, verosimilmente a fine 2021, dovrebbe prendere in considerazione non più il mero fatturato ma il dato reddituale, solitamente più puntuale.

Anche il nuovo sistema manterrà lo schema attuale che prevede un importo massimo del contributo 150 mila euro per soggetti fino a 10 milioni di fatturato.

Si è così evitato di costringere contribuenti e conseguentemente anche gli studi ad una corsa alla predisposizione anzitempo dei documenti reddituali, quest’anno semmai possibile ancor più complessi nella loro compilazione pensando al solo quadro RU, con i rischi di errori anche grossolani dietro l’angolo.

Due osservazioni in chiusura di questo flash:

  • spero che il meccanismo di calcolo reddituale della seconda tranche preveda una funzionalità che consenta di depurare il risultato reddituale dell’anno 2020 dalle agevolazioni previste per sostenere i risultati dei bilanci interessati condizionati dall’emergenza sanitaria, si pensi agli ammortamenti sospesi per esempio;
  • altro aspetto che mi preme evidenziare è che se perequazione deve essere lo sia sul serio, prendendo in considerazione tutti gli importi erogati nel mentre della crisi pandemica e così eliminando le storture relative alle erogazioni di cui ai Decreti Rilancio e Ristori che avevano come parametro di raffronto un periodo di un solo mese.

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