Ruffini conferma: bonifici contributi a fondo perduto entro 10 giorni dalla presentazione dell’istanza

Contributi a fondo perduto, nella tavola rotonda dello Speciale Telefisco Obiettivo Rilancio del 23 giugno 2020 Ruffini conferma i tempi per il pagamento: avverrà entro 10 giorni dall'accettazione della domanda. Il direttore dell'Agenzia delle Entrate fornisce chiarimenti anche sui tempi dei rimborsi delle imposte e sull'obbligo di contraddittorio preventivo per gli avvisi di accertamento.

Ruffini conferma: bonifici contributi a fondo perduto entro 10 giorni dalla presentazione dell'istanza

Contributi a fondo perduto, nel corso della tavola rotonda dello Speciale Telefisco Obiettivo Rilancio del 23 giugno 2020 il direttore generale dell’Agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini conferma i tempi sull’erogazione delle somme: il pagamento avverrà entro 10 giorni dall’accettazione della domanda.

Il direttore spiega che i contributi relativi alle prime domande, accettate il 15 giugno, scorso saranno erogati entro il 25 dello stesso mese.

Ruffini si esprime anche sul tema del dell’obbligo preventivo di contraddittorio per gli avvisi di accertamento: l’Agenzia delle Entrate ha già mostrato apertura, dal punto di vista amministrativo, anche ai casi in cui il procedimento non è obbligatorio.

Tuttavia la scelta dipende dal legislatore.

Contributi a fondo perduto, Ruffini: pagamenti a 10 giorni dall’accettazione della domanda

I contributi a fondo perduto sono uno dei temi delle domande poste al direttore dell’Agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini, in occasione della tavola rotonda dello Speciale Telefisco Obiettivo Rilancio del 23 giugno 2020 del Sole 24 Ore.

Ruffini conferma che l’erogazione delle somme avverrà entro 10 giorni dall’accettazione delle domande, nel rispetto dei termini stabiliti.

I primi contributi, relativi alle domande inviate ed accettate il 15 giugno, dovrebbero arrivare entro il 25 giugno.

Ruffini sottolinea che i contributi a fondo perduto non hanno natura fiscale e sono una misura nuova per l’Agenzia delle Entrate, che in condizioni ordinarie non eroga sostegni economici.

La procedura è stata messa in campo in poco più di 3 settimane, con il lavoro sinergico con Sogei.

Grazie al decreto congiunto del Ministero dell’Interno e di quello dell’Economia e delle Finanze possono essere effettuati i controlli della normativa antimafia.

I contributi saranno dunque erogati a partire dalle prime domande e seguendo l’ordine di arrivo.

Sono diversi, invece, i tempi legati ai rimborsi d’imposta, in quanto richiedono maggiori controlli preventivi.

Tuttavia il direttore dell’Agenzia delle Entrate sottolinea i risultati raggiunti soprattutto grazie all’evoluzione tecnologica: il tempo per i rimborsi IVA, che prima era di 6 mesi o un anno, si è ridotto mediamente a 90 giorni.

Chi non ha comunicato l’IBAN, inoltre, dopo il controllo può ricevere un assegno da Poste Italiane, con un accorciamento dei tempi rispetto ad altre soluzioni.

Tuttavia, come sottolinea Ruffini:

“I tempi non sono mai sufficientemente corti per i creditori”

Il direttore dell’Agenzia delle Entrate promette di impegnarsi per destinare risorse umane e incrementare l’evoluzione tecnologica in modo tale da velocizzare i processi di verifica della documentazione.

Gli avvisi di accertamento e l’obbligo di contraddittorio preventivo: apertura dell’Agenzia delle Entrate nelle parole di Ruffini

Un altro tema affrontato nella tavola rotonda dello Speciale Telefisco Obiettivo Rilancio del 23 giugno 2020 del Sole 24 Ore è l’obbligo di contraddittorio preventivo per gli avvisi di accertamento.

Il direttore Ruffini si sofferma sulla circolare numero 17/E del 22 giugno 2020: gli uffici territoriali sono pronti e le disposizioni si inseriscono nell’ottica della fiducia tra Fisco e contribuente.

Il contraddittorio è previsto ad ampio raggio anche grazie alle modifiche agli applicativi informatici delle attività di accertamento.

Ruffini richiama la circolare numero 6, pubblicata nel mese di Marzo, che permette lo svolgimento del contraddittorio a distanza, aumentando le possibilità per i contribuenti.

Sulla diffusione dell’applicazione di tali prassi, il direttore dell’Agenzia delle Entrate mostra apertura: sarà utilizzato anche nei casi in cui non è previsto un obbligo a norma di legge.

Dal punto di vista amministrativo, come sottolinea Ruffini, c’è apertura ma la scelta spetta al legislatore.

Un ultimo chiarimento della mattinata è arrivato sul decreto Rilancio ed in particolare sul meccanismo di rinvio di notificazioni degli atti di accertamento. In altre parole un atto verrà emesso entro il 31 dicembre 2020 ma consegnato al contribuente successivamente.

Oltre ad evidenziare che gli atti saranno necessariamente emessi entro l’anno per ragioni di ordinaria amministrazione, Ruffini spiega come risolvere il problema del difensore del contribuente che deve verificare che l’atto sia stato emesso, dal momento che verrà notificato l’anno successivo.

Il direttore delle Entrate specifica che si deve fare riferimento alle prove dei sistemi di gestione documentale, alla firma digitale ed al numero di protocollo.

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