Contributi a fondo perduto per ristoranti, bar, pasticcerie: importi maggiorati dal 150% al 200%

Rosy D’Elia - Incentivi alle imprese

Contributi a fondo perduto per ristoranti, bar, pasticcerie fino a 150.000 euro, con valori maggiorati dal 150% al 200% rispetto alle prime somme ricevute, nel Decreto Ristori. Incluse anche le partite IVA con un fatturato superiore ai 5 milioni di euro. Gli importi medi per il settore della ristorazione e i codici ATECO interessati.

Contributi a fondo perduto per ristoranti, bar, pasticcerie: importi maggiorati dal 150% al 200%

Contributi a fondo perduto per ristoranti, bar, pasticcerie: gli importi possono arrivare fino a 150.000 euro, con valori maggiorati dal 150% al 200% rispetto alle prime somme ricevute grazie al Decreto Rilancio.

Nella platea di beneficiari fanno il loro ingresso anche le partite IVA con un fatturato superiore ai 5 milioni di euro.

Requisito fondamentale resta il calo del fatturato, pari ai due terzi, nel confronto tra il mese di aprile 2019 e 2020, che resta la base di calcolo per stabilire le cifre spettanti.

Contributi a fondo perduto per ristoranti, bar, pasticcerie: codici ATECO e importi medi

A stabilirlo è l’articolo 1 del Decreto Legge numero 137 del 28 ottobre 2020, Nel testo si legge:

“Al fine di sostenere gli operatori dei settori economici interessati dalle misure restrittive introdotte con il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 24 ottobre 2020 “Covid-19”, è riconosciuto un contributo a fondo perduto a favore dei soggetti che, alla data del 25 ottobre 2020, hanno la partita IVA attiva e, ai sensi dell’articolo 35 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972 n. 633, dichiarano di svolgere come attività prevalente una di quelle riferite ai codici ATECO riportati nell’Allegato 1 al presente decreto. Il contributo non spetta ai soggetti che hanno attivato la partita IVA a partire dal 25 ottobre 2020”.

I nuovi contributi a fondo perduto sono la prima e principale misura messa in campo per arginare gli effetti economici delle nuove restrizioni disposte dal DPCM del 24 ottobre 2020.

Il settore della ristorazione è sicuramente tra i più colpiti: tra le altre, anche le attività di ristoranti, bar, pasticcerie rientrano nella platea di soggetti beneficiari, come si evince dalla lista dei codici ATECO allegata al Decreto Ristori.

Codice ATECO Percentuale contributo a fondo perduto
561011-Ristorazione con somministrazione 200,00%
561012-Attivita’ di ristorazione connesse alle aziende agricole 200,00%
561030-Gelaterie e pasticcerie 150,00%
561041-Gelaterie e pasticcerie ambulanti 150,00%
561042-Ristorazione ambulante 200,00%
561050-Ristorazione su treni e navi 200,00%
562100-Catering per eventi, banqueting 200,00%
563000-Bar e altri esercizi simili senza cucina 150,00%

A fornire una panoramica sugli importi medi che spetteranno a ristoranti, bar e pasticcerie è lo stesso ministro dell’Economia e delle Finanze Roberto Gualtieri durante la conferenza stampa di presentazione del provvedimento approvato in Consiglio dei Ministri il 27 ottobre 2020:

  • ai ristoranti fino a 400 mila euro di fatturato arriveranno 5.173 euro;
  • fino a un milione di fatturato 13.920 euro;
  • fino a 5 milioni di fatturato il contributo arriva a 25.000 euro.

Contributi a fondo perduto per ristoranti, bar, pasticcerie: importi maggiorati dal 150% al 200%

Anche per ristoranti, bar e pasticcerie è necessario distinguere due tipologie di beneficiari del contributo a fondo perduto, come per le altre categorie:

  • le imprese che hanno già ricevuto in precedenza le somme otterranno in automatico entro il 15 novembre 2020 con accredito sull’IBAN indicato in prima battuta gli importi maggiorati rispetto al primo calcolo effettuato sulla base delle perdite di aprile 2020;
  • le imprese che non hanno presentato domanda in precedenza, con un fatturato superiore al limite precedentemente imposto dei 5 milioni di euro che avranno diritto a importi pari al 10% del calo del fatturato, e dovranno inviare un’apposita richiesta all’Agenzia delle Entrate per ricevere le somme stanziate in tempi leggermente più lunghi ma comunque entro la fine dell’anno.

In ogni caso, l’importo del contributo può arrivare fino a un massimo di 150.000 euro e il requisito chiave per l’accesso resta il calo del fatturato pari a due terzi nel confronto tra aprile 2019 e aprile 2020.

Al comma 4 dell’articolo 1 del Decreto Ristori, poi, si legge:

“Il predetto contributo spetta anche in assenza dei requisiti di fatturato di cui al precedente comma ai soggetti riportati nell’Allegato 1 che hanno attivato la partita IVA a partire dal 1° gennaio 2019”.

Dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto Ristori il 28 ottobre, per i nuovi beneficiari non resta che attendere le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate per poter procedere con la domanda.

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