Concorsi salvi, il nuovo Dpcm non li ferma: quelli in partenza e le norme anti-Covid

Stefano Paterna - Pubblica Amministrazione

Concorsi pubblici senza sospensione: il DPCM del 24 ottobre 2020 non ha dato lo stop allo svolgimento delle prove selettive, anche se il divieto era comunque inserito nella bozza precedente. Rimangono quindi in piedi i grandi concorsi della scuola, all'Agenzia delle Dogane, all'Inps e al Comune di Milano grazie alle nuove normative anticontagio.

Concorsi salvi, il nuovo Dpcm non li ferma: quelli in partenza e le norme anti-Covid

Concorsi pubblici senza sospensione.

Il nuovo Dpcm del 24 ottobre con le norme per il contenimento dell’epidemia di Coronavirus non ha portato con sé il temuto stop ai concorsi pubblici e privati.

Dunque, l’iter del tanto atteso Concorso straordinario della scuola, ad esempio, può proseguire il suo corso e così tutti gli altri bandi in cantiere o in programma.

“...un segnale di fiducia proviamo a darlo sul fronte dei nuovi concorsi e del reclutamento” - ha scritto sul suo profilo Facebook il ministro per la Pubblica amministrazione Fabiana Dadone - “che così tanto serve alla Pa: le misure che abbiamo già da mesi approvato consentono di svolgere le prove in maniera decentrata e con tutele adeguate a garantire, allo stato attuale, la sicurezza sanitaria”.

Si tratta ovviamente di una notizia importante, dato che in questo periodo sono già in essere o si stanno programmando importanti iniziative di reclutamento, soprattutto per quanto riguarda la pubblica amministrazione.

I concorsi pubblici in partenza e le norme anti-COVID

Queste settimane costituiscono un periodo cruciale per i concorsi pubblici. La PA italiana si trova stretta tra la cronica carenza di personale e la fuoriuscita di ulteriori dipendenti in virtù di Quota 100. Inoltre, l’epidemia di COVID-19 ha messo in luce la necessità di irrobustire il comparto pubblico in settori come la sanità e l’istruzione.

Al momento, oltre al Concorso straordinario della scuola già citato, sono sui blocchi di partenza a solo titolo esemplificativo:

  • il Concorso all’Agenzia delle Dogane per 1266 posti tra laureati e diplomati in scadenza il 5 novembre;
  • la selezione indetta dalla Protezione Civile per 2000 figure di vario profilo da adibire alla gestione del tracciamento dei contagi del virus;
  • il Concorso per 102 posti di assistente amministrativo all’Ospedale san Giovanni di Roma per diplomati;
  • il Concorso Inps per 4.000 posti di vario profilo. Inoltre l’istituto di previdenza una selezione per 165 informatici;
  • il Concorso al Comune di Milano per 1.000 posti di vario profilo;
  • infine le 11.600 nuove assunzioni tramite concorsi per i Centri per l’impiego e che saranno banditi dalle regioni.

Dpcm del 24 ottobre, la bozza conteneva lo stop

Tutte queste selezioni si potranno tenere solo in virtù delle nuove norme sui concorsi in epoca di pandemia che prevedono protocolli di sicurezza sanitaria assai stringenti, basati fondamentalmente sull’impiego delle tecnologie digitali per lo svolgimento delle prove in sedi decentrate e con un numero ridotto di candidati.

Quindi addio ai mega-concorsi che si tenevano in una sola sede.

Tuttavia, bisogna anche dire che la bozza del Dpcm del 24 ottobre conteneva il blocco delle procedure concorsuali, dato l’aggravamento dei dati sul contagio. All’ultimo però queste norme sono saltate, vista l’emergenza reclutamento a cui accennavamo prima.

Rimane da chiedersi se, come propongono da tempo i sindacati nel caso della scuola, non fosse da privilegiare un tipo di selezione per soli titoli che avrebbe comunque evitato qualsiasi occasione d’incontro e pericolose trasferte per i candidati.

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