Cedolare secca commerciale, flat tax al 21% e al 10% nella Manovra 2027

Anna Maria D’Andrea - Cedolare secca sugli affitti

La Manovra 2027 reintroduce la cedolare secca commerciale: la flat tax per i negozi sarà al 21 per cento e scenderà al 10 per cento nelle grandi città. Si riduce però la superficie massima dei locali

Cedolare secca commerciale, flat tax al 21% e al 10% nella Manovra 2027

Nel testo della Manovra 2027 bollinato e trasmesso alle Camera c’è anche la cedolare secca commerciale.

La flat tax sull’affitto di negozi e botteghe sarà pari al 21 per cento e nei comuni capoluogo delle città metropolitane viene ulteriormente ridotta al 10 per cento. L’imposta sostitutiva abbatterà non solo l’IRPEF ma anche le addizionali e l’imposta di bollo e di registro.

Rispetto alla versione già introdotta nel 2019 si riduce però la superficie massima dei locali inclusi nel perimetro della cedolare secca: interesserà solo gli affitti di immobili fino a 200 metri quadrati.

Cedolare secca commerciale nel 2027, le novità nella Manovra

Nel piano di revisione al ribasso delle regole di tassazione degli affitti, oltre alla componente legata alle locazioni di giovani e famiglie, la Manovra 2027 dedica spazio anche al tema delle saracinesche chiuse e della desertificazione urbana e dei centri storici.

Lo fa prevedendo la riedizione della cedolare secca commerciale, consentendo di tassare in via agevolata i redditi derivanti dalla locazioni di edifici fino a 200 metri quadrati, escluse le pertinenze, appartenenti alla categoria catastale C\1.

Si tratta in sostanza di negozi e botteghe, bar e ristoranti, ma anche locali per parrucchieri, barbieri e altre attività di servizi alla persona.

Rispetto alla versione prevista nel 2019, come detto, la flat tax per i negozi si restringe, ma di contro aumentano i benefici per gli affitti nelle grandi città.

Flat tax al 10 per cento sull’affitto di negozi: in quali casi

Alla tassazione agevolata del 21 per cento si affianca infatti una flat tax ancor più bassa nelle grandi città, pari al 10 per cento.

La Manovra 2027 riserva il regime più vantaggioso ai canoni di locazione di unità immobiliari ubicate nei comuni capoluogo di città metropolitana.

Sono 14 le città metropolitane in Italia, in ciascuna delle quali il capoluogo coincide con la città principale da cui prende il nome l’Ente:

  • Bari (Puglia)
  • Bologna (Emilia-Romagna)
  • Cagliari (Sardegna)
  • Catania (Sicilia)
  • Firenze (Toscana)
  • Genova (Liguria)
  • Messina (Sicilia)
  • Milano (Lombardia)
  • Napoli (Campania)
  • Palermo (Sicilia)
  • Reggio Calabria (Calabria)
  • Roma Capitale (Lazio)
  • Torino (Piemonte)
  • Venezia (Veneto)

Sono queste quindi le realtà territoriali in cui i canoni derivanti dalla locazione di piccoli negozi e botteghe potranno essere tassati al 10 per cento.

Stop alla cedolare secca per i contratti chiusi in anticipo

Il regime della cedolare secca commerciale nella versione prevista dalla Manovra 2027 introduce la clausola antielusiva già prevista nella sua prima edizione.

Non sarà possibile optare per la flat tax in relazione ai contratti stipulati nel 2027 se, alla data del 30 settembre 2026, risulti in corso un contratto non scaduto, tra i medesimi soggetti e per lo stesso immobile, interrotto anticipatamente rispetto alla scadenza naturale.

Parimenti, la Manovra mette un veto anche in relazione ai contratti stipulati da un conduttore che non usa l’immobile a fini esclusivi per l’esercizio di un’arte, una professione o un’impresa commerciale.

Vale inoltre la pena specificare che non si tratta di una norma a regime: la tassazione agevolata viene introdotta solo per i contratti stipulati dal 1° gennaio al 31 dicembre 2027.

Sintetizzando, il regime della tassazione sostitutiva potrà essere applicato per:

  • le unità immobiliari classificate nella categoria catastale C/1 (con le relative pertinenze locate congiuntamente);
  • di superfice fino a 200 metri quadri (escluse pertinenze);
  • per le quali alla data del 30 settembre 2026 non era presente un contratto non scaduto, tra i medesimi soggetti e per lo stesso immobile.

Cedolare secca negozi e uffici, i principi fissati dalla riforma fiscale

L’idea di estendere la cedolare secca agli affitti commerciali non è una novità ma, al contrario, è stata la legge delega sulla riforma fiscale a prevedere di ampliare il regime della flat tax sugli affitti alle locazioni di immobili adibiti ad uso diverso da quello abitativo in caso di conduttore che sia esercente attività d’impresa, arte o professioni.

Un obiettivo rimasto però in standby: l’iter per dare concretezza ai principi della delega fiscale si è concluso il 29 agosto, senza novità per le locazioni di negozi e uffici.

La Legge di Bilancio 2027 diventa quindi un’“appendice” della riforma fiscale, per chiudere il cerchio sulle promesse messe nero su bianco nella legge delega n. 111/2023, anche se in un orizzonte temporale ben limitato e per un perimetro circoscritto.