Bonus da potenziare per stipendi più “giusti”: la lista dei desideri del DL primo maggio e il nodo risorse

Rosy D’Elia - Imposte

Gli stipendi tornano al centro della discussione con le anticipazioni sul Decreto primo maggio: tra le ipotesi in campo il potenziamento dei bonus già previsti con l'ultima Manovra. Ma le novità sulle buste paga costano care

Bonus da potenziare per stipendi più “giusti”: la lista dei desideri del DL primo maggio e il nodo risorse

L’attuale contesto geopolitico impone a tutti e tutte un costo della vita più alto e ancora una volta gli stipendi di lavoratrici e lavoratori perdono valore. Da questa consapevolezza nasce lo studio di un nuovo pacchetto di bonus e agevolazioni sulle buste paga da inserire nel Decreto primo maggio.

Garantire un salario giusto: è questo l’obiettivo dichiarato dal Ministero del Lavoro nella nota diffusa nel fine settimana.

Per raggiungerlo si guarda a un potenziamento delle misure messe in campo con l’ultima Legge di Bilancio.

Bonus da potenziare per stipendi più “giusti”: le novità in campo con il DL primo maggio

Ancora una volta il Governo si è riservato la festa dei lavoratori e delle lavoratrici come occasione per intervenire su una serie di necessità legate al mondo del lavoro.

Dalla proroga dei burrascosi bonus assunzione al nodo della contrattazione collettiva, oggetto di una delega ormai decaduta, i punti all’ordine del giorno sono numerosi e si fa largo l’ipotesi di un nuovo pacchetto stipendi in linea di continuità con l’ultima Manovra.

Con i conflitti internazionali in corso, però, anche il potere d’acquisto del Governo si riduce, non solo quello delle famiglie e i costi sono molto alti.

Circola l’idea di confermare in via strutturale la flat tax del 5 per cento sugli aumenti che derivano da rinnovi contrattuali, l’imposta sostitutiva del 15 per cento su festivi, turni e notturni e anche la quasi totale detassazione, che è stata portata all’1 per cento fino a 5.000 euro, sui premi di produttività.

Così come si parla anche di ripescare delle idee già in circolazione durante i lavori di approvazione della Manovra 2026, come la previsione di una indennità pari al 30 per cento del tasso di inflazione programmata per i contratti collettivi scaduti da sei mesi o il potenziamento dell’esenzione fiscale dei bonus aziendali erogati dal datore di lavoro.

Verso il DL primo maggio: si va verso il potenziamento del pacchetto stipendi della Manovra

Dopo mesi di confronti e revisioni sul testo del Disegno di Legge di Bilancio iniziale, con la legge n. 199 del 2025 sono state approvate una serie di misure finalizzate a garantire piccoli aumenti di stipendio netto, riducendo la tassazione.

Importi interessatiTipologia di flat tax ed eventuali limiti di applicazioneLimite di reddito di lavoro dipendente
Aumento che deriva dai rinnovi contrattuali 5 per cento (solo per il 2026) 33.000 euro
Premi di produttività e partecipazione agli utili 1 per cento fino a 5.000 euro (solo per il 2026 e il 2027) 80.000 euro
Straordinari e maggiorazioni per lavoro notturno, in turni, nei giorni festivi e di riposo 15 per cento fino a 1.500 euro (solo per il 2026) 40.000 euro

Invariate, invece, sono rimaste le regole sui bonus in busta paga erogati dai datori di lavoro in busta paga: i cosiddetti fringe benefit possono beneficiare di una esenzione fino a 1.000 euro che arriva fino a 2.000 euro per i genitori.

La selezione all’ingresso per le novità dell’ultima Legge di Bilancio 2026 è stata rigida e il design delle nuove agevolazioni è stato chirurgico.

Le nuove flat tax introdotte sono temporanee e destinate a una platea di lavoratrici e lavoratori ben circoscritta tramite i limiti di reddito. E la motivazione è stata tanto semplice quanto insormontabile: la disponibilità economica e la necessità di approvare una Manovra finalizzata a preservare i conti pubblici.

Verso il DL primo maggio: il nodo risorse sul potenziamento di bonus e flat tax sugli stipendi

Le detassazioni che hanno caratterizzato il pacchetto stipendi della Manovra spostano una mole di risorse, in termini di minori entrate, che supera il miliardo.

Misure e minori entrate per anno in milioni di euro202620272028
Imposizione agevolata al 15% sulle indennità di turno e sulle retribuzioni per lavoro svolto in orari notturni o festivi corrisposte nel 2026 ai lavoratori dipendenti con reddito inferiore a 40.000 euro, entro un massimo di 1.500 euro - Effetto
netto imposta sostitutiva, Irpef, addizionali regionale e comunale
534,8 93,4 -7,2
Imposta sostitutiva al 5% sugli incrementi retributivi legati a contratti conclusi a partire dal 2024 e fino al 2026, per lavoratori dipendenti del settore privato con reddito non superiore a 33.000 euro - Effetto netto imposta sostitutiva, Irpef, addizionali regionale e comunale e copertura ex c. 862 420,2 59,0 -6,0
Ulteriore riduzione dell’aliquota sostitutiva dei premi di produttività dal 5 all’1% con elevazione del massimale a 5.000 euro per gli anni 2026 e 2027 - Effetto netto imposta sostitutiva, Irpef, addizionali regionale e comunale 291,7 302,5 9,9

Dati UpB - Febbraio 2026

Prorogarle, potenziarle e aggiungerne di nuove richiede uno sforzo economico importante. E al momento si parla della disponibilità di un bacino che si aggira intorno ai 500 milioni.

Lo stesso sottosegretario al Ministero del Lavoro Claudio Durigon nei giorni scorsi, ricordando gli stanziamenti di 5 e 10 miliardi dei Decreti primo maggio impiegati per tagliare il cuneo fiscale e contributivo, ha detto: “Non è periodo di questi miliardi, però questo è il periodo in cui possiamo attuare una piccola leva rispetto a donne, giovani e fermare i contratti poveri”.

E in effetti a fronte di una lunga lista di desideri, che emerge dalle prime bozze in circolazione, resta da scrivere l’articolo delle disposizioni finanziarie: le scelte che si potranno operare sul futuro degli stipendi dipendono tutte dalle fonti a cui si potrà attingere.